Redondo: “Alla Juventus mi sento amata e stimata. Voglio continuare a migliorare”

Redondo: “Alla Juventus mi sento amata e stimata. Voglio continuare a migliorare”
Oggi alle 08:15Altre notizie
di Camillo Demichelis
Alba Redondo si racconta tra l'inizio brillante alla Juventus Women, l'addio al Real Madrid, la Champions League e l'ambizione di arrivare in alto

Alba Redondo, attaccante della Juventus Women, ha parlato in occasione di una conferenza virtuale organizzata dalla Uefa in avvicinamento alla sfida tra l'Hacken e le bianconere in Women's Champions League. Tuttojuve.com ha ripreso le sue parole: 

Come sono state le tue prime settimane alla Juventus?
"Mi sento felice e ormai abbastanza inserita. Devo dire che all'inizio mi faceva un po' paura lasciare la Spagna, ma adesso sto davvero bene. Le ragazze mi hanno accolta come se fossimo una grande famiglia, e questo si percepisce sia in campo sia fuori. Non mi pento assolutamente di questa scelta e penso sia una grande opportunità per continuare a dimostrare il mio valore e migliorare sia individualmente che come squadra, indipendentemente dal fatto che sia l'anno del Mondiale". 

Hai già segnato 6 gol: ti aspettavi un inizio così?
"Il mio obiettivo principale quando sono arrivata alla Juve era avere una nuova possibilità per tornare a essere la Alba che da qualche tempo non si vedeva. I gol sono il risultato di tanto lavoro, non soltanto mio, ma anche di tutte le compagne che ho intorno. Grazie a loro riesco a raggiungere questi risultati. È stato un ottimo inizio, però siamo solo all'inizio: la stagione è ancora lunga e la cosa più importante sarà mantenere la continuità, facendo bene partita dopo partita come squadra".

La sfida contro l'Hacken può già essere considerata decisiva?
"No, non penso che sia una partita decisiva. Il calcio è come una montagna russa: a volte sei in alto e vinci, altre volte perdi. È uno sport molto imprevedibile, ma la cosa bella è che hai subito un'altra occasione per dimostrare quello che vali. Non è una partita da dentro o fuori: il cammino è ancora lungo e può succedere di tutto". 

Come valuti la tua esperienza al Real Madrid?
"Più che essermi persa, direi che non è stata la mia esperienza migliore. Comunque considero quel periodo molto importante perché mi ha insegnato tanto e sono grata al Real Madrid per avermi dato l'opportunità di indossare quella maglia e di giocare insieme a compagne di altissimo livello. Da ogni esperienza si può imparare. È stata una stagione in cui le cose non sono andate come stanno andando adesso e ci sono tanti fattori che possono influire. Io ho dato tutto quello che potevo, ma a volte le cose non vanno come desideriamo. Ora voglio guardare avanti: sono felice e continuerò a lavorare ogni giorno per diventare una giocatrice migliore". 

Come procede con la lingua italiana e quanto può essere utile la tua esperienza in Champions?
"Ci provo! Mi sono promessa che alla fine della stagione parlerò italiano. A volte faccio ancora un po' di confusione, come quando sento parlare della "Vecchia Signora" (ride, ndr). Ho maturato un'esperienza che posso mettere a disposizione delle ragazze più giovani che si affacciano per la prima volta a competizioni di questo livello. Sono molto felice di poterle aiutare, così come loro aiutano me a migliorare. È fondamentale capire come gestire ogni singolo minuto della partita. Penso che io, insieme a Martina Rosucci, Cecilia Salvai e Lenzini, che sono giocatrici straordinarie e vere leggende del calcio italiano e internazionale, possiamo essere d'aiuto alle più giovani".


Quale consiglio daresti alle ragazze più giovani?
"Direi di lavorare tanto. Alla fine non è la quantità a fare la differenza, ma la qualità, e soprattutto è importante avere vicino persone che sappiano arricchirti. Fare di più non significa necessariamente fare meglio: bisogna fare la cosa giusta nel momento giusto. E questo è qualcosa che si impara con l'esperienza".


Ti consideri una leader all'interno della Juventus?
"Mi considero una giocatrice importante. Più che una leader, penso che qui ci siano figure con più esperienza e più responsabilità di me. Io mi sento una componente del gruppo che può dare tanto sia dentro che fuori dal campo. Mi sento apprezzata, amata e soprattutto sento molta fiducia intorno a me, che secondo me è la cosa più importante". 

Come sei invece fuori dal campo?
"Sono una persona molto tranquilla. Faccio solamente ciò che è necessario, perché conosco il mio corpo e so di cosa ha bisogno. Sono molto empatica e molto legata alla mia famiglia. Mi piace stare vicino a persone positive e continuare a mantenere i rapporti con chi c'è sempre stato per me. Se dovessi descrivermi direi che sono una persona molto familiare, tranquilla e vicina agli altri". 

Come si affrontano tante partite e sfide ravvicinate?
"È necessario trovare un equilibrio. Se mentalmente non stai bene, anche le gambe ne risentono. Se invece sei tranquilla, positiva e sicura di te, senza pensieri negativi, puoi dare il massimo in campo. Il fisico si gestisce attraverso gli allenamenti e le partite giorno dopo giorno, ma la testa è fondamentale. Per questo credo sia importante avere intorno un ambiente positivo". 



La sconfitta contro il Benfica ha cambiato qualcosa nel vostro modo di lavorare?
"No, continuiamo ad allenarci nello stesso modo. La partita contro il Benfica è stata determinata da due o tre episodi nei quali non siamo riuscite a concretizzare, però abbiamo giocato bene e il risultato non rispecchia quello che si è visto in campo. Gli allenamenti sono rimasti gli stessi e non abbiamo cambiato la nostra filosofia. Crediamo molto in ciò che ci chiede il mister e nelle qualità di ogni nostra compagna". 

Ti aveva cercata anche la Roma?
"Sì, ci sono state delle conversazioni, ma alla fine ho deciso di venire qui, senza avere dubbi sulla mia scelta".


Qual è l'attaccante che ammiri maggiormente in questa Champions League?
"Ce ne sono davvero tante. Guardando alla Spagna, mi piace molto Salma Paralluelo, ma anche Ewa Pajor. Mi piacciono le attaccanti che entrano in area con determinazione e con la voglia di segnare. Se devo scegliere dei nomi, dico sicuramente Salma ed Ewa Pajor". 

Come paragoni Juventus e Real Madrid?
"Sono due club enormi, entrambi con una storia molto importante. Ognuno ha la propria identità, ma tutti e due puntano a stare ai vertici e cercano sempre di esprimere la loro versione migliore". 

Che idea ti sei fatta dell'Hacken?
"Ho il massimo rispetto per il club e per la squadra. Affronteremo questa partita come una normale gara di Champions, con la tranquillità di chi sa di essersi preparato bene. Crediamo nel nostro lavoro e andremo lì per cercare di conquistare i tre punti". 

Ti sei posta un obiettivo preciso per quanto riguarda i gol?
"Voglio segnare il maggior numero di gol possibile! Non mi pongo un numero preciso, perché per me è una cosa secondaria. Il mio obiettivo principale era ritrovare me stessa. Se arrivano più gol, ovviamente è ancora meglio per la squadra". 

Come descriveresti la tua intesa con Carbonell?
"Le ho chiesto tantissimi assist! E adesso me ne ha già fatti due o tre. Lei ormai parla italiano (ride, ndr), ma ci capiamo benissimo già dai tempi del Levante e conosce i miei movimenti quasi a memoria". 

Fin dove pensi possa arrivare la Juventus in Champions League?
"La Juve non ha limiti in Champions League. Dobbiamo pensare a una partita alla volta: possiamo arrivare dove vogliamo se continuiamo a essere competitive e prepariamo ogni gara nel modo giusto, cercando di regalare soddisfazioni ai nostri tifosi".


Quanto significa per te segnare in Champions League?
"Per me la cosa fondamentale è conquistare i tre punti. Se poi posso aiutare la squadra segnando un gol, sono ancora più felice". 

Qual è il tuo obiettivo personale in Champions?
"Voglio arrivare il più lontano possibile con questa maglia, rappresentando al meglio uno stemma conosciuto in tutto il mondo e raggiungendo gli obiettivi che ci siamo date all'inizio della stagione".


Perché secondo te ci sono così tante giocatrici spagnole in Serie A?
"Le motivazioni sono diverse e personali per ognuna di noi. Penso che la Serie A sia una vetrina davvero importante. Seguivo questo campionato già da tempo e, da quando sono arrivata, sono rimasta piacevolmente sorpresa: è un'esperienza davvero fantastica".