Porrini: "Contro il Milan ko non da Juventus. Su De Ligt e Chiellini..."

10.07.2020 20:30 di Luca Cavallero   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Porrini: "Contro il Milan ko non da Juventus. Su De Ligt e Chiellini..."

Sergio Porrini, ex calciatore, è stato intervistato da Tmw Radio.

Queste le due dichiarazioni, molte delle quali in ottica Atalanta e Juventus (entrambi suoi ex club).

Gasperini sembra avere tra le mani una rosa lunga.

"Ci hanno visto lungo, acquistando alcuni giocatori come Muriel o Malinovskyi, consapevoli che sarebbero stati in grado di dare un contributo. Ma anche aver ripreso Caldara, un profilo come Pasalic che può fare più ruoli... In ogni posizione c'è la possibilità che chi subentri faccia la differenza. La rosa, ma soprattutto la consapevolezza, è da grande squadra".

Come spiegare il crollo della Juventus contro il Milan?

"Sicuramente non è una sconfitta da Juventus, una squadra che generalmente è difficilissima da recuperare quando si trova 2-0 avanti. Invece hanno preso tre gol in 5 minuti, tutti su episodi un po' strani: sembrava quasi che per loro fosse finita, ma il calcio italiano ti impone di giocarti ogni partita fino alla fine. Penso sia un incidente di percorso dovuto ad un calo notevole di concentrazione. Logico che ci sia da cambiare mentalità, sia per l'Atalanta che poi per la Champions: certi passi falsi non puoi più permetterteli".

Cosa l'ha impressionata di Kumbulla?

"L'abbiamo iniziato a visionare dalle prime partite di Coppa Italia, quando Juric aveva già deciso di impiegarlo. Oltre a fisicità ed abilità tecniche, si nota la sua grande personalità, sin dall'inizio sembrava che avesse giocato in Serie A tantissime partite. L'attenzione per un ragazzo della sua età non è una cosa facile: questa è la sua migliore caratteristica".

Si può dire che De Ligt sia stato un grande investimento?

"Dopo il Milan ho sentito dire che si sentiva la sua mancanza, eppure prima del lockdown mi sembrava che nessuno lo volesse. Bisogna essere obiettivi: con l'Ajax ha dimostrato di essere tra i difensori migliori, quando la Juve lo prese pensai che era arrivato uno dei top del mondo. Dopo un periodo di ambientamento, stiamo ora vedendo il suo vero valore. La Juve ha un giocatore di grande prospettiva, che tra qualche anno sarà tra i più forti in assoluto".

L'ha penalizzato l'infortunio di Chiellini?

"Il ragionamento non deve essere su infortuni o su chi sia il suo compagno. All'inizio, quando si è fatto male Chiellini, Sarri ha schierato Bonucci centro-destra e De Ligt centro-sinistra: lì cambia tutto, e si è trovato in difficoltà. Da quando Sarri li ha invertiti, si è rivisto il vero De Ligt. Credo sia più una questione di posizionamento, e non di chi sia il suo compagno".

La Lazio sembra in sofferenza mentale. Vede margini di recupero?

"No, ad oggi non vedo nessuno che possa recuperare la Juve. Logico che ricominciare il campionato in queste condizioni dopo mesi di stop, così come il nuovo format della Champions, si vadano a cambiare criteri e valori. Le sorprese ci stanno, ma penso fosse ovvio che i più penalizzati dal lockdown fossero quelli della Lazio, visto che aveva una striscia d'imbattibilità. Chi era più in difficoltà invece ha potuto riprendersi: non mi stupisce che la Lazio non giochi più con spensieratezza e non trovi più i risultati. Non a caso anche l'inizio di campionato della Lazio era stato difficoltoso".

L'unica che non sembra risentirne è l'Atalanta.

"Sono bravi, e significa anche che hanno uno staff da applausi. Non è un caso, e col sorteggio di Champions dico che l'Atalanta può essere davvero tra le grandissime favorite per la finale".

Sarebbe un'impresa più alta di quella del Leicester?

"Sicuramente. Dico che il PSG ha una squadra "da figurine" che alle prime difficoltà si è sempre squagliata, in Europa. Va bene i singoli, ma vince la squadra. Ci sono giocatori fortissimi, ma mi dà l'idea che siano molte primedonne. Di contro invece troveranno una squadra che li aggredisce. Inoltre il campionato francese è fermo: penso che di meglio davvero non potesse capitare. Se pensiamo che se passano trovano una tra Atletico Madrid e Lipsia, ecco perché sono secondo me tra i grandi favoriti".

In questo momento per chi come lei allena una nazionale, è un bel tran tran.

"Tuttora è difficoltoso, avevamo in programma come staff di incontrarci con la federazione e pensare a come dare una crescita al movimento, ma purtroppo non ci è ancora permesso di poter viaggiare, perché alcune nazioni non rientrano nei parametri. Se dovessimo andare ora in Albania, saremmo costretti a fare la quarantena. Siamo a luglio, le partite ufficiali saranno ai primi di settembre e non è assolutamente semplice per una nazionale come la nostra, che ha bisogno dello scouting e di scoprire quei giocatori capaci di rinforzarci o dare qualcosa. D'altronde a noi allenatori spesso le cose semplici non piacciono, faremo in modo di fare tutto al meglio".

Che Conte stiamo vedendo all'Inter? È in difficoltà?

"È un Conte nervoso, in questo momento si ritrova in grosse difficoltà: intorno all'ambiente dell'Inter c'erano grandissime aspettative, e prima del lockdown tutto era ancora possibile. La ripresa ha portato troppi risultati negativi. Conte probabilmente non sa cosa fare e cosa dire: una cosa nuova per lui, non gli era mai successo. Alla Juve ha vinto subito, al Chelsea idem, con la Nazionale ha fatto un gran lavoro: questo spiega quanto possa essere difficile allenare una squadra in Serie A. Non era abituato alle difficoltà, e quando è così logico che ti innervosisci e sei meno lucido. Spero tanto che Antonio ritrovi il bandolo della matassa, trovando i giocatori giusti. Con questa posizione di classifica, e dopo l'ennesimo pareggio, il malcontento c'è".

Che ne pensa della Juventus U23, ed in generale delle seconde squadre?

"In tanti ne hanno parlato e molti le volevano, ma quando hanno realizzato i costi si sono tirati indietro. La Juventus è l'unica società che ad oggi ha le potenzialità per poterlo fare, ed è anche l'unica che ha programmato partendo da lontano. Le altre si trovano sempre qualche passo indietro: se mancano soldi per le prime squadre, logico che non si facciano le seconde. Dimostra che in questo momento nessuno si avvicini alla Juve: le altre perdono per manifesta inferiorità".