Polverosi (Corsport): "Juventus in cortocircuito. Da quella serata con l'Ajax è cambiato tutto"

28.02.2020 14:10 di Rosa Doro Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Polverosi (Corsport): "Juventus in cortocircuito. Da quella serata con l'Ajax è cambiato tutto"

Nel suo editoriale per il Corriere dello Sport, Alberto Polverosi ha parlato del momento della Juventus: "La Juventus è in cortocircuito. Se n’è accorto l’elettricista di casa bianconera, Maurizio Sarri. Lui trasmette un impulso e la squadra glielo rispedisce indietro. Sarebbe un problema risolvibile se fossimo ad agosto, a settembre, ma siamo alla fine di febbraio e la Juve è bloccata. Sarebbe inutile tornare ad Allegri se il problema non fosse proprio lì, nella resistenza compatta della squadra al mutamento della sua natura, o meglio, al tentativo di mutamento. E’ drammaticamente curioso anche quanto sta accadendo intorno alla Juve: fino all’anno scorso, ma già dagli anni di Trapattoni, la squadra era giudicata solo per i risultati. La Juve brillava soltanto quando brillavano i suoi campioni, da Sivori a Platini a Baggio a Del Piero a Dybala, mai grazie al suo collettivo. Chi si metteva a guardare le partite dei bianconeri aveva sempre la sensazione che prima o poi avrebbero segnato e vinto. Ora la Juve è giudicata per il gioco e appena un risultato va storto si accendono le discussioni e si aprono i processi. Fino a prova contraria, i campioni d’Italia sono da soli in testa al campionato, sono in semifinale di Coppa Italia e possono ancora qualifi carsi per i quarti di Champions. Ma non basta più. Ora della Juve si guarda il gioco. In questo momento, il non gioco. È quanto ha voluto la stessa Juve, intesa come società. La tradizione secolare (diciamo... mezzo secolare) di questa squadra stava in un calcio di compattezza, concretezza, cattiveria e agonismo, poi una sera è arrivata l’Ajax che ha sbaraccato tutto, ha fatto sgranare gli occhi ad Agnelli, a Paratici e a Nedved, abbagliati da nuovi scenari di calcio spumeggiante, e ha portato Sarri sulla panchina che era stata di Conte e Allegri, i suoi opposti. Solo il possibile ritorno di Conte, poi finito all’Inter, avrebbe mantenuto la Juve nel suo solco, ma una volta incassato il suo “no”, si cambia tutto".