Piantanida (Mediaset): "Allegri top di giornata"
A "1 Football Club", programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Franco Piantanida, giornalista Mediaset. Di seguito, un estratto dell'intervista.
Chi è stato il top di questa giornata di campionato?
"Il top e il flop arrivano dalla stessa partita, perché è stata una gara molto catalizzante. Il top, alla fine, è Massimiliano Allegri. Piaccia o non piaccia, è lui. Più si va avanti e più si parla di tante cose, ma poi resta un dato, ha vinto un derby con il 26% di possesso palla e mentre molti raccontano questa cosa quasi per ridimensionarla, in realtà raccontano esattamente ciò che è successo, c'era una squadra con un certo tipo di energia, l'energia necessaria per vincere quella partita. Quell'energia l'ha data l'allenatore. Se non fosse stato Massimiliano Allegri, probabilmente il racconto sarebbe stato diverso. Invece, siccome alcuni lo dipingono come un allenatore casuale, si tende a minimizzare. Ma non è così. La sua squadra ha mostrato un'identità precisa. Se vinci quasi tutti gli scontri diretti e hai quella classifica, non è un caso. Certo, ci sono partite in cui va criticato, ma quando una squadra che è dietro in classifica ha comunque un impatto così forte negli scontri diretti bisogna dirlo. Non per simpatia verso qualcuno, ma perché basta guardare la partita. Anche se l'Inter ha avuto forse un paio di occasioni più nitide, il calcio non si misura solo contando le occasioni, si misura anche sull'energia che una squadra porta in campo e quella energia il Milan l'ha avuta."
Il flop?
"Il flop è l'energia che Cristian Chivu non è riuscito a dare all'Inter. Io allargo un attimo il discorso alla partita di Como, uno 0-0 bruttissimo, una gara terribile. Mi è sembrata una partita giocata quasi pensando al derby, come se si volesse risparmiare energie e questa è una cosa che mi manda ai matti, perché pensare di poter gestire le energie nel calcio moderno è uno dei più grandi autogol che si possano fare. Probabilmente la scelta è stata dettata anche dal fatto che l'Inter in questo momento non ha tantissime alternative. Però il problema è stato evidente, l'Inter ha finito la partita di Como praticamente con gli stessi uomini con cui ha iniziato il derby e nel derby l'energia non c'era. In nessun reparto. Adesso l'Inter entra in una fase di calendario molto complicata, Como, Roma, Atalanta e poi Fiorentina. Servirà ritrovare quell'energia, ma anche la capacità di scegliere bene gli uomini quando le scelte sono poche. Allegri questo lo ha fatto per gran parte della stagione, anche perché aveva meno alternative e perché, per esempio, Pulisic e Leão insieme li ha avuti pochissimo. Nonostante questo è riuscito comunque a dare equilibrio alla squadra."
Veniamo a Napoli-Torino: riesce a individuare due top?
"I due top sono Eljif Elmas e Alisson Santos. Su Elmas faccio un discorso veloce, spesso anche noi abbiamo avuto dei dubbi sui giocatori che sanno fare un po' tutto, perché poi ci si chiede sempre quale sia il loro ruolo vero. Però in questa stagione il Napoli spesso è stato salvato proprio da Elmas, che ha fatto praticamente tutto tranne il portiere e secondo me questo è anche un merito di Antonio Conte. Valutare la stagione del Napoli senza considerare gli infortuni sarebbe una follia. A novembre poteva essere più difficile capirlo, ma a marzo è chiaro quanto peso abbiano avuto. Alcuni giocatori hanno fatto uno sforzo enorme, anche nell'imparare cose nuove dal punto di vista tattico e secondo me l'anno prossimo il Napoli si ritroverà un giocatore ancora più prezioso come Elmas. Poi c'è Alisson Santos. Noi abbiamo passato mesi a dire che servivano tre o quattro mesi per imparare il gioco di Conte. Poi arriva lui e sembra già dentro ai meccanismi. È vero che può sembrare un colpo di fulmine, ma secondo me non è solo quello. La realtà è molto semplice, è un giocatore molto forte. Probabilmente anche più pronto di altri per fare subito quello che Conte chiede."
I due flop della partita?
"Uno è sicuramente Vergara. Lo metto tra i flop per gli stessi motivi della volta scorsa. È un ragazzo con una gamba incredibile, con grande irruenza e voglia di essere protagonista. Però deve imparare a gestire queste qualità. Quando non sei al cento per cento fisicamente devi usare di più la testa. Deve imparare a fare quello che fa Politano quando non è al massimo della condizione, gestire i momenti della partita, scegliere meglio quando accelerare e quando rallentare. Sono cose che arrivano solo con l'esperienza e con le partite. Non è una bocciatura definitiva, anzi. Così come prima non aveva senso gridare al nuovo Kvaratskhelia. Contro il Torino ha fatto una partita un po' confusa, a tratti generosa, a tratti nervosa, a volte anche stanca. Gli manca ancora un po' di gestione delle energie e delle situazioni. Ma sono quelle bocciature utili, quelle che servono per crescere. Anzi, a volte servono proprio per far scattare qualcosa dentro a un giocatore. Secondo Flop per Rasmus Hojlund per i medesimi motivi di Vergara. Confusionario ma con lo sprono a reagire già nel prossimo match. Non sono bocciature ma uno sprono a reagire subito per lo sprint finale"
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