Ogbonna a tmw: “A Londra ci deridevano, ora...”

28.03.2020 15:15 di Redazione TuttoJuve Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico De Luca
Ogbonna a tmw: “A Londra ci deridevano, ora...”

Angelo Ogbonna sta per diventare padre per la seconda volta. "Tra un mese". Lo dice con emozione e orgoglio dalla sua casa "in zona Tower Bridge, a metà tra il centro di Londra e il centro d'allenamento del West Ham. Una zona perfetta". Esorcizza le preoccupazioni, perché è un mondo difficile, la pandemia ha riportato alla cruda realtà anche il Regno Unito e Boris Johnson. "Inizialmente c'era scetticismo -spiega il centrale degli Hammers-, l'emergenza è stata gestita in modo superficiale. Credo ci sia stata l'intenzione anche di provare a tutelare il paese economicamente dopo la Brexit".
Un errore sanitario importante.
"Esatto, hanno sottovalutato una problematica globale, seria, grave".
Da italiano all'estero ha da subito acceso i riflettori sulla questione.
"Inizialmente ci deridevano, pensavano che stessimo esagerando ed esasperando la questione. Io vivo a Londra ma sono da subito stato preoccupato per noi e per la famiglia in Italia. Devo dire la verità: nell'aria, almeno a Londra, la preoccupazione c'era. Supermercati vuoti, meno gente a giro. Però Londra non è l'Inghilterra".
Ora anche il calcio si è fermato.
"Aspettiamo direttive future da parte della FA per capire cosa faremo. Ci sono altre priorità, adesso che anche Johnson è positivo al Covid19, la preoccupazione è cresciuta".
Come vive il momento da atleta?
"Ci alleniamo da casa. Abbiamo le nostre direttive, date dallo staff di Moyes, teniamo informato il club quotidianamente. Il problema è che viviamo in appartamento, per alcuni la sistemazione è ancora provvisoria e per una preparazione ad hoc servirà tempo. E' giusto pensare che poi ci vorrà un mese per tornare in forma. La problematica, però, è che adesso non hai modo di allenarti come vorresti".
Lontano da casa, lontano da tutto.
"E' una situazione particolare particolare. Vivendo all'estero è anche più difficile, per noi ma per le nostre compagne. Abbiamo già un figlio e ora aspettiamo, tra un mese, il secondo, e per lei è dura. Non c'è il sostegno dei genitori, come in occasione del primo bambino. C'è stata una mano importante lì, anche a livello di presenza, qui siamo limitati. Faccio e facciamo il possibile ma è chiaro che devi dare la stessa importanza al figlio che c'è, a quello che arriverà, in una situazione diversa, di quarantena".
Almeno adesso ha lei a casa full time. Questa sì una novità.
"Almeno questo, sì. E scopri cose che davi per scontate prima, nella quotidianità".
La sua Italia, intanto, combatte in prima linea.
"Io voglio ringraziare i medici in Italia che si stanno prendendo cura delle persone, dei malati, dei contagiati. Di chi rischia ogni giorno. La mia famiglia è a Cassino, la situazione è difficile ovunque e anche lì. Quella della mia compagna è a Torino dove quando torniamo siamo quasi in pianta stabile. Sono città bloccate, sembra di vivere un film".
Il film della sua stagione, di quella del West Ham, è quella di un'altalena. E di una posizione ora difficile in classifica, a pochi punti dalla zona retrocessione.
"Siamo partiti bene, poi alti e bassi. Ci trovavamo in una posizione competitiva, ora devi combattere per resistere. Fortuna, sfortuna, vedremo come andrà. Noi ci crediamo".
E' tornato Moyes.
"Bene, sono contento. Ha sempre fatto un buon lavoro anche in passato. Si è ripresentato con la volontà di prima: per scelte societarie non è andata come sperato, sono felice che sia qui".
Una goccia d'acqua in questo oceano di preoccupazioni. Rinviare l'Europeo le dà chances di esserci.
"L'obiettivo e il pensiero di tutti va all'Italia, al nostro paese, a questa pandemia. Prima di parlare di noi stessi, è primario mettere davanti quella. Solo così ne usciremo, solo così ci sarà un dopo per tutti".