Murgia ricorda il gol alla Juventus: "Un'emozione indescrivibile. La Lazio non mollava mai"

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di Redazione TuttoJuve
Alessandro Murgia elogia la Lazio di Gattuso, ricorda il gol alla Juventus in Supercoppa e parla di Taylor, Frattesi, Inzaghi e del legame con i biancocelesti.

Alessandro Murgia torna a parlare della Lazio, ripercorrendo alcuni dei momenti più significativi della propria esperienza in biancoceleste e analizzando il brillante avvio di stagione della formazione allenata da Gennaro Gattuso.

Intervenuto ai microfoni di Radio Laziale, l'ex centrocampista ha ricordato soprattutto l'indimenticabile gol realizzato contro la Juventus nella finale di Supercoppa italiana, soffermandosi poi su diversi protagonisti del passato e del presente della società capitolina.

Non sono mancati gli apprezzamenti per Simone Inzaghi, Danilo Cataldi, Davide Frattesi e Taylor, oltre a una riflessione sul proprio percorso professionale e sul legame mai interrotto con il mondo laziale.

Murgia: "La Lazio di Gattuso mi ha sorpreso, bisogna lasciarlo lavorare"

L'ex biancoceleste ha espresso soddisfazione per i risultati ottenuti dalla squadra nelle prime giornate di campionato, ammettendo di non aver previsto una partenza così positiva.

"Sicuramente non mi aspettavo questi risultati, però analizzando il modo di giocare, l'atteggiamento e l'unione che ha creato, mi aspetto che possano continuare a fare così. Penso che Gattuso vada lasciato lavorare come sta facendo, la squadra penso che vada sostenuta perché la Lazio è sempre la Lazio".

Murgia ha raccontato anche le sensazioni provate tornando allo stadio per assistere alla partita contro il Monza.

"La Lazio di Gattuso sicuramente mi fa un'impressione positiva perché la classifica parla di un buon lavoro fatto finora e di risultati che nonostante lo scetticismo iniziale stanno arrivando".

L'ex centrocampista ha poi individuato in Taylor uno dei giocatori più interessanti dell'attuale organico.

"Mi piace tantissimo Taylor: lo reputo un giocatore che ha il calcio in testa, delle visioni, tempi di inserimento, tempi di gioco, è un giocatore che mi piace moltissimo".

Il gol alla Juventus in Supercoppa: "Quando ho visto la palla in rete è esplosa l'emozione"

Uno dei passaggi più intensi dell'intervista riguarda la finale di Supercoppa italiana contro la Juventus, decisa proprio da un gol di Murgia nei minuti conclusivi.

"Mi vengono ogni volta i brividi quando rivedo le immagini di Lazio-Juve e qualche tifoso me lo ricorda. Certo che me lo ricordo, è emozionante oggi e per sempre perché è stato un momento fantastico per me e per tutto il popolo laziale".

L'ex giocatore ha ricordato il susseguirsi delle emozioni durante una gara che sembrava ormai indirizzata verso i supplementari, dopo la rimonta bianconera.

"Io quando è ripartita l'azione ero molto indirizzato verso la porta ma per istinto. Nel momento in cui Jordan ha saltato De Sciglio ho trovato una posizione in area di rigore, dove ero solo e con le braccia lo chiamavo a gran voce e lui mi dà la palla al momento giusto".

Poi la conclusione decisiva:

"Trovandomi in posizione ho messo il piattone del piede e quando ho visto la palla toccare la rete della porta è scoppiata l'emozione più grande".

Secondo Murgia, quel successo fu anche la dimostrazione della mentalità trasmessa alla squadra dall'allenatore.

"Una caratteristica del mister era non mollare mai, lo rispecchiava alla grande perché eravamo una squadra che lottava fino all'ultimo nonostante episodi negativi".

Murgia su Inzaghi: "Era un allenatore completo sotto tutti i punti di vista"

Ampio spazio anche al ricordo di Simone Inzaghi, tecnico con il quale Murgia ha condiviso una parte importante della propria esperienza laziale.

"Posso dire che era completo sotto tutti i punti di vista, aveva una gestione tecnico-tattica importante, uno staff completo e una gestione umana del giocatore fantastica. Si metteva allo stesso livello dei giocatori e in altri momenti sapeva essere una persona molto autorevole".

L'ex centrocampista ha spiegato di non avere contatti frequenti con il suo precedente allenatore, pur conservandone un ricordo molto positivo.

"Sono una persona molto riservata, non voglio disturbare nessuno però se dovessi incontrarlo lo saluterei e ci parlerei molto volentieri".

Frattesi, Cataldi e Tavares: il giudizio di Murgia

Tra i calciatori dell'attuale Lazio, Murgia ha riservato parole di apprezzamento anche a Davide Frattesi, sottolineandone soprattutto le qualità negli inserimenti offensivi.

"È un grandissimo giocatore, ha un'intensità e una facilità di corsa e di inserimento, di trovare il gol, non indifferente".

Secondo l'ex biancoceleste, la possibilità di giocare con maggiore continuità può consentire al centrocampista di esprimere pienamente le proprie caratteristiche, dopo l'esperienza all'Inter.

Un altro passaggio è dedicato a Danilo Cataldi.

"Se è stato capitano alla Lazio un motivo ci sta: è un ragazzo di valore che rispecchia le doti di un laziale dal punto di vista sia tecnico che umano. Sono contento che ha fatto questa carriera, può dare ancora tanto perché è un giocatore che vale".

Murgia ha inoltre proposto un paragone tra Jordan Lukaku e Nuno Tavares, accomunati, a suo giudizio, da velocità e potenza fisica.

"Entrambi hanno questo passo importante, questa gamba importante, sono due giocatori che sotto alcuni aspetti si somigliano. Forse tecnicamente Tavares è leggermente superiore".

Lazio-Inter del 2018 e il ricordo di De Vrij

Nel corso dell'intervista è stata ricordata anche la sfida tra Lazio e Inter del 2018, una delle partite che Murgia considera migliori a livello personale.

L'ex centrocampista ha difeso la professionalità di Stefan de Vrij, protagonista di quella stagione e al centro delle discussioni legate al suo trasferimento all'Inter.

"Per quanto riguarda De Vrij io posso dirti soltanto delle parole belle su di lui perché è un professionista esemplare. Si è sempre comportato al meglio delle sue possibilità".

Murgia ha spiegato di non conoscere tutti i dettagli di quanto accaduto in quel periodo, ribadendo però la propria stima nei confronti del difensore.

"Stefan è un professionista esemplare e per la Lazio e il popolo laziale ha sempre dato tutto, ha giocato in condizioni fisiche non ottimali ed è un giocatore che non molla mai".

Murgia e il legame con la Lazio: "L'unico rimpianto è essermi allontanato"

Nella parte conclusiva dell'intervista, il centrocampista ha ripercorso la propria carriera, soffermandosi sulle esperienze vissute anche lontano dall'Italia.

"Io sicuramente avevo delle aspettative alte però non rinnego niente e non rimpiango niente. È stato un percorso di vita e sportivo che sto ancora vivendo fino in fondo".

L'esperienza in Romania ha contribuito alla sua maturazione personale e professionale, ma il rapporto con la Lazio conserva un significato particolare.

"Un po' di rammarico ce l'ho sempre perché sono legatissimo alla Lazio e lo sono tuttora ovviamente dall'esterno, però dall'interno lo ero tantissimo e forse questo è l'unico rimpianto che ho: essermi slegato dalla Lazio".

Un sentimento confermato anche dalla risposta alla domanda se scambierebbe il gol decisivo in Supercoppa con la possibilità di aver trascorso tutta la carriera in biancoceleste.

"Scambierei il gol in finale di Supercoppa per tutta la carriera alla Lazio: ho provato troppe emozioni a giocare all'Olimpico con quella maglia addosso davanti ai tifosi laziali".

Infine, uno sguardo al presente con il Guidonia, impegnato nel campionato di Serie C.

L'obiettivo, ha spiegato Murgia, è affrontare una partita alla volta, cercando di migliorare progressivamente la posizione della squadra e mantenendo un atteggiamento ambizioso in ogni incontro.