Legrottaglie: "Quando arrivai alla Juventus..."

09.04.2020 23:15 di Luca Cavallero   Vedi letture
© foto di Sarah Furnari/TuttoLegaPro.com
Legrottaglie: "Quando arrivai alla Juventus..."

L'ex difensore della Juventus, Nicola Legrottaglie, ha pubblicato il seguente post su Instagram (con foto di lui ai tempi del suo approdo in bianconero): "Dov’è il virus? Boh. Ecco perché è difficile affrontarlo. Non puoi studiarlo, neutralizzarlo, sapere come si muove e questo ci fa esporre alla sua azione, perché, non vedendolo all’opera direttamente, ne sottovalutiamo i rischi. Ma ci fa anche riflettere. Il nemico più pericoloso è sempre quello che non si vede. In campo, puoi studiare benissimo l’avversario, ma poi perdi, perché, magari, la difficoltà era nella tua squadra o, ancora peggio, nei singoli. E io ne so qualcosa. Ero giovane ed ero arrivato in serie A. Il mio nome era sui contratti, sui giornali, sulla bocca di tanti sportivi. Mi sentivo forte. Non potevo essere certo io la causa delle difficoltà che iniziavo ad avere. Colpa della pubalgia, colpa del mister, colpa dei compagni, colpa di chiunque potessi vedere.
La situazione peggiorava, perché non vedevo l’avversario. E l’avversario ero io.
Solo quando ho iniziato a guardarmi dentro, mi si è rischiata la vista.
Ho iniziato a vedere solo quando ho chiuso gli occhi.
Ho trovato i miei problemi e, in fondo al cuore, il cielo, che aspettava di uscire, rischiarando la mia vita.
Con un microscopio, con la scienza, con l’esperienza, stiamo iniziando a vedere il virus e, con responsabilità, riusciremo a batterlo. Per tutti gli altri avversari che sono ancora al buio, la luce sta dentro di noi. È un buon momento per accenderla".

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Dov’è il virus? Boh. Ecco perché è difficile affrontarlo. Non puoi studiarlo, neutralizzarlo, sapere come si muove e questo ci fa esporre alla sua azione, perché, non vedendolo all’opera direttamente, ne sottovalutiamo i rischi. Ma ci fa anche riflettere. Il nemico più pericoloso è sempre quello che non si vede. In campo, puoi studiare benissimo l’avversario, ma poi perdi, perché, magari, la difficoltà era nella tua squadra o, ancora peggio, nei singoli. E io ne so qualcosa. Ero giovane ed ero arrivato in serie A. Il mio nome era sui contratti, sui giornali, sulla bocca di tanti sportivi. Mi sentivo forte. Non potevo essere certo io la causa delle difficoltà che iniziavo ad avere. Colpa della pubalgia, colpa del mister, colpa dei compagni, colpa di chiunque potessi vedere. La situazione peggiorava, perché non vedevo l’avversario. E l’avversario ero io. Solo quando ho iniziato a guardarmi dentro, mi si è rischiata la vista. Ho iniziato a vedere solo quando ho chiuso gli occhi. Ho trovato i miei problemi e, in fondo al cuore, il cielo, che aspettava di uscire, rischiarando la mia vita. Con un microscopio, con la scienza, con l’esperienza, stiamo iniziando a vedere il virus e, con responsabilità, riusciremo a batterlo. Per tutti gli altri avversari che sono ancora al buio, la luce sta dentro di noi. È un buon momento per accenderla. ~ ~ #covi̇d19 #invisible #lightinside, #god

Un post condiviso da Nicola Legrottaglie (@nicolalegrottaglieofficial) in data: 9 Apr 2020 alle ore 1:42 PDT