Dominio Juve, Napoli demolito
Juventus spettacolare: Napoli travolto 3-0, Spalletti domina e rilancia i bianconeri
Bianconeri scintillanti, campioni d’Italia mai così in difficoltà e lontanissimi dalla vetta.
Segnano David, Yildiz e Kostic in una notte perfetta per la Juventus, mentre Spalletti azzecca ogni mossa tattica e umilia un Napoli irriconoscibile.
Se fosse sempre questa la Juve, nessun discorso sarebbe vietato. Eppure i 10 punti di distacco dall’Inter capolistarestano un macigno: pesano come macigni le occasioni perse contro Lecce e Cagliari, errori che oggi raccontano una classifica diversa da quanto visto allo Stadium.
Napoli a pezzi, Juve totale: dominio tecnico e mentale
Quella andata in scena è probabilmente la miglior partita dell’era Spalletti, forse anche oltre. Ma dentro questo spettacolo c’è soprattutto un Napoli crollato psicologicamente: gambe ferme, morale sotto i tacchi, lista di assenti infinita. Anche Conte, simbolicamente, sembra arrendersi.
Preoccupante vedere i campioni d’Italia incapaci persino di gestire una resistenza passiva, quasi rassegnati all’umiliazione.
Al contrario, la Juventus è uno spettacolo continuo: non si ferma mai, pensa solo al gol e lo cerca in ogni modo possibile.
Manovra collettiva, dribbling individuale, costruzione dal basso e lanci lunghi, pressing alto e incessante, un concetto quasi alieno a queste latitudini. Il risultato finale, 3-0, sta persino stretto ai bianconeri: traversa di Thuram, occasioni in serie e dominio totale.
Il Napoli può recriminare per un possibile rigore a fine primo tempo, ma sarebbe solo un alibi. I problemi sono ben altri.
La “spallettata”: McKennie supereroe tattico
Da una parte Conte con una panchina poverissima, dall’altra Spalletti che inventa l’ennesima rivoluzione tattica. La nuova “spallettata” ha un nome preciso: Weston McKennie.
Non basta il passaggio dalla difesa a tre al 4-2-3-1 fluido. Ora che può lavorare quotidianamente, l’idea di calcio di Spalletti prende forma reale.
Niente linea fissa: McKennie, falso 10, scivola a destra in fase difensiva per bloccare Spinazzola, ruba l’idea del Politano ala-terzino, ma la porta a un livello superiore.
Una volta recuperata palla, l’americano taglia il campo, affianca David o si sposta a sinistra. Ne nasce un sistema indefinibile ma efficacissimo: un 3-McKennie-3-3, mobile e imprevedibile.
Locatelli-Thuram: la coppia che domina il centrocampo
McKennie è ovunque, ma ha una doppia identità. Quando attacca dalla fascia opposta, mette in ginocchio la destra del Napoli: Gutierrez in difficoltà, Elmas fuori posizione, Di Lorenzo bloccato.
In una di queste azioni nasce il gol: sulla respinta del Napoli, Locatelli inventa di tacco per David, che resiste a Spinazzola e firma il quarto gol in campionato.
Poco prima Thuram aveva colpito la traversa, poco dopo Conceiçao sfiora il raddoppio.
Locatelli è trasformato: regista vero, testa alta e ritmo da grande squadra. Accanto a lui Thuram domina con una corsa devastante, mentre McTominay affonda nella mediocrità generale del Napoli.
Impressionante anche David, elegante e mobile, centravanti arretrato che lega il gioco con qualità.
Ripresa controllata e finale in crescendo: Yildiz e Kostic chiudono i conti
L’1-0 dell’intervallo fa temere lo spreco, ma il Napoli non reagisce. Quando la Juve decide di accelerare, lo spettacolo riparte.
Spalletti si diverte a ridisegnare la squadra: prima difesa a cinque con Kostic esterno destro e Cabal, poi 4-2-4 con Yildiz finalmente centrale accanto a David, infine ritorno a tre quando Conte inserisce Lukaku, da cui nasce solo un liscio clamoroso.
Nel frattempo la Juve colpisce: 2-0 Yildiz, lanciato da Miretti,, 3-0 Kostic, con una botta da fuori che chiude la partita. Lo riferisce Gazzetta.
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