Qui Lazio - Gattuso: “Non dobbiamo guardare la classifica. Non sono uno scappato di casa”

Qui Lazio - Gattuso: “Non dobbiamo guardare la classifica. Non sono uno scappato di casa”
Oggi alle 20:30Altre notizie
di Benedetta Demichelis
La Lazio sarà il prossimo avversario della Juventus nel weekend del 17/18 ottobre. I biancocelesti dopo sei giornate sono in testa alla classifica

Domenica 18 ottobre la Juventus incontrerà la Lazio nella settimana giornata di Serie A. I biancocelesti oggi hanno battuto il Monza e arriveranno a Torino in testa alla classifica. Il tecnico della Lazio Gennaro Gattuso ha analizzato in conferenza stampa la prestazione dei suoi giocatori. Ecco le sue parole riprese da Tmw: 

Come analizza la parte iniziale del secondo tempo?
"Se ho fatto ritardo è perché ho aspettato gli altri ragazzi che si sono allenati, tranne Nuno e Zaccagni che sono andati all'antidoping. Ho voluto parlare con tutti, la partita è di facile lettura. Non siamo capaci a gestire il risultato, noi dobbiamo andare sempre a mille all'ora. Non siamo mai arrivati sui riferimenti, non a caso i centrali hanno preso due ammonizioni. È stata la fotocopia della partita col Milan. Nel primo tempo se fosse finito 4-0 non si rubava nulla, nel secondo tempo abbiamo preso gol dopo un minuto ma non mi è piaciuto nulla. Stai lì e vivacchi, non possiamo permetterci questo. Poi se dobbiamo prendere gol li prendiamo, ma non così. Questo ho detto alla squadra, non dobbiamo avere paura e oggi ci è andata bene perché loro meritavano il pareggio. Poi sono mazzate, perché in allenamento andiamo sempre a mille all'ora e in questo dobbiamo migliorare. Gli ho fatto anche i complimenti perché giocare un primo tempo così non è da tutti". 

È difficile trovare un migliore in campo. La Lazio col gruppo può colmare il gap con le grandi?
"Noi non ci dobbiamo pensare, non dobbiamo guardare alla classifica altrimenti gira la testa. Dobbiamo vivere alla giornata, il nostro obiettivo è allenarsi come si deve e avere rispetto delle regole recuperando tutti i giocatori a disposizione. Per me oggi è una vittoria, non mi è mai capitato di cambiare due centrali in una partita, ho oltre 300 partite in carriera e non mi è mai successo. Sono bravi loro, vedo come si allenano, non vi nego che oggi volevo giocare dal primo minuto Doekhi e Diogo Leite, è vero che all'Union Berlino hanno giocato insieme ma è passato tanto tempo. Ho giocatori che lavorano bene e da parte mia c'è grandissima fiducia. Non dobbiamo guardare nulla, andremo a giocare con una squadra fortissima allenata da un grandissimo allenatore". 

Cosa pensa del Monza?
"Il Monza è una squadra pericolosa che crea tanto e mette sempre in difficoltà tutti, poi vogliono fare pressione ultra offensiva e siamo stati bravi nel primo tempo perché giravamo e difficilmente ci prendevano. È una squadra giovane con giocatori molto interessanti". 

C'è stato un calo mentale nel secondo tempo. Come pensa di curare questa cosa? Come mai ha scelto di sostituire i due centrali?
"Li ho sostituiti perché erano ammoniti e arrivavamo sempre in ritardo sulle loro giocate, rischiavamo di rimanere in dieci e avevo bisogno di gente fresca. Ci sta prendere gol su calcio piazzato, ma poi subisce la paura e vuoi gestire. Ho ben chiare le cose che dobbiamo fare, bisogna guardare quello che facciamo in allenamento e le partite, vi posso assicurare che le analizziamo bene. Qualche giocatore si deve incazzare con i compagni e richiamarli su in alto". 

Ci sono meriti di Floriani sul terzo gol e ha tenuto bene fisicamente. Come ha lavorato su di lui e come lo ha trovato in estate?
"A prescindere dal ragazzo, ma devo dire che ha regalato l'angolo del 2-1 e lui deve migliorare su queste cose perché ha fisicità e un motore incredibile. Dal primo giorno che sono arrivato ho parlato col direttore sportivo Fabiani perché quando un ragazzo ha questi picchi di velocità e ha voglia di lavorare parte avvantaggiato. È un ragazzo incredibile, parla poco e lavora tanto. Quando un allenatore trova un giocatore così è fortunato, c'è poco da fare. Poteva andar via, mi ha chiesto che ruolo poteva avere e gli ho detto che avrebbe dovuto lavorare perché credevo in lui, ora ci sta mettendo del suo. Ha poco vissuto, ma può crescere ancora tanto, l'esperienza che farà lo può rendere ancora più forte". 

Quanto le farà piacere avere l'imbarazzo della scelta con il ritorno di Cataldi e Rovella?
"Cataldi è già con noi, adesso si sta allenando da 5-6 giorni e ha recuperato. Io voglio tutti i giocatori a disposizione, se vedo gente in infermeria che sta ore a fare fisioterapia sono felice perché vogliono recuperare. Belahyane anche ha sofferto, ci ha messo grande professionalità e capisce il gioco, è un giocatore intelligente. Se lo vedi non gli dai un euro, ma è bravo tatticamente perché è sempre nella posizione giusta. Può guardare più in avanti, specialmente quando usciamo dalla pressione. Se migliora questo diventa un giocatore completo, ma non vedo l'ora di ritrovare sia Cataldi che Rovella. Con i cinque cambi il calcio è cambiato, un calciatore non deve stare col muso se non gioca titolare. Bisogna guardare bene la partita dalla panchina perché i cinque cambi possono ribaltare la partita". 

L'ha sorpresa lo schieramento del Monza a inizio partita? 
"Ivan è un allenatore che mi ha sempre messo in difficoltà, la sosta con 20 giorni di pausa ha forse cambiato qualcosa. Le scelte vengono fatte anche in base a ciò che vedi, anche lui ci ha studiato e ha preferito mettere tre attaccanti perché anche noi andiamo sui riferimenti. Anche nel primo tempo 2-3 occasioni le hanno avuto, il Monza ha sempre creato con tutti e lo dicono i dati, ha messo in difficoltà tutti e i risultati sono bugiardi. Ero preoccupato per questa partita, ha giovani molto interessanti". 

Cosa le sta dando l'esperienza in questo club che le era mancato in nazionale?
"Sinceramente nulla perché sto facendo le stesse cose. Poi dipende come ti vogliono far passare, vogliono dimostrare che ho fallito dove sono andato. Qui viviamo in un paese che analizza poco ciò che vuoi proporre e ciò che hai fatto in carriera. Pago forse la personalità da giocatore dove ero sempre indiavolato e la gente pensa che sono rimasto questo. Le esperienze che ho fatto le ricordo tutte, ma non ho fatto tragedie. Non mi risulta che sono uno scappato di casa, bisogna vedere le percentuali di vittorie. Poi viviamo uno sport dove l'episodio ti condanna, ho perso una Champions per un punto col Milan e col Napoli, in nazionale è successo quello che è successo, all'Hajduk perdo il campionato all'ultima giornata con una squadra di ragazzi che non vince da vent'anni. Poi se si vuole cavalcare l'onda ci sto, ma io faccio questo mestiere col fuoco dentro. Credo fortemente in quello che ho nella mia testa, ho fatto dei cambiamenti in questi anni perché all'inizio tornavo a casa ed ero sempre nervoso, ora sono io che devo dare il meglio di me con i calciatori. Ho accettato cose impensabili con i miei figli e io ho fatto il cambiamento, non loro. Uguale con i calciatori di oggi, forse nei primi anni da allenatore non mi divertivo come faccio ora. È finito il tempo passato, noi oggi cosa facciamo per interagire coi giocatori e tirare fuori il meglio da loro? Se pensiamo a come abbiamo vissuto noi non andiamo da nessuna parte. Sono tempi diversi". 

Mandas ha portato punti in questa stagione e se ne parla poco. Un suo commento sulle prestazioni?
"Dico solo una cosa e poi la chiudo qua, io ho fatto di tutto per farlo rimanere perché penso che sia un grande portiere. Gli mancava il giocare perché al Bournemouth ha giocato poco, era un po' indietro sui piedi e ha ancora margini di miglioramento. Ho sempre pensato però che per le qualità che ha che stiamo parlando di un portiere che è tanta roba. Anche la scelta su Provedel è stata legata a non avere pressione per lui, mettere Motta vicino a lui è stata una mossa azzeccata. Sta facendo grandi cose e ha grandissimi margini di miglioramento". 

Quanto può aiutare Pinamonti il gol?
"L'ho già detto che Pinamonti deve stare tranquillo. Io poi devo fare delle scelte, oggi anche Noslin ha fatto un primo tempo incredibile. È normale che lui sia incazzato con me o con sé stesso, arriverà sicuramente il suo momento perché è un ragazzo intelligente e un giocatore forte. È sempre andato in doppia cifra, è arrivato in condizione precaria e sta crescendo. Sono contento per il gol, ci potrà dare una grande mano". 

Come pensavate di giocare la ripresa? 
"Dovevamo giocare allo stesso modo del primo tempo. Abbiamo tenuto poco la palla, è stata sempre in aria e loro vincevano le seconde palle. Abbiamo perso un sacco di palloni e loro ripartivano. Nel primo tempo invece abbiamo fatto bene, abbiamo palleggiato molto bene nel primo tempo con Noslin che ha legato bene il gioco facendogli male a campo aperto. Nel secondo tempo l'abbiamo fatto poche volte, l'errore è stato quello. Si parte sempre dal concetto di aggressività, se stai in via di mezzo la palla è sempre scoperta e devi sempre scappare. Questo è stato l'errore".