La Stampa - La mia Juve
Su la Stampa: "La mia juve". La Juve di Damien Comolli. Oltre i dati, molto oltre. Perché il nuovo direttore generale bianconero è sì uno dei maggiori esponenti della corrente di chi applica il "Moneyball" anche al calcio, ma nel suo di calcio c'è tanto di più. E nella Juve che ha in testa dovranno trovare spazio uomini giusti, idee chiare, ambizioni, emozioni.
«Lavoro con i dati da 25 anni, fa parte della mia carriera. Ci assisteranno nella scelta dei giocatori, nel misurare la forza della nostra squadra rispetto alle altre, ci aiuteranno a definire la nostra strategia, selezionare i calciatori, prevenire gli infortuni. Raccoglieremo dati su tutto, il "Moneyball" serve per dare razionalità a un'industria irrazionale, l'intelligenza artificiale può essere di grande aiuto. Ammirava Trapattoni. L'ex capitano Chiellini sarà il suo braccio destro nell'area sportiva.Ma siamo pagati per dare emozioni ai tifosi, questo è il mio pensiero fisso», spiega Comolli, che ascolta in italiano e per ora parla in inglese («Ma sto studiando...»). E regalare emozioni si traduce in casa Juve nel tornare a vincere nel minor tempo possibile: «Sono arrivato in uno dei più grandi club del mondo, sono attratto da organizzazioni vincenti e la Juventus lo è sempre stata, non posso dire di esserne stato tifoso ma da ragazzino studiavo Giovanni Trapattoni.Alla proprietà ho detto che voglio fare il possibile per vincere.
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