Juventus, personalità ed esperienza: il blocco di Spalletti
Juventus, personalità ed esperienza: il blocco di Spalletti
L’allenatore ha individuato gli uomini chiave per svoltare in Serie A e in Europa
A fine ottobre la scelta di Luciano Spalletti di accettare la panchina della Juventus era stata definita da molti “coraggiosa”. Non tanto per il valore della rosa, quanto per quella sensazione di instabilità che accompagna il mondo bianconero dall’ultimo scudetto vinto con Maurizio Sarri nel 2020. Una mediocrità di risultati che sembrava ormai strutturale, difficile da scalfire.
Spalletti, però, è arrivato a Torino con idee chiare e una visione precisa di calcio. Un progetto ambizioso, non immediato da assimilare, che richiede fiducia, disponibilità all’ascolto e pazienza. Nella sua testa c’è sempre stato il 4-2-3-1, ma l’allenatore toscano ha scelto una transizione graduale, lavorando prima sugli uomini e poi sul sistema.
Spalletti e i leader dello spogliatoio
Nessuna rivoluzione sarebbe stata possibile senza un gruppo ristretto di calciatori affidabili, capaci di trainare la squadra dentro e fuori dal campo. Dopo 72 giorni dal suo insediamento alla Continassa e 14 partite ufficiali, il blocco su cui Spalletti costruisce la nuova Juventus è ormai evidente.
Il nome più scontato sarebbe Gleison Bremer, ma il brasiliano ha saltato le prime nove gare per infortunio. Il suo rientro a metà dicembre è stato più una ciliegina su una torta già ben impostata che il perno iniziale del progetto. Lo riporta Gazzetta.
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