Juventus, parla il capitano Locatelli: “Qualificazione condizionata dall’andata”. Gatti: “Rosso a Kelly assurdo”
Juventus, parla il capitano Locatelli: “Qualificazione condizionata dall’andata”. Gatti: “Rosso a Kelly assurdo”
La Juventus esce dalla UEFA Champions League dopo una rimonta sfiorata contro il Galatasaray, ma dallo Stadium arriva un segnale chiaro: il DNA bianconero è vivo.
A trascinare la squadra ai supplementari sono stati i leader storici: Manuel Locatelli, Federico Gatti e Weston McKennie. Tre simboli di tenacia e appartenenza, protagonisti della notte europea.
Locatelli, cuore da capitano: “Abbiamo dato tutto”
Rigore pesantissimo trasformato, equilibrio nei momenti chiave e leadership costante. Locatelli si è preso la responsabilità quando contava di più e a fine gara non ha nascosto l’emozione:
“Mi viene da piangere per quanto ci abbiamo creduto. Abbiamo dato cuore e anima. La qualificazione è stata condizionata dall’andata. Ora pensiamo alla Roma”.
Parole da capitano vero, capace di alternare energia e calma in una serata al limite delle forze. Domenica salterà la sfida contro la Roma per squalifica, ma il suo messaggio resta forte: questa Juventus ha costruito basi importanti per il futuro.
Gatti: “Espulsione di Kelly assurda”
Il caso più emblematico è quello di Gatti. Non sempre centrale nei mesi scorsi, è stato catapultato nell’emergenza e ha risposto con una prova da guerriero: gol, duelli e carica emotiva.
Nel post partita ha difeso il compagno Lloyd Kelly:
“La sua espulsione mi pare assurda, cosa doveva fare? Nel calcio di oggi i difensori sono penalizzati”.
Un messaggio chiaro su un episodio che ha condizionato la gara e acceso il dibattito.
McKennie rinnova: fiducia totale di Spalletti
Se Gatti rappresenta la vecchia guardia ritrovata, McKennie è l’uomo simbolo di Luciano Spalletti. Utilizzato in ogni ruolo, anche da terzino sinistro nella notte europea, lo statunitense ha segnato il gol del 3-0 che ha portato la sfida ai supplementari.
Il suo futuro è ormai definito: rinnovo imminente, stipendio ritoccato da 3 a 4 milioni annui e permanenza in bianconero oltre il 30 giugno. Una scelta fortemente voluta dall’allenatore e condivisa dalla dirigenza.
DNA bianconero e futuro: la Juve riparte dai suoi leader
Due mercati estivi avevano cercato la rivoluzione, ma nel momento decisivo sono stati i senatori a tenere viva la speranza europea. Insieme contano oltre 14 stagioni in bianconero e incarnano ancora quel mix di personalità, sacrificio e identità che serve per tornare ai vertici.
L’eliminazione brucia, ma la sensazione è che questa serata abbia lasciato qualcosa di più di un semplice rimpianto. Per la Juventus può essere il punto di partenza per il finale di stagione e per il domani. Lo riporta Gazzetta.
Direttore: Claudio Zuliani
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