Juventus, il derby spegne il sogno Champions: ora parte la ricostruzione
Serviva un’impresa complicata per tenere viva la corsa Champions, ma il destino della Juventus si è deciso ancora prima del fischio finale del derby. Durante l’intervallo della sfida contro il Torino, con i bianconeri momentaneamente avanti grazie alla doppietta di Vlahovic, sono arrivati i risultati dagli altri campi: le vittorie di Roma e Como hanno di fatto cancellato ogni possibilità di qualificazione europea.
Nonostante l’invito del capitano Manuel Locatelli a chiudere comunque la stagione con una vittoria “per noi e per i tifosi”, la ripresa ha raccontato un’altra storia. Il Torino ha rimontato, lasciando alla Juventus soltanto delusione e rimpianti.
Il peso del rendimento casalingo
La mancata qualificazione alla Champions League affonda le radici soprattutto nei numeri dell’Allianz Stadium. I bianconeri hanno pagato un rendimento interno ben al di sotto delle aspettative: sette pareggi e due sconfitte in diciannove gare casalinghe rappresentano un dato che società e staff tecnico analizzeranno attentamente. Le difficoltà offensive, in particolare negli ultimi metri, hanno inciso lungo tutta la stagione e sono emerse con maggiore evidenza nei mesi segnati dall’assenza prolungata di Dusan Vlahovic.
Spalletti: “Serve carattere”
La vigilia del derby era stata già segnata da tensioni e da un clima pesante, aggravato poi dagli incidenti esterni allo stadio e dal ritardo dell’inizio della partita. Luciano Spalletti, nel post gara, ha parlato apertamente delle difficoltà emotive vissute dalla squadra.
“Il clima ha influito, non si parlava di altro nello spogliatoio, ma avevamo la partita in mano e dovevamo chiuderla. Non bisogna accontentarsi, ma bisogna cercare sempre qualcosa di più”.
L’allenatore ha poi puntato l’attenzione su un aspetto che considera decisivo per il futuro del gruppo: la personalità.
“Puoi vincere o perdere, ma va sempre allo stesso modo se hai carattere e se esci dal dubbio. Non bisogna portarli in campo. Se non hai carattere, non si può giocare nella Juve. Si può insegnare la tecnica o la tattica, ma non il carattere. È difficile insegnarlo. Questi alti e bassi li abbiamo pagati in queste partite”.
Elkann conferma la fiducia nel tecnico
Nonostante la delusione per il mancato traguardo, la posizione di Spalletti non sembra in discussione. John Elkann avrebbe già rassicurato l’allenatore sulla volontà della proprietà di proseguire il progetto tecnico anche nella prossima stagione.
Comolli: “La responsabilità è di tutti”
Prima del derby era intervenuto anche l’amministratore delegato Damien Comolli, che ha ribadito la volontà della società di proseguire con un unico progetto tecnico indipendentemente dalla qualificazione europea.
“Non c'è un piano A e un piano B, ma un piano unico, fare una squadra che possa vincere nel futuro. Senza Champions non cambia niente. La responsabilità è di tutti, è della società, lo sappiamo, ma il primo responsabile sono io, di sicuro”.
Il dirigente ha poi sottolineato la necessità di comprendere gli errori commessi nel corso della stagione.
“Sono mancate molte cose, ma è molto importante analizzare i problemi all'interno con società e proprietà”. Lo riporta Corsport.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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