La Juve si fa in quattro per Spalletti

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di Fabio Moretti
Spalletti prepara una Juventus trasformista: 3-4-2-1, 4-2-3-1, 4-4-2 e 4-3-3. Nico, McKennie, Celik e Cambiaso moltiplicano le soluzioni.

Luciano Spalletti sta approfittando della sosta per allargare ulteriormente il ventaglio delle soluzioni tattiche a disposizione. Una necessità, prima ancora che una scelta, considerando quello che attende i bianconeri alla ripresa: nove partite in meno di un mese, con pochissimo tempo per recuperare e preparare una gara dopo l'altra. Ne parla in prima Tuttosport. 

Pensare di affrontarle tutte con gli stessi uomini e soprattutto con lo stesso sistema sarebbe complicato.

Per questo la nuova parola d'ordine alla Continassa è duttilità.

Il 3-4-2-1 visto nelle ultime uscite resta una base importante, ma non deve diventare una gabbia. Spalletti vuole poter passare al 4-2-3-1, al 4-4-2 o al 4-3-3 anche sfruttando gli stessi giocatori.

Nico Gonzalez è il jolly perfetto

Uno dei calciatori che rende possibile questa trasformazione è Nico Gonzalez.L'argentino può partire largo, giocare sulla trequarti, avvicinarsi alla punta oppure abbassarsi per aiutare il centrocampo.È esattamente il genere di giocatore che piace a Spalletti: non semplicemente un uomo da inserire in un modulo, ma un calciatore capace di modificare il modulo attraverso i propri movimenti.

Con Nico sulla trequarti la Juventus può partire dal 3-4-2-1 e trasformarsi in fase offensiva. Con l'argentino largo, invece, diventa immediatamente più semplice passare al 4-2-3-1 o al 4-3-3.

McKennie cambia la Juve senza bisogno di sostituzioni

Lo stesso discorso vale per Weston McKennie.

Spalletti ne ha già sottolineato pubblicamente la straordinaria duttilità. L'americano può giocare da centrocampista, esterno, incursore e occupare la trequarti.Questa caratteristica permette all'allenatore di modificare la struttura della squadra senza necessariamente effettuare una sostituzione.

McKennie può iniziare sulla fascia e stringere dentro al campo, oppure fare il percorso contrario.

In un calendario così congestionato, avere un giocatore capace di ricoprire più posizioni diventa quasi importante quanto avere un'alternativa in più in panchina.

Celik, l'altro equilibratore

Anche Zeki Celik può diventare determinante.Il turco può essere utilizzato come esterno a tutta fascia, terzino oppure componente della linea difensiva a tre.Con lui Spalletti può passare dalla difesa a tre a quella a quattro durante la stessa partita.

È uno dei segreti della Juventus trasformista che il tecnico sta costruendo.

Cambiaso mezzala, la nuova idea

La soluzione più intrigante riguarda però Andrea Cambiaso.

L'azzurro è naturalmente un esterno, ma possiede qualità tecniche e capacità di interpretazione degli spazi che consentono di immaginarlo anche in posizione più interna.

Ecco perché prende corpo l'idea di utilizzarlo da mezzala.

Non necessariamente per novanta minuti e non necessariamente come posizione definitiva. Può diventare invece una variante da utilizzare in determinati momenti delle partite.

Cambiaso sa ricevere dentro al campo, combinare nello stretto e accompagnare l'azione. Spostarlo internamente permetterebbe inoltre a Spalletti di inserire contemporaneamente un altro esterno di spinta.

Un'altra trasformazione possibile senza rivoluzionare l'undici.

Prima soluzione: 3-4-2-1

È il sistema che nelle ultime settimane ha restituito maggiore compattezza alla Juventus.

Tre centrali permettono di proteggere meglio la profondità, mentre i due esterni possono alzarsi.

Davanti, due giocatori tra le linee lavorano alle spalle della punta.

In questo sistema Kolo Muani può essere il riferimento centrale oppure partire più lateralmente, mentre Woltemade può offrire peso e gioco associativo.

Nico, Conceição, Zhegrova e Alajbegovic aumentano ulteriormente le possibilità alle spalle dell'attaccante.

Seconda soluzione: 4-2-3-1

Il ritorno alla difesa a quattro resta una possibilità concreta.

Con due mediani davanti alla linea difensiva, Spalletti potrebbe schierare tre giocatori offensivi dietro a un centravanti.

È probabilmente il sistema che consente di utilizzare contemporaneamente il maggior numero di uomini tecnici.

E quando torneranno tutti gli infortunati, la concorrenza aumenterà ulteriormente.

Terza soluzione: 4-4-2

Poi c'è la possibilità delle due punte.

È qui che entra soprattutto in gioco Nick Woltemade.

Il tedesco può giocare da riferimento avanzato, ma anche muoversi vicino a un altro attaccante.

La coppia con Kolo Muani offre caratteristiche complementari: fisicità e capacità associativa da una parte, profondità e velocità dall'altra.

Il 4-4-2 potrebbe quindi diventare una soluzione per le partite nelle quali servirà aumentare il peso dentro l'area.

Quarta soluzione: 4-3-3

Infine il 4-3-3.

È forse il sistema che permetterebbe di sfruttare maggiormente la quantità di esterni offensivi presenti nella rosa.

Con tre centrocampisti, Spalletti potrebbe utilizzare due ali pure accanto al centravanti e avere maggiore ampiezza.

Qui diventerebbero particolarmente importanti Zhegrova, Conceição e Nico Gonzalez, senza dimenticare le altre alternative offensive.