Inter, Chivu: “Perché non parliamo di anti-Juve, anti-Roma e anti-Milan per la corsa scudetto?”

Inter, Chivu: “Perché non parliamo di anti-Juve, anti-Roma e anti-Milan per la corsa scudetto?”TuttoJuve.com
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 15:20Altre notizie
di Benedetta Demichelis
Alla vigilia di Inter-Parma, mister Chivu analizza la ripartenza dopo la sosta tra la gestione dei nazionali, le scelte di formazione e la corsa scudetto

La Serie A è pronta a ripartire e domani alle 18 ci sarà la sfida tra Inter e Parma. Christian Chivu, tecnico nerazzurro, ha parlato in conferenza per presentare la sfida contro i gialloblù. Ecco le sue parole riprese da Tmw: 

Tre settimane di pausa, come riprende questo campionato?

"In tre settimane cambia poco per me. Cambiano l'attesa e gli allenamenti con pochi giocatori a disposizione, e quelli che vanno in ritiro con la propria nazionale più le partite che giocano ogni tre giorni. Ci siamo visti tutti da 3 giorni, oggi ho avuto tutti a disposizione di quelli convocati. Siamo tutti felici".

Domani può diventare la partita per vedere quanto è profonda la rosa?

"Non possiamo trascurare il minutaggio di quelli in nazionale, non vogliamo metterli a rischio, abbiamo a che fare con giocatori abituati a giocare ogni tre giorni. Preferiscono fare quello piuttosto che allenarsi. Bisogna capire l'avversario e il periodo. Ne dovremo giocare tante di partite prima della prossima sosta".

E' arrivato il momento di vedere Provedel in porta?

"Non lo so, vedremo domani alle 18".

Spence l'ha avuto sotto gli occhi in questi giorni, è il momento di averlo in campo?

"Si allena con noi da una settimana, è ovvio che non possiamo dimenticare il periodo di riabilitazione più la vacanza dopo il Mondiale. Se faccio la conta manca da due mesi sui campi. E' a disposzione, sarà convocato, ci fa piacere che sia tornato".

La Nazionale ha giocato col 4-3-3, una difesa a 4 si può fare con questa Inter?

"Per come siamo costruiti si torna sempre alle solite cose e ai preconcetti che non hanno a che fare con noi. Non abbiamo una garanzia che giocando a quattro si può vincere qualcosa e non l'abbiamo neanche se giochiamo a tre. La cosa più importane sono i principi di gioco. Noi oggi siamo costruiti per fare un determinato tipo di gioco".

Come sta Calhanoglu?

"Hakan ha iniziato anche lui da lunedì, si allena da una settimana col gruppo senza vincoli. E’ a disposizione. Sono arrivate voci dalla Turchia e vorrei fare chiarezza sul fatto che non sia andato a vedere i compagni lunedì: il problema sono stato io, ho fatto allenamento al pomeriggio tardi e ci tenevo che fosse dentro, altrimenti gli avrei dato una giornata di riposo per mandarlo a vedere la partita. Lunedì, giorno di Italia-Turchia, abbiamo fatto allenamento nel tardo pomeriggio e non gli ho dato il giorno libero perché mi serviva lavorare con lui".

C’è il rischio di sottovalutare il Parma?

"In tutti questi anni abbiamo imparato a non sottovalutare l’avversario, l’anno scorso abbiamo dimostrato la maturità raggiunta dalla squadra. Abbiamo perso contro squadre in corsa per vincere trofei, ma non abbiamo sottovalutato le altre partite. E’ una questione di maturità, consapevolezza e voglia di superare determinati momenti. Le partite sulla carta non raccontano tutta la verità, noi cerchiamo di presentarci al campo ogni volta con la miglior versione nostra. Siamo consapevoli che nulla sia scontato, che nessuno ci regali nulla. Abbiamo qualità e fiducia nell’andare a prenderci ciò che ci dà la giornata, sperando di ottenere ciò che meritiamo".

Ha fatto qualche lavoro particolare sulla fase di non possesso?

"Ne abbiamo parlato spesso, anche dal punto di vista individuale via telefono con determinati giocatori di alcuni momenti delle partite. Dobbiamo capire quello che dobbiamo fare e aggiungere. E’ una questione di atteggiamento, determinazione, ossatura. Non risolvi facendo un blocco basso e basta. Abbiamo sempre detto che abbiamo ampi margini per migliorare anche nel difendere, ma dobbiamo avere l’energia giusta nel fare cose funzionali e non scelte che mettano a rischio l’andamento della partita. Sono sfumature dal punto di vista individuale che permetterebbero di migliorare dal punto di vista collettivo. Non posso sottovalutare allo stesso tempo la reazione, che è stata tanta roba: siamo consapevoli di quello che abbiamo, della nostra forza. Abbiamo rimontato contro squadra non inferiori a noi. Non voglio perdere la forza della reazione, ma vorrei aggiungere un po’ di maturità nel capire i momenti delle partite. Parliamo di lealtà nei confronti dei nostri standard, nei confronti del gruppo e di ciò che si vuole raggiungere e aggiungere".

L'equilibrio difensivo passa anche da Calhanoglu?

"Noi sappiamo quanto sia importante Calhanoglu, siamo curiosi anche di Stankovic, Sucic, Mkhitaryan e Barella. Non voglio creare qualcosa che può danneggiare gli altri a livello di fiducia quando parlo di un individuo. Non voglio ferire nessuno. Siamo tutti importanti dal mio punto di vista perché quando non si ha la palla ci sono cose che fanno la differenza".

Gasperini si è pubblicamente iscritto alla lotta al titolo, secondo le l'anti Inter uscirà da Como-Roma o ci sono altre squadre?

"Perché non pariamo di anti-Roma, anti-Como, Juve, Milan... noi siamo consapevoli di voler portare a buon fine i nostri obiettivi ma non abbiamo bisogno che qualcuno ci ricordi che dobbiamo andare a prenderci la medaglia. Ora è troppo presto, ci sono squadre che sono a 13 altre appena sotto. E' ancora presto per parlare di chi è anti di chi".

Sta cambiando qualcosa a livello di ritmo e intensità in Serie A?

"Credo che i problemi di un sistema, di una cultura calcistica non si possono cambiare in due mesi, come non si possono evidenziare miglioramenti in così poco tempo. C'è bisogno di tempo per capire dove si arriverà, ma oggi vediamo più dinamicità, ritmo, intensità nel fare determinate cose. Oggi non pensi più a perdere tempo perché le regole non te lo permettono: sei consapevole che se rimani a terra e devi uscire allora lasci la squadra in 10 per un minuto. Il portiere sa che deve battere velocemente, anche se gli sono cascati i parastinchi: si va a velocizzare il gioco. Oggi abbiamo 5' in più di tempo effettivo ed è tanta roba, ti adatti al gioco. C'è uno spreco di energie più importante, bisogna calarsi subito nella realtà del calcio di oggi".

E' arrivato il momento di Stankovic?

"Lui è entrato due volte per ora, poteva giocare di più? Sì, magari la colpa è mia perché con lui ho un rapporto che mi lega da molti anni. L'ho tenuto in braccio quando era un bambino, abbiamo lavorato insieme nelle giovanili. Lui sa di essere in una squadra che ha la pressione e le ambizioni alte. Lavora seriamente per far vedere che sa stare a questo livello e sono contento che la fiducia che dimostra tutti i giorni lo porterà a far vedere di che pasta è fatto".

Boban ha detto che Sucic non può avere un minutaggio così basso. Vuole rispondere?

"Io le opinioni le commento poco, Boban è un grande e so anche perché ha detto queste cose. Non voglio dare troppa attenzione sull'andamento di Petar. L'anno scorso è stato tra i migliori tre per minutaggio. L'importante è cosa mi dà il giocatore in campo, non mi risulta che Petar sia stato dimenticato in panchina, ma ha avuto la possibilità di entrare. E' ancora un po' indietro di condizione, non creiamo polemiche dove non ci sono".

Diouf a sinistra con la Francia l'ha visto? 

"Sì, e mi è anche piaciuto. Un po' timoroso ma è anche normale. A me fa piacere quando un giocatore capisce che non si deve legare a un ruolo fisso, che capisce che la duttilità è importante per dare alla squadra ciò di cui ha bisogno. Io con Mourinho ho fatto anche l'esterno alto a sinsitra, sono finito anche mediano e mi divertivo. So che gli altri non sono me e per convincerli la strada è lunga. Lui ha giocato due partite 90 minuti con una delle squadre più forti del mondo. E' contento sia di stare là che di essere qua, spero che prima o poi accetterà che il posto fisso a volte ti porta ad avere le scelte delimitate. Ma più cose sai fare, più crescono tante possiblità di fare minuti nel club e in nazionale".