Giletti: "Kolo Muani non è il centravanti che voleva Spalletti ma ho fiducia. E su Yildiz dico che..."

Giletti: "Kolo Muani non è il centravanti che voleva Spalletti ma ho fiducia. E su Yildiz dico che..."TuttoJuve.com
© foto di Uff. Stampa Rai
Oggi alle 20:15Altre notizie
di Daniele Petroselli
Il giornalista: "Il turco? Oggi vale almeno 100 mln, una cifra enorme che uno come Carnevali può usare per fare mercato"

Il giornalista, conduttore e grande tifoso della Juve Massimo Giletti è intervenuto ai microfoni di Radio Bianconera, nel corso di Fuori di Juve. Ed è partito dal rinnovo di Nico Gonzalez: "Sono contento? Credo fosse una situazione che poteva diventare delicata. Vorrei vedere il contenuto dell'accordo, ma qualche dubbio mi viene. Penso abbiano spalmato quello che lui voleva. Forse era necessario per avere il suo ok a rimanere. E' un giocatore di qualità e personalità".

E ha aggiunto: "La ricapitalizzazione? E' un discorso molto complesso. Ho detto anche altre volte che l'errore fondamentale è stato fatto da chi ci ha fatto vincere 9 scudetti di segutio, Andrea Agnelli. Quando sceglie di allontanare Marotta, regala l'Inter di oggi. Se Carnevali fa quello che deve fare, e sono contento che è arrivato uno che capisce di calcio, nella vita puoi spendere tanti soldi ma poi non è detto che vinci. Adesso la Juve ha messo un tassello importante, è il miglior management dal dopo-Marotta, non siamo molto fortunati per via degli infortuni e non sarà semplice fare qualcosa. Va rivalutato il ruolo di Giuntoli? Si è trovato a scegliere un allenatore che ha fallito. La grande colpa di Giuntoli è stata quella di investire su un tecnico che aveva fatto bene a Bologna. Le grandi società hanno bisogno di allenatori forti, sicuri, l'unica eccezione è Chivu ma conosceva l'ambiente Inter molto bene. E poi ci vuole anche fortuna. Ma quando hai anche una squadra forte, è più semplice".

Giletti che poi si è espresso sul caso centravanti: "Si poteva fare di più sul mercato? Essere sterni è molto facile, il problema è che devi scegliere dove indirizzare quei pochi soldi che hai. Hai preso un attaccante nel finale di mercato, si è speso troppo e male lo scorso anno, fallendo tanto sulle punte. Non abbiamo un centravanti all'altezza. La Juve non ce l'ha l'attaccante che fa gol. Bisogna avere fiducia però su Kolo Muani, perché ha qualità. Gioca lì per necessità, ora vedremo cosa troverà intorno a lui Spalletti. Con la cifra di Openda prendevi Hojlund, serviva uno come lui, perché sapevi che Vlahovic non rimaneva. Dovevi venderlo lo scorso anno il serbo purtroppo".

Poi su Alajbegovic, Lucumì e Sarr, gli altri arrivi estivi alla Juve: "Carnevali ha fatto una rivoluzione, ha portato molti giocatori, ha investito con coraggio anche in un giocatore come Alajbegovic, che è un investimento molto alto ma coraggioso. Anche perché poi non so quanto potrai trattenere alla Juve Yildiz. Oggi lui è di un altro pianeta e certi giocatori valgono sui 10-12 mln a stagione. Con lui arrivavi in Champions l'anno scorso e lo hai perso nel momento chiave. Può perdere Yildiz? Vale almeno 100 mln, una cifra enorme che uno come Carnevali può usare per fare mercato. Nessuno può sapere cosa succederà. Avendo perso Locatelli e Thuram sarà difficile reggere in mezzo al campo tutto l'anno. Dobbiamo pensare che la Juve non è più quella di una volta, quindi si è presa un giocatore fortissimo, con personalità, sperando che la Juve vada avanti. Ma se non torna tra le prime quattro, i punti interrogativi ci sono. Elkann ha dato 1,5 mld, senza risultati. Si spera sempre che la cosa peggiore non ci sia, ma devi mettere in preventivo che possa partire, e con quelle cifre investire su altri giocatori".

Infine sull'ombra di Antonio Conte: "Resta perché prima ha detto che si prende un anno sabbatico, poi manda dei segnali sul ritorno. Si sa quanto sia amato a Torino, è stato un simbolo della Juve, è sempre stato legato alla città. Mi auguro che non succeda nulla, perché cambiare continuamente è complicato. L'ho vista giocare bene lo scorso anno, per poi smarrirsi nel finale. Ma la colpa è di giocatori che non hanno personalità. Non va l'allenatore in campo". 

In extremis un commento di Giletti sul caso commissariamento FIGC: "Siamo un Paese d'azzeccagarbugli, non si vuole cambiare. Al di là del valore singolo di Malagò, che è uno vincente, che ci sa fare, e ha una mentalità importante, però il problema è un altro. Facciamo sempre figure assurde".