Garlando (Gazzetta): "Juve, non inquieta la sconfitta, ma il modo. Il tempo dei manifesti programmatici e rivoluzionari è finito"

29.10.2020 14:30 di Rosa Doro Twitter:    Vedi letture
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Garlando (Gazzetta): "Juve, non inquieta la sconfitta, ma il modo. Il tempo dei manifesti programmatici e rivoluzionari è finito"

Nella sua analisi per La Gazzetta dello Sport, Luigi Garlando ha parlato così della sconfitta della Juventus contro il Barcellona: "Contro Messi si può perdere. Non inquieta la sconfitta, ma il modo in cui è arrivata: senza fare un solo tiro in porta in casa propria, subendo costantemente non il Barcellona di Guardiola, ma una squadra che ha raccolto un punto nelle ultime 3 gare di Liga, che è in mezzo a una tempesta societaria e sta rinascendo con ragazzini di 17 anni (bravissimo Pedri). Non ci aspettavamo una Juve così inferiore e impotente. Poteva finire in goleada. Neppure la musichetta di Champions, che dovrebbe essere l’ossessione di casa, ha rianimato la squadra fermata da Crotone e Verona. Messi, che ha sigillato il 2-0, si è divorato un Dybala spettrale. Da salvare quasi solo Morata, cui sono stati annullati 3 gol per fuorigioco. Con i 2 di campionato fanno 5: povero, roba da sognare bandierine anche di notte. Troppo più deboli le altre due del girone. Gli ottavi non sono a rischio. Ma sarà dura arrivarci da primi, cosa non banale. Pirlo ha diritto a tempo e pazienza. Ma in società come la Juve, dove il risultato è culto, il tempo scorre molto più rapido. Riconoscere passi indietro più che progressi non può non allarmare. A fine ottobre è lecito pretendere che si veda in campo più di quanto visto ieri. Il tempo dei manifesti programmatici e rivoluzionari è finito.