Gambelli: "Dura col Celta ma sarà più importante la sfida con la Lazio. E Spalletti rischia se..."

Gambelli: "Dura col Celta ma sarà più importante la sfida con la Lazio. E Spalletti rischia se..."
Oggi alle 18:30Altre notizie
di Daniele Petroselli
"E' una squadra che ancora non mi dà fiducia. Spalletti lo vedo più nervoso, perché non riesce a dare quello che vorrebbe dare alla propria squadra"

A Radio Bianconera, durante Fuori di Juve, il piccolo azionista Juve Riccardo Gambelli ha parlato della partita di Europa League contro il Celta: "Le squadre italiane devono temere qualsiasi avversario, le coppe sono il riflesso del calcio italiano in questo momento. Che ormai è almeno un decennio che è nei bassifondi. Per la Juve sarà una partita difficile, è una squadra che ancora non mi dà fiducia. Avevo previsto la ricaduta col Cagliari. Il Celta era difficile anche quando avevamo grandi squadre. Sarà una partita dura, il clima sarà ostico. Credo sia più importante però con la Lazio domenica. Anche se l'Europa League è sicuramente il nostro obiettivo primario".

Spalletti "nervoso" e "sotto esame"

E poi si è spostato sul campionato e il momento di Luciano Spalletti: "Lo vedo più nervoso, perché non riesce a dare quello che vorrebbe dare alla propria squadra. Quello che ho notato e non mi è piaciuto è l'atteggiamento con Pisacane e l'intervista post-partita. E' vero, i giocatori del Cagliari hanno veramente provocato, però a queste provocazioni devono essere i giocatori a rispondere, a farsi rispettare. Ci fossero stati in campo Montero, Vidal, Tevez, il difensore del Cagliari avrebbe fatto meno balletti provocatori. Anzi l'allenatore dovrebbe essere quello che calma gli animi. I nostri calciatori peccano in questi atteggiamenti. Nel fallo su McKennie nessuno è intervenuto, neanche l'americano. Credo che sia poi colpa della qualità e della personalità di questi calciatori. Spalletti nel post-gara deve essere più sintetico, basta fare filosofie".

E Gambelli ha ammesso: "Rischia la panchina? Io penso che lo sappia, se non facessimo risultato con la Lazio, qualsiasi società dovrebbe cominciare a ragionare sul futuro. Si ragiona quando si pensa che il mister ha perso il polso dello spogliatoio. Bisogna vedere se questo sta accadendo. E' giusto che la società faccia i suoi ragionamenti dovessero arrivare altri risultati negativi. Con la Lazio deve vincere e convincere, come con l'Atalanta". 

Il fantasma di Conte c'è

Magari su Spalletti aleggia un'altra presenza, quella di Antonio Conte: "Anche se non lo sentisse, sono i media ad alimentarlo. Conte in questo momento è l'uomo più citato, anche dai social. Perché abbiamo un grandissimo allenatore, libero, tutti pensano che possa tornare. Spalletti, anche se la società lo rassicura, legge i giornali. E' uno molto attento ai media, quindi figuriamoci se non sente la pressione. E' normale". 

Il "caos" centravanti

Problema cronico in casa Juve è quello dell'attaccante: "Kolo Muani se fosse stato acquistato come seconda punta, anche se il prezzo è eccessivo, sarebbe stato un ottimo acquisto. E' un buon giocatore, è uno che ha bisogno di spazi, non è un centravanti. Woltemade è l'acquisto della disperazione dell'ultimo momento. Hanno fatto un tentativo, vediamo. Io sul tedesco voglio ancora aspettare. Kolo Muani aumenta la sua pericolosità quando c'è un'altra punta in area, perché ha più spazi. E per questo servirebbe giocare con due punte".

E ha concluso dicendo: "Meno male sia saltato il trasferimento di Zhegrova, che è rimasto fuori dall'Europa. Il primo che si morde le mani è Spalletti. In questo momento, fossi in Conceicao, comincerei a preoccuparmi. Zhegrova quando entra spacca la partita. Servirebbe la controprova utilizzandolo dal primo minuto se è utile o se fa meglio da subentrante".