G.B. Oliviero: "La Juve in campo si annoia, giocatori timbrano il cartellino con passaggi laterali o all'indietro"

08.08.2022 13:00 di Niccolò Anfosso   vedi letture
G.B. Oliviero: "La Juve in campo si annoia, giocatori timbrano il cartellino con passaggi laterali o all'indietro"
TuttoJuve.com
© foto di www.imagephotoagency.it

G.B. Oliviero, direttamente dalle colonne de La Gazzetta dello Sport, traccia la personale visione della truppa di Allegri, partendo da un'analisi dell'amichevole persa brutalmente contro l'Atletico Madrid di Simeone: "Della disastrosa prestazione di ieri vale la pena di sottolineare un’immagine, che sicuramente non finisce negli highlights ma è paradigmatica della situazione bianconera. È un’azione del primo tempo quando la Juve prova ad attaccare e, non trovando spazi sulla destra, va dalla parte opposta con un cambio verso Alex Sandro. Il brasiliano potrebbe stoppare e organizzare la manovra in avanti e invece gioca svogliatamente al volo indirizzando la palla all’indietro, in direzione di Bremer, piazzato sulla propria trequarti. Il passaggio è anche sbagliato e costringe il compagno a un’affannosa rincorsa. L’azione, poi, riparte, ma il problema non è che Alex Sandro abbia fatto perdere alla squadra una quindicina di tempi di gioco sbagliando scelta ed esecuzione. No, il problema è che la Juve non si diverte. La Juve si annoia e quella noia, purtroppo, la trasmette benissimo. Quasi nessuno tenta una giocata, si timbra il cartellino con un passaggio laterale o all’indietro e si aspetta che il gol spiova dal cielo".

L'analisi prosegue ancora: "La vera sconfitta non è lo 0-4 con l’Atletico, che per adesso non fa male, ma l’espressione dei giocatori inquadrati dalle telecamere. È appena iniziata la stagione, su tutti i campi i calciatori corrono con percepibile allegria e con la convinzione di poter giocare bene, divertirsi, vincere. La Juve no. Chiedersi perché e porre rimedio è indispensabile per evitare di vivere un’altra brutta stagione. E c’è ancora un po’ di tempo per farlo. La Juve non riesce a scrollarsi di dosso quella specie di tristezza che probabilmente non discende dai due quarti posti consecutivi, ma dall’evidente crisi di rigetto di una nuova mentalità. Sembra quasi che il fallimento dell’esperimento fatto soprattutto con Sarri (seppur scudettato) e parzialmente con Pirlo, ossia la ricerca di un gioco più moderno e offensivo, abbia generato un preoccupante corto circuito. La Juve non è riuscita a cambiare il suo dna storico, ma adesso non ritrova nemmeno se stessa. E Allegri, nel discutibile processo di normalizzazione (per non dire regressione), non ha pesato a sufficienza il valore dell’organico", ha concluso.