FIGC, caso Malagò: i giuristi aprono al commissariamento

FIGC, caso Malagò: i giuristi aprono al commissariamento
Oggi alle 16:10Altre notizie
di Alessio Tufano
Secondo quanto rivelato da LaPresse i primi pareri andrebbero verso questa soluzione ritenendo vincolante il tesseramento

Si avvicina un passaggio decisivo per il futuro della FIGC. Al centro della vicenda resta il mancato tesseramento federale di Giovanni Malagò al momento della candidatura alla presidenza, questione sulla quale il CONI ha chiesto una valutazione a un gruppo di esperti e che potrebbe portare fino al commissariamento della Federcalcio. Secondo quanto appreso da LaPresse attraverso fonti calcistiche accreditate, dai primi pareri consegnati al Comitato olimpico emergerebbe un'indicazione particolarmente significativa: "Il tesseramento è requisito indispensabile alla candidatura". A esaminare il caso sono stati chiamati i giuristi Franco Scoca, Massimo Coccia, Luigi Medugno e Alberto Angeletti. Le loro valutazioni saranno ora uno degli elementi sui quali il CONI dovrà basarsi per stabilire come procedere.

Giunta straordinaria CONI attesa a ottobre

La decisione non dovrebbe comunque arrivare durante l'attuale pausa dedicata alle nazionali. Sempre secondo le indiscrezioni raccolte da LaPresse, la Giunta straordinaria del CONI chiamata ad affrontare la questione dovrebbe essere convocata tra il 6 e il 9 ottobre. Malagò, nel frattempo, ha raggiunto Bursa, in Turchia, per assistere alla seconda partita del nuovo ciclo della Nazionale guidata da Roberto Mancini. Soltanto dopo la conclusione della sosta dovrebbe quindi entrare nel vivo la partita istituzionale legata alla sua posizione. Qualora si arrivasse effettivamente al commissariamento della FIGC, sarebbe necessario individuare una figura incaricata di guidare temporaneamente la Federazione fino alla definizione del nuovo assetto e, verosimilmente, a nuove elezioni. Non sarebbe una situazione inedita per il calcio italiano. L'ultimo precedente risale infatti al 2018, quando Roberto Fabbricini venne nominato commissario straordinario prima della successiva elezione di Gabriele Gravina alla presidenza federale.