Derby della Mole tra violenza e proteste: partita rinviata di oltre un’ora

Derby della Mole tra violenza e proteste: partita rinviata di oltre un’oraTuttoJuve.com
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di Redazione TuttoJuve
Scontri tra tifosi prima del derby di Torino: un juventino ferito gravemente, gara ritardata e ultras bianconeri contro la disputa del match.

Una serata segnata dal caos e dalla tensione ha accompagnato il Derby della Mole, disputato in un clima surreale dopo gli scontri avvenuti nel pomeriggio nei pressi dello stadio Olimpico Grande Torino. Il match è rimasto a lungo in bilico ed è iniziato con un forte ritardo a causa della protesta degli ultras juventini, scossi dalle condizioni di un tifoso rimasto gravemente ferito durante i tafferugli.

Gli scontri fuori dallo stadio

Le tensioni sono esplose intorno alle 17.30 nella zona compresa tra piazzale San Gabriele di Gorizia e via Filadelfia. Le forze dell’ordine sono intervenute per evitare il contatto diretto tra le due tifoserie, ma la situazione è rapidamente degenerata.Durante gli incidenti sono stati lanciati oggetti, bottiglie di vetro, pietre e torce di segnalazione. Il bilancio parla di quattro agenti feriti e otto sostenitori juventini fermati dalla Polizia.

Grave un tifoso juventino

A preoccupare maggiormente è stata la situazione di un tifoso bianconero di 45 anni, appartenente al gruppo Viking, colpito alla testa da una bottiglia nel corso degli scontri. L’uomo è stato trasportato d’urgenza prima all’ospedale Mauriziano e successivamente al Cto di Torino, dove è stato operato per un grave trauma cranico. Le sue condizioni hanno portato al ricovero in prognosi riservata. La notizia del ferimento ha acceso ulteriormente gli animi nel settore ospiti, con gli ultras juventini che hanno chiesto alla squadra di non disputare la partita.

La protesta degli ultras e il derby bloccato

In un primo momento i gruppi organizzati bianconeri avevano scelto di non entrare allo stadio. Successivamente hanno raggiunto il settore ospiti e richiamato la squadra sotto la curva per comunicare quanto accaduto all’esterno dell’impianto. Dopo il riscaldamento, i giocatori della Juventus sono rientrati negli spogliatoi senza fare ritorno immediato sul terreno di gioco. Per oltre un’ora il derby è rimasto sospeso tra confronti, valutazioni e timori legati alla possibile invasione di campo annunciata dagli ultras. “Non giocate la partita, non giocate la partita”, il coro intonato con forza dai tifosi bianconeri nel tentativo di bloccare l’inizio della gara.

Le parole di Comolli e Spalletti

Nel corso della lunga attesa è intervenuto anche l’amministratore delegato Damien Comolli, spiegando in diretta televisiva le ragioni della protesta.

“C’è un nostro tifoso in ospedale in seguito agli scontri che hanno preceduto il derby – la spiegazione dell’ad Damien Comolli in diretta televisiva - e per questo motivo stanno chiedendo di non disputare la partita. Ma la gara non è a rischio. Subito dopo il derby andrò in ospedale a parlare col tifoso se sarà possibile”. Al termine dell’incontro è arrivato anche il messaggio di vicinanza di Luciano Spalletti.

“Società, giocatori ed io siamo tutti vicini al letto del nostro tifoso. Mi torna in mente la comunicazione di ieri di vietare il bianco e il nero sugli spalti: assurdo, questa cosa va combattuta. Abbracciamo il tifoso, come tutti coloro che hanno abbandonato lo stadio: hanno fatto bene ad andarsene”.

La decisione di giocare e l’abbandono dello stadio

Dopo una lunga riunione che ha coinvolto prefettura, questura di Torino, Lega Serie A e rappresentanti delle due società, è stata presa la decisione di disputare comunque il derby, iniziato con oltre un’ora di ritardo.

Alla conferma della ripresa del match, molti sostenitori juventini hanno lasciato lo stadio per protesta. Anche una parte della tifoseria granata ha abbandonato in anticipo la Curva Maratona, rimuovendo gli striscioni e rinunciando alla coreografia prevista per la partita. Questo secondo Gazzetta.