Cilli: “La Juventus a Cagliari ha confermato dei limiti evidenti che erano già visibili in estate. Woltemade non era un fenomeno prima e non può…”

Cilli: “La Juventus a Cagliari ha confermato dei limiti evidenti che erano già visibili in estate. Woltemade non era un fenomeno prima e non può…”TuttoJuve.com
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di Benedetta Demichelis
Dopo l'1-1 di Cagliari, esplodono i dubbi sulla Juventus di Spalletti. Tra lacune d'attacco e scelte di bilancio, l'analisi spietata sul momento bianconero

La Juventus è uscita solo con un pareggio dalla gara contro il Cagliari e in queste ore si sta analizzando cosa non ha funzionato nella squadra guidata da Luciano Spalletti. Il passo falso in terra sarda ha riacceso immediatamente i riflettori sui problemi strutturali della formazione torinese, dimostrando come la strada verso la continuità sia ancora lunga e tortuosa. Le difficoltà emerse durante i novanta minuti non sono sembrate affatto casuali, bensì la naturale conseguenza di equilibri ancora precari e di certe scelte societarie che stanno mostrando i propri limiti sul terreno di gioco.

L'analisi spietata sulle fragilità bianconere

A fotografare al meglio il momento e a mettere il dito nella piaga ci ha pensato il giornalista di Sportitalia, Luca Cilli, che tramite il proprio profilo X ha commentato senza mezzi termini la prestazione della squadra: "La @juventusfc anche a #Cagliari ha confermato dei limiti evidenti, enormi, che erano visibili già in estate. Squadra costruita seguendo, per motivi di bilanci, opportunità economiche e non tecniche. Senza una punta vera, ed è una grave lacuna. Kolo Muani segna il pari e sbaglia chance clamorose, non da bomber di un club come la Juve. Woltemade non era un fenomeno prima e non può diventarlo adesso. In mezzo tanti buoni giocatori ma nessuno realmente da Juve. Nulla di nuovo rispetto agli anni precedenti", ha scritto l'esperto di mercato.

I nodi tattici e le prospettive per il futuro

Un atto d'accusa chiaro e circostanziato, che pone l'accento su un reparto offensivo apparso spuntato ed eccessivamente discontinuo nei momenti chiave del match. La mancanza di un vero punto di riferimento d'area pesa come un macigno sulle manovre offensive, costringendo il tecnico a soluzioni d'emergenza che alla lunga non pagano. Per Spalletti il lavoro si preannuncia arduo: servirà ritrovare al più presto la quadra e dare un'identità forte a un gruppo che rischia di restare imprigionato nei soliti difetti del passato.