Christillin: "Paratici non si è comportato bene con Marotta. Meglio Carnevali. Scudetto Juventus da escludere, Inter e Roma decisamente più forti"
Evelina Christillin, ex dirigente della Juventus e con esperienze anche in ambito UEFA, è intervenuta ai microfoni di TMW a margine del Festival dello Sport di Trento. Tanti i temi affrontati, dalla Nazionale alla situazione dei bianconeri, passando per Spalletti, Conte e il futuro dirigenziale del club.
Christillin: «Juve, mi aspettavo meglio»
Partendo dall'Italia, Christillin ha commentato le prime uscite della Nazionale: «Le sensazioni sono state una shakerata: prima il Belgio, partita che non ha entusiasmato nessuno e anzi è stata una grande delusione. Poi per fortuna si è andati in Turchia e questo 4-1 ha risollevato gli spiriti, però mancavano due giocatori importanti e chi c'era sembrava farlo apposta. Forse ce l'avevano con Montella (ride, ndr). La Francia è più forte di tutti, anche noi, però i giovani visti in Turchia hanno ben impressionato».
«La Juventus si è fatta scappare tanti giovani»
Tra i giocatori che hanno attirato l'attenzione c'è Kayode, subito a segno con la maglia azzurra. Una situazione che porta Christillin a riflettere anche sulle scelte compiute dalla Juventus con diversi giovani:
«Siamo veramente incredibili e parlo soprattutto della Juventus. Quanti di questi ragazzi promettenti li abbiamo visti e lasciati andare. Penso a Soulé. Kayode è andato in Premier League e sta facendo bene lì, gli inglesi si sono appassionati a lui: se avessimo trovato uno bravo, sarebbe un bene. Poi esserselo fatto scappare come club è un'altra storia».
«Aumento di capitale? Soldi per ripianare, non per il mercato»
Christillin si è soffermata anche sull'aumento di capitale della Juventus, invitando i tifosi a non interpretare l'operazione come l'arrivo di nuove risorse destinate agli acquisti:
«Questo è un versamento che doveva essere fatto per il Fair Play Finanziario e per il Settlement Agreement con la UEFA. Vorrei togliere illusioni ai tifosi, sono soldi che vanno a ripianare e non per il mercato. Siamo al quarto aumento di capitale in 5 anni, ormai i soldi versati superano il miliardo di euro: per continuare servono gran fiducia e costanza. Speriamo…».
Sul rendimento della squadra, invece, ha ammesso: «Mi aspettavo meglio, sì, perdere a Sassuolo non me lo aspettavo. Ci sono stati tanti infortuni, certo, e questo va valutato».
Christillin su Spalletti e Conte
Il giudizio su Luciano Spalletti è accompagnato da qualche riserva, mentre le parole dedicate ad Antonio Conte sono decisamente più nette:
«In questo momento non ci sono tantissime alternative: non è tra i miei preferiti ma non sta facendo male. Ogni tanto non lo capisco, con le sue filosofate. Conte? Oltre che mio carissimo amico, è il mio preferito in assoluto. Ho esordito in UEFA nel 2016 quando era ct della Nazionale, ed è un motivatore straordinario. Con la Juventus non si lasciò benissimo, però io lo vorrei sempre».
Per quanto riguarda gli obiettivi stagionali dei bianconeri, Christillin non indica lo Scudetto come traguardo realistico:
«Escluderei lo Scudetto, l'Inter è decisamente più forte e la Roma di quest'anno anche. L'obiettivo è il 4° posto, dopo averlo fallito prendiamocelo nel 2027».
«Grande fiducia in Carnevali. Paratici? No, grazie»
Ampio spazio anche ai dirigenti che hanno segnato o potrebbero segnare il futuro della Juventus. Christillin parte da Beppe Marotta, per poi soffermarsi su Giovanni Carnevali e Fabio Paratici:
«Facile dire Marotta. Anni fa è stato gentilmente accompagnato alla porta, e si è visto cosa ha saputo fare all'Inter. Il suo allievo prediletto è sempre stato Carnevali, un mio carissimo amico, e ho grande fiducia in lui. Paratici? No, grazie. Se posso dirlo, anche per quanto successo con Marotta che lo aveva allevato… In certe cose conta il lato umano e lui non si è comportato benissimo con Beppe. Erano partiti con l'idea dei giovani leoni che devono fare tutti gli altri, partendo da Ronaldo. Eppure l'ultimo bilancio non dico attivo ma pari, è del 2018, con Marotta».
Le parole su Infantino e Malagò
In chiusura Christillin ha allargato il discorso alla governance del calcio internazionale, commentando le dichiarazioni di Ceferin su Infantino:
«Ho sentito le dichiarazioni di Ceferin su Infantino e dico che o trovano un candidato per affrontarlo nelle elezioni di marzo o, tra soldi investiti e promesse rischia di esserci contro un argomento forte. Con gli atteggiamenti presi dalle federazioni, se Infantino venisse rieletto sarebbe un colpo duro per la credibilità del calcio. Perché uno che fa togliere un cartellino rosso per pressioni del presidente degli Stati Uniti, è uno che non rispetta il gioco».
Infine, sulla vicenda Malagò, la dirigente ha concluso: «Da qualsiasi parte si guardi, mi sembra un modo per farsi male da soli. Dico del sistema calcio in generale».
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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