Christillin: "Ceferin è un amico sincero, non ho mai abbassato la testa. Platini tra i miei idoli. Juventina dal 1967, ricordo lo Scudetto vinto contro l'Inter"

Christillin: "Ceferin è un amico sincero, non ho mai abbassato la testa. Platini tra i miei idoli. Juventina dal 1967, ricordo lo Scudetto vinto contro l'Inter"TuttoJuve.com
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di Fabio Moretti
Evelina Christillin racconta a La Stampa la sua carriera tra sport, Juventus, Fifa e Uefa: "Non ho mai piegato la testa". Lunedì riceverà il Collare d'oro.

Evelina Christillin si prepara a ricevere uno dei riconoscimenti più prestigiosi dello sport italiano. Lunedì, a Roma, le sarà conferito il Collare d'oro al merito sportivo, la massima onorificenza del Coni, attribuita raramente a una donna per la propria attività dirigenziale.

Un premio che corona un percorso professionale sviluppato tra finanza, cultura e sport, con esperienze ai vertici delle principali organizzazioni calcistiche internazionali.

Intervistata da Antonio Barillà per La Stampa, Christillin ha ripercorso la propria carriera, raccontando la passione per lo sci, il legame con la Juventus e gli anni trascorsi tra Fifa e Uefa.

Christillin: "Il Collare d'oro è un Oscar alla carriera"

La dirigente torinese ha accolto con sorpresa la notizia del riconoscimento, arrivata dopo la conclusione dei suoi incarichi nelle istituzioni calcistiche internazionali.

«Ho ricevuto la notizia dal presidente Buonfiglio, che ringrazio, e sono rimasta strabiliata: avendo lasciato gli incarichi Fifa e Uefa non me l’aspettavo, diciamo che è un Oscar alla carriera. Sento un’emozione pari alla nomina a Cavaliere di Gran Croce», ha dichiarato.

La passione per lo sport nata in famiglia

Nel corso dell'intervista, Christillin ha ricordato quanto l'ambiente familiare abbia contribuito ad avvicinarla allo sport fin dall'infanzia.

«Nella mia casa di Issime si respiravano automobilismo e sci. Papà era stato pilota della Lancia, aveva smesso di correre prima che io nascessi, ma trofei e fotografie ne raccontavano le imprese. Nel 1951 aveva partecipato con un van alla traversata dell’Africa da Algeri a Città del Capo. A me e mia sorella Francesca insegnò a guidare bambine, nelle strade vuote del paese, e prestissimo ci mise sugli sci».

Tra i ricordi più significativi figura la vittoria del Trofeo Topolino, accompagnata da un episodio rimasto impresso nella sua memoria.

«La vittoria del trofeo Topolino. Avevo 12 anni e ci premiarono a Trento, la madrina era Rita Pavone e io ero così emozionata che caddi dal palco».

La carriera sugli sci la portò anche a vestire la maglia della Nazionale.

«Anni fantastici, conservo ancora la divisa: partivo da Torino in treno con la mia sacca, a Milano Centrale mi incontravo con Claudia Giordani e insieme raggiungevamo i ritiri in Trentino Alto Adige. Eravamo legatissime, ancora oggi siamo amiche».

Christillin e la Juventus: "Ricordo lo scudetto del 1967 contro l'Inter"

Uno dei passaggi dell'intervista riguarda il suo storico legame con la Juventus, squadra per la quale tifa fin da bambina.

Il primo ricordo particolarmente significativo risale al campionato 1966-67, quando i bianconeri conquistarono il titolo nell'ultima giornata, approfittando della sconfitta dell'Inter a Mantova.

«Il primo ricordo vivo è del 1967, quando i bianconeri vinsero lo scudetto superando all’ultima giornata l’Inter, tradita a Mantova da una papera di Sarti. Da allora ho sempre fatto la raccolta delle figurine: avevo due album, quello dei calciatori e quello dei campioni d’altri sport».

Un episodio che testimonia quanto la passione juventina abbia accompagnato Christillin fin dall'infanzia, prima ancora dell'inizio della sua carriera dirigenziale.

Christillin: "Alla Fifa e all'Uefa non ho mai piegato la testa"

Particolarmente interessante il bilancio dell'esperienza maturata ai vertici delle due principali organizzazioni calcistiche internazionali.

Christillin ha spiegato come il suo percorso professionale, non limitato esclusivamente al calcio, le abbia permesso di affrontare gli incarichi con una prospettiva differente.

«Per chi ama il calcio, rivestire una posizione apicale nelle sue massime organizzazioni è il top. Ero l’unica dirigente, forse, a non essere inserita al 100 per 100 nel mondo del pallone: avere più punti di vista, non essere monoculturale, è valsa una visione allargata riconosciuta come preziosa».

La dirigente ha quindi ricordato l'entusiasmo iniziale, senza nascondere le difficoltà incontrate negli ultimi anni.

«All’inizio è stato divertente, mi sentivo come un bimbo in pasticceria, gli ultimi anni - quelli di Trump e Infantino - meno. Il mio cuore è all’Uefa, sono legata a Ceferin da sincera amicizia: in nove anni di incarico, sono orgogliosa di non aver piegato mai la testa, pagando anche un prezzo pesante».

Da Platini a Tomba: gli idoli sportivi di Christillin

In conclusione, alla richiesta di indicare i propri punti di riferimento nel mondo dello sport, Christillin ha citato quattro grandi campioni di discipline differenti.

«Jean-Claude Killy, Alberto Tomba, Stefania Belmondo e Michel Platini».

Un elenco che riflette le due passioni sportive che hanno accompagnato la sua vita: lo sci e il calcio, con un posto speciale riservato alla Juventus.