Bournemouth-Milan 3-0, Di Gregorio: "Volevamo essere aggressivi. In Premier un'intensità pazzesca, mai vista in Italia. Qui non mi manca niente"
Il Bournemouth travolge il Milan per 3-0 in Europa League e Michele Di Gregorio, portiere della formazione inglese, analizza la prestazione della propria squadra ai microfoni di Sky Sport. L'estremo difensore italiano si sofferma sulla mentalità del gruppo, sulle differenze tra il calcio inglese e quello italiano e sul rapporto con Raffaele Palladino, suo ex allenatore al Monza.
Bournemouth-Milan 3-0, Di Gregorio esalta la mentalità della squadra
Il portiere sottolinea come il Bournemouth abbia affrontato la sfida con grande determinazione, mantenendo fede ai propri principi di gioco nonostante il valore dell'avversario: "Giocavamo in casa, sapevamo che era una partita importante contro un avversario di livello ma la nostra mentalità non cambia. Volevamo essere aggressivi e avremo avuto questo atteggiamento a prescindere dagli episodi".
Di Gregorio commenta anche la serata particolarmente fredda e il contributo dei compagni alla porta inviolata: "Se ho sofferto il freddo? Stasera sì, però grazie ai miei compagni: quando la squadra non prende gol è un lavoro collettivo. Devo ringraziare loro".
Di Gregorio sul rapporto con Palladino
Nel corso dell'intervista, l'ex portiere del Monza viene interpellato anche su Raffaele Palladino e sull'eventualità di un contatto telefonico con il suo precedente allenatore. Di Gregorio chiarisce che, pur essendo rimasto un rapporto di stima e affetto reciproco, non ci sono stati sviluppi particolari: "No, il fatto che siamo stati insieme non significa niente. Abbiamo un bel rapporto, lui guarderà le partite degli ex del Monza e noi le sue perché siamo affezionati a lui come allenatore ma più di questo niente".
Di Gregorio: "In Premier League rischi di perdere anche con l'ultima"
Uno dei temi principali affrontati dal portiere riguarda le differenze tra Premier League e Serie A. Di Gregorio evidenzia soprattutto l'approccio delle formazioni inglesi, abituate a proporre il proprio calcio senza rinunciare all'aggressività, indipendentemente dalla posizione in classifica degli avversari.
"Credo che la grossa differenza sia che tutte le partite si vogliono giocare con le proprie idee, hanno un'intensità molto diversa dall'Italia e questo porta a delle partita molto più aperte. In Premier League rischi di perdere anche con l'ultima".
Gli allenamenti in Inghilterra e il confronto con l'Italia
L'estremo difensore racconta inoltre come il trasferimento in Inghilterra abbia comportato un cambiamento significativo anche nel lavoro quotidiano, soprattutto per quanto riguarda il ritmo delle sedute e la pressione esercitata nella riconquista del pallone.
"Sicuramente per me è stato un cambio importante, c'è differenza però credo che la cosa più diversa in assoluto è l'intensità pazzesca e la grinta e l'aggressione a palla persa che non avevo mai visto":
Infine, Di Gregorio affronta il tema della distanza dall'Italia, esprimendo alcune considerazioni sul calcio nazionale e sottolineando al tempo stesso la soddisfazione per la nuova esperienza professionale e familiare.
"Anche se sono qui vedo qualcosa, dispiace che non cambi nulla o migliori, però questo è il calcio e dobbiamo stare al gioco. Grazie a Dio qui non mi manca niente, siamo stati accolti alla grande io e la mia famiglia quindi tutto ok".
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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