Bodo Glimt, Knutsen punge l’Inter: “Il City non ha nominato nemmeno il campo sintetico”
L'allenatore del Bodo Glimt, Knutsen ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della gara contro l'Inter. Ecco le sue parole riprese da Tmw:
Cosa ne pensi del campo artificiale?
"Non ci posso fare niente io, per me dobbiamo concentrarci su ciò che possiamo controllare. Il City non ha nominato nemmeno il campo, nemmeno noi siamo abituati a San Siro, ma tengo il focus su altro. Secondo me non è furbo se uno parla di altri contesti se non al calcio, ma quello che fanno gli altri non è importante per me".
Klopp vi ha elogiato, che ne pensi?
"Klopp è un grande uomo e allenatore, sono contento dei complimenti, ma penso al Bodo Glimt, io voglio che i giocatori pensino al match e anche io lo devo fare".
Parli con altri allenatori?
"Ho avuto tanti feedback positivi, ma non in maniera approfondita. Contano le prestazioni e basta, vogliamo sviluppare un calcio intenso e se siamo al meglio possiamo essere competitivi. I bei feedback però sono carini, ma dobbiamo trovare la nostra strada".
Voleva qualcosa di più Klopp?
"Lasciamo stare e pensiamo al Bodo".
Come avete costruito il vostro percorso?
"Questa è la strada che abbiamo scelto, abbiamo un'idea di calcio forte e intenso. Un po' forse ci siamo ispirati al Liverpool di Klopp ma il calcio va molto veloce. Ci sono dei giocatori che vogliono venire a Bodo, non è una metropoli ma lì puoi imparare a giocare a calcio. Siamo gente terra a terra, ma molto bravi. Ora però pensiamo alla partita di domani".
Il calcio internazionale è cambiato?
"L'aspetto fisico è molto importante oggi, guardate com'è la Premier League. Le punizioni, i corner, su questo dobbiamo allenarci e anche noi ci adattiamo. L'Inter è una squadra molto intensa".
Che approccio dovete avere?
"Non dobbiamo solo difendere, non dobbiamo pensare all'andata, bisogna pensare come se fosse 0-0, non dobbiamo essere troppo bassi come baricentro e non essere troppo difensivi. Dobbiamo difenderci tutta la squadra deve aiutare, lo stesso quando attacchiamo. All'andata siamo stati bravi a chiuderla e su questo siamo migliorati".
Come si alimenta il vostro fuoco sportivo?
"Prima di tutto i giocatori del Bodo hanno tanta energia e possono fare tanti ruoli. Può esserci un fuoco dentro e io devo mettere insieme questa identità. Giocare in uno stadio storico come San Siro è un regalo, bisogna essere pronti a raccoglierlo però".
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