Barigelli: "Inter e Juve in una crisi profonda. I bianconeri non giocano da squadra e non sono cinici. In Champions..."

19.09.2022 14:00 di Rosa Doro Twitter:    vedi letture
Barigelli: "Inter e Juve in una crisi profonda. I bianconeri non giocano da squadra e non sono cinici. In Champions..."
TuttoJuve.com
© foto di www.imagephotoagency.it

Nel suo editoriale per La Gazzetta dello Sport, Stefano Barigelli si è concentrato sulle crisi di Inter e Juve: "Le due avversarie di sempre del calcio italiano non si sono mai somigliate tanto come adesso. Juve e Inter sono in una crisi profonda di risultati, di gioco, di idee. Partite come grandi favorite, in poche settimane si sono perse. Non sono tanto, o non solo, i punti lasciati sul campo a evocare la parola crisi ma le prestazioni offerte, assolutamente non in linea con gli investimenti fatti e molto al di sotto delle potenzialità di due rose che per qualità e quantità obbligano chi le guida a lottare per lo scudetto. Allegri si appella agli infortuni e alle tante assenze, che certo ci sono. Ma non spiegano la passività della squadra, l’involuzione di alcuni giocatori, l’assenza di spirito di gruppo. La Juve di Allegri ha sempre aspettato gli avversari anche nei begli anni che furono, quelli degli scudetti a grappoli. Nella Juve di questo Allegri è sparita la voglia di restare attaccata al risultato, non c’è più il cinismo con cui riusciva a sfruttare tutte le occasioni sfruttabili, non c’è più la cattiveria in difesa, nei contrasti. È sparita la feroce determinazione che metteva in campo quando c’era da recuperare una situazione impossibile. Questa Juve non gioca da squadra. Gli acquisti più importanti e preziosi sono irriconoscibili: Di Maria, Kostic, Paredes. Incamminati sulla via dell’involuzione già imboccata da Vlahovic, che per segnare deve aggrapparsi alle punizioni o ai rigori perché altro non ha. In questo traballante momento bianconero di solido, anzi granitico, c’è soltanto il pesante contratto che lega Allegri al club. Reggerà? Per il momento sì, almeno fino a che la società non penserà di avere più da perdere nel tenerlo che nell’affrontare la costosa rescissione. La Juve non può permettersi di non passare agli ottavi di Champions e, nello stesso tempo, di compromettere la qualificazione all’edizione prossima".