Asamoah a Corsport: "Abbiamo il destino in mano: se continueremo a vincere, nessuno potrà raggiungerci. Conte è un simbolo, ha appena iniziato un progetto credo e spero..."
Kwadwo ASamoah ha parlato al Corriere dello Sport in edicola oggi, partendo dalla sfida di venerdì: «Difficile, però non ho paura. Dipende tutto da noi: se faremo quel che sappiamo, e giocheremo con cattiveria, non falliremo. Non credo si decida niente, rimarrà ancora un lungo tratto da percorrere. Ad ogni modo, abbiamo il destino in mano: se continueremo a vincere, nessuno potrà raggiungerci. Né il Napoli, né le altre inseguitrici».
Fame agonistica e cattiveria chiesta da Conte: «Proprio così: per questo a Napoli dovremmo essere cattivi. Conte ci sostiene quando qualcosa non va bene, ci aiuta a crescere anche attraverso il dialogo. Qui Conte è stato capitano, vincendo tutto; e appena tornato da allenatore ha restituito lo scudetto: è un simbolo della Juve e ha appena iniziato un progetto, credo e spero che resti»,
La sua assenza e la Juve: «Il rientro è sempre difficile, mi era successo già due anni fa dopo l'Angola. Incide il cambio del clima, lascia tracce l'interpretazione di un gioco molto fisico: tornare al top, però, dipende solo da me, ho lavorato sodo e sono concentratissimo.La Juve è composta da tanti calciatori importanti e se manco io ce ne sono altri bravissimi. Può capitare, sempicemente, di non vincere qualche partita».
L'ambientamento a Torino: «E' una città grande ma tranquilla: l'aveva scoperta appena giunto in Italia, quando giocai per quattro mesi al Toro. Ci sto bene, come a Udine: ho scelto di vivere in centro. Non pensavo di inserirmi così presto. Avevo accettato senza immaginare che sarei diventato titolare, invece ho trovato spazio e piena sintonia. M'impegno ogni giorno per migliorare, spero di rimanere a lungo».
Su Cavani: «E' un calciatore importante, come del resto Hamsik, ma noi pensiamo alla squadra, non ai singoli. Il Napoli è forte nel suo complesso, non dipende da un fuoriclasse».
Gli ex compagni friulani al Napoli: «In questi giorni non ci siamo sentiti. Con Gokhan mantengo contatti, però non parliamo mai di calcio».
La Supercoppa: «Un'emozione unica: sono venuto alla Juve per vincere».
Sul famoso top player: «Vedremo a fine stagione: Io dico che abbiamo giocatori forti e importanti». Su Alexis Sanchez: «Possiede grandi qualità, è velocissimo: dovesse venire, potrebbe darci una mano». Il mercato: «Mi avevano cercato diverse squadre: ho scelto la maglia bianconera e sono felicissimo».
Su Pirlo: «Lo seguo da quand'ero ragazzino e mi è sempre piaciuto: tra i motivi di felicità, quando ho detto sì alla Juve, c'era la possibilità di poter giocare al suo fianco». Altri modelli: «Muntari: l'ho studiato a lungo».
Il ruolo da esterno: «Ho sperimentato la nuova posizione nel ritiro di Chatillon. E proprio contro il Napoli, a Pechino, l'ho ricoperta per la prima volta in una partita ufficiale. Mi piace, ho arricchito il mio bagaglio: adesso tutti sanno che Asa può ricoprire píù ruoli».
Gli obiettivi: «Lo scudetto. Per me sarebbe il primo e la Juve si confermerebbe in Italia: il massimo, per la Champions è dura, ma vogliamo essere protagonisti come le grandi Juventus del passato: possiamo riuscirci perché siamo forti come gruppo, ci aiutiamo tutti per cercare di andare lontano. Prima di tutto, però, prendiamoci i quarti: il 3-0 di Glasgow è un bel vantaggio, ma guai abbassare la guardia».
Obiettivi nazionali: «Vincere la Coppa d'Africa. Quest'anno è andata male, ci riproveremo: è mancato qualcosa sul piano dell'esperienza, ma abbiamo giovani di spessore e margini di crescita notevoli».
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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