SOTTOBOSCO - Lettera aperta a Federico Bernardeschi

Andrea Bosco ha lavorato al “Guerin Sportivo“, alla “Gazzetta dello Sport“, al “Corriere d'Informazione”, ai Periodici Rizzoli, al “Giornale“, alla Rai e al Corriere della Sera.
16.08.2021 01:45 di Andrea Bosco   vedi letture
SOTTOBOSCO - Lettera aperta a Federico Bernardeschi
© foto di Andrea Bosco

Caro Federico Bernardeschi. Non ci conosciamo ma chissà che prima o poi  non ci sia modo per una stretta di mano.

La prima volta che tornerò all'Allianz cercherò di farle avere un messaggio. Perché le scrivo? Solitamente in questa rubrica faccio osservazioni sulla Juventus. Alcune magari sulfuree. Ma dopo la sua prestazione in amichevole contro l'Atalanta ho deciso di rivolgermi a lei direttamente. Perché la sua ottima partita (con gol sontuoso) nella quale ho ritrovato il Bernardeschi che ho sempre apprezzato è stata un poco anche una mia rivincita. Ho passato gli ultimi due anni a scontrarmi con colleghi e tifosi che la davano per “finito“. Io non l'ho mai pensato. Ma intuivo il suo disagio. Intuivo la sofferenza per dover giocare in certi  ruoli.  Non senza eccesso di paradosso, ho scritto  ripetutamente: “A parte il portiere e il magazziniere, Sarri e Pirlo lo hanno impiegato in qualsiasi ruolo possibile“.

Lei non ha mai alzato la voce. Si è sempre applicato persino da terzino. La sua professionalità è risultata esemplare anche quando qualche protesta, magari, sarebbe stata giustificata. Ho avuto una modestissima esperienza da calciatore. So  quanto sia importante avere in squadra un compagno che non polemizza . Ora lei ha dimostrato quanto ( con anticipo sulle intuizioni di Allegri ) avevo ipotizzato. Fin da quando lei vestiva la maglia della Fiorentina.

Mi è testimone Stefano Agresti, firma del giornalismo sportivo e per il quale ho lavorato prima di approdare a Tmw e a Tuttojuve.com. Dicevo ad Agresti: “Per me, Bernardeschi può fare la mezz'ala. Sa correre con la palla come pochi, ha il fisico, la capacità aerobica. Se si applica e prende confidenza con il ruolo può diventare un interno box to box“ . Beh, caro Bernardeschi: lei  può fare la mezz'ala. Può ricoprire bene quel ruolo. Se lei in quella posizione esplode, la Juventus acquista, praticamente un giocatore nuovo di zecca. Lei si può giocare il posto da titolare  con Rabiot. E con buone possibilità di spuntarla. Lei  ha qualità nel suo educato sinistro. E ha capacità balistiche fuori dal comune. Non si pretende che lei faccia un gol a partita: non è il suo mestiere. Ma che lei possa prendersi almeno un paio di tiri  simili a quello che ha fulminato Musso, sì. Lei ha  questa capacità. Forse non sempre ha creduto nei suoi mezzi. Ma non ha mai mollato. E ora che Allegri le sta dimostrando la sua fiducia, lei ha la possibilità di raccogliere.

Io adoro i giocatori che non mollano. Non tutti hanno il “divino“ dono di un Dybala che appena sfiora un pallone lo trasforma in oro. Ma ci sono bravi giocatori costretti a cambiare: dalle circostanze o dalle necessità di una squadra. Per questo oggi tifo per Ramsey. Nato mezz'ala che si sta applicando da regista in un ruolo che non ha mai ricoperto. Ramsey regista è scommessa. Sa cosa le dico caro Bernardeschi?  Non venga mai meno alle sue dichiarazioni post gara: “Abbiamo ritrovato la voglia di aiutarci e di sacrificarci“. Aiuti Ramsey, lei che appare più avanti  nella “trasformazione“. Lo aiuti a trovare le geometrie che in quel ruolo  necessitano.

Che arrivi o meno Locatelli, avere un Ramsey a suo agio in un ruolo che abbisogna  (più di altri) di “ore di volo“ potrebbe essere una grande cosa per la Juventus. Come lei anche Ramsey sembra un uomo dotato di grande orgoglio. Come lei è stato messo in croce (qualche volta anche dal sottoscritto), come lei è stato “venduto“ millanta volte. Ecco: a me piace pensare che sull'asse  Bentancur-Ramsey– Benardeschi  possa nascere la nuova Juventus di Allegri. Quel “centrocampo“ sovente nelle ultime due stagioni criticato,  sovente fatto oggetto di giuste censure.  Ma dalla sofferenza si esce migliori. Lei ha sofferto di “incomprensione“. Ramsey a causa degli infortuni. E' tempo di  rivincite. Allegri è un grande allenatore il cui maggiore pregio è quello di saper “ recuperare “ i giocatori in flessione. Lei è stato aiutato da Roberto Mancini che ha continuato a convocarla in Nazionale anche quando il suo cielo era nerissimo. Ora tocca a lei. In pochi rammentano che la Juve (anche con il suo contributo) ne ha vinti nove di fila. Ora si rimette in corsa per un nuovo titolo. E nelle sue fila ha uno dei campioni d' Europa  bianconeri (con Bonucci, Chiellini e Chiesa) di nome Federico Bernardeschi. Uno che dal discetto, quando è servito, non ha tremato. In bocca al lupo.