Ricordate quel giorno? SAMPDORIA-JUVENTUS

La rivisitazione di alcune partite giocate dalla Juventus; storie di vittorie e di sconfitte per riassaporare e rivivere antiche emozioni
26.05.2019 10:30 di Stefano Bedeschi   Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Ricordate quel giorno? SAMPDORIA-JUVENTUS

22 maggio 1977 – Stadio Ferraris di Genova
SAMPDORIA–JUVENTUS 0–2
Juventus: Zoff; Cuccureddu e Gentile; Furino, Morini (dal 76’ Cabrini) e Scirea; Causio, Tardelli, Boninsegna, Benetti e Bettega. In panchina: Alessandrelli e Gori. Allenatore: Trapattoni.
Sampdoria: Cacciatori: Callioni e Valente; Bedin, Ferroni e Lippi; Saltutti, Orlandi (dal 63’ Chiorri), Bresciani, Savoldi e Tuttino. In panchina: Di Vincenzo e Arecco. Allenatore: Bersellini.
Arbitro: Lattanzi di Roma.
Marcatori: Bettega al 61’, Boninsegna all’84’.


“HURRÀ JUVENTUS”

Allo Stadio Luigi Ferraris di Genova scende in campo la Juventus che tre giorni prima, a Bilbao, ha scritto una pagina di storia vincendo la sua prima coppa europea, la Uefa. Non solo: il ritorno dalla città basca è stato avventuroso, rendendo ancora più difficile il recupero fisico e psicologico dei bianconeri. Sampdoria–Juventus è partita di vitale importanza, ultimo atto di una stagione ineguagliabile e incredibile. La Juventus si trova in testa alla classifica a quota quarantanove, il Torino campione in carica la segue a quarantotto. Le altre sono lontanissime. Un campionato senza precedenti e che non avrà più eguali. Ma non c’è solo la Juventus, La Sampdoria è il peggior avversario possibile per la squadra del Trap: in caso di vittoria i blucerchiati possono ancora raggiungere la salvezza, ai danni del Milan, sempre che i rossoneri non facciano altrettanto sul campo del Cesena. Insomma, è una di quelle domeniche vietate a chi soffre di cuore.

Ci sono 54.000 spettatori, tanti quanti ne può contenere il vecchio catino genovese: e l’incasso è record assoluto per Genova. Il piano tattico prevede, nella Samp, Lippi libero, Ferroni su Bonimba, Callioni su Bettega e Valente su Causio. Nella Juventus, Scirea è il libero, Cuccureddu su Saltutti, Morini su Bresciani, Gentile su Orlando. A metà campo, i duelli sono Bedin–Benetti, Furino–Savoldi, Tuttino–Tardelli.

La Juventus comincia con grande determinazione; come a voler chiudere subito la partita. Al 1’ Bettega, su cross di Tardelli, fallisce di poco il bersaglio. La Samp replica con Valente e Tuttino, mentre Lippi imperversa in chiusura e in fase di impostazione. Al 10’ è proprio il futuro tecnico juventino a presentarsi al tiro, con un gran rasoterra che costringe Zoff a una impegnativa parata. 15’: Saltutti in contropiede lancia Bresciani; che controlla bene ma sbaglia da due passi, con Zoff già fuori dei pali. Replica prontissima dei bianconeri al 17’: Benetti serve Boninsegna che si libera di Ferroni e scarica un gran destro, su cui Cacciatori respinge di piede. Non c’è un attimo di sosta. Furino e Benetti sono a tratti incontenibili. Furino sembra un indemoniato, tant’è grande la sua voglia di vincere. Ma i blucerchiati hanno motivazioni altrettanto valide per far loro il risultato. Al 32’ si infortuna Morini e la Juventus deve modificare l’assetto tattico. Gentile va a fare lo stopper, mentre il giovane Cabrini prende in consegna la fascia sinistra, occupandosi di Orlandi. È il momento più difficile per il sodalizio bianconero, che deve far fronte ai doriani scatenati. Cross di Savoldi, Saltutti e Bresciani si gettano sulla palla e si ostacolano, occasione persa. 35’, tiro di Savoldi e Gentile deve salvarsi in corner. 40’ Ferroni e Tuttino avanzano in tandem, Savoldi raccoglie e spara a lato da ottima posizione. Valente e Tuttino, ancora loro, imperversano e per due volte in un minuto Scirea deve spazzare in angolo alla disperata. Ma anche la Juventus è in partita, sia pure un po’ scossa dall’arrembare dei rivali. Prima del riposo, Bonimba dà a Bettega, che smarca Causio. Saetta del Barone e nuovo salvataggio di Cacciatori.

Ripresa. I bianconeri sentono che il Toro vince e spezzano ogni ulteriore indugio: la loro è un’azione travolgente e inattesa nella sua freschezza, visto che le tossine di Bilbao dovrebbero farsi sentire. Al 2’ Causio ubriaca due avversari con il suo dribbling e si presenta liberissimo alla battuta. Il terreno gibboso gli gioca un brutto scherzo e il tiro diventa una specie di passaggio al portiere. Scirea lascia la propria area e diventa ala destra; due sue avanzate seminano il panico nella difesa blucerchiata. I ragazzi di Bersellini si fanno pericolosi in contropiede. Al 5’, Valente fugge e crossa; Bresciani conclude al volo, ma troppo alto. Al 10’ la Vecchia Signora è nuovamente arrembante: gran punizione di Cuccureddu, Lippi respinge sulla linea a portiere battuto, ribatte Tardelli a colpo sicuro, ma Lippi è ancora lì a salvare in corner. Prodigioso.

Serie di corner, si gioca in un fazzoletto. Causio al 14’ cava dal cilindro un braccio a effetto, sembra goal, ma Cacciatori ci arriva. Il goal bianconero è maturo: 15’, Tardelli dal limite stanga in diagonale, una via di mezzo tra un tiro e un cross, per Bettega è un assist perfetto, si avventa e di tacco spiazza difensori e portiere. 1–0. Il più è fatto. I giocatori del Trap galleggiano sull’entusiasmo di uno stadio che di colpo è tutto bianconero, palo di Tardelli, ancora palo di Benetti al 26’. Al 38’ cala il sipario, definitivamente, su partita e campionato: Causio a Bettega che scatta sul filo del fuorigioco, supera Callioni e serve Boninsegna all’altezza del disco del rigore. Bonimba non perdona: 2–0 e proteste furibonde dei doriani. Ma il guardalinee, appostato a due passi dall’azione, non vede nessuna irregolarità: Genova, Torino, l’Italia intera, impazza per il 17° scudetto della Signora, ancor più goduto, perché sottratto ai cugini granata.

Grande Juventus e apoteosi finale. La Sampdoria ha dato tutto, ma contro la storia non si va. Lippi migliore dei suoi ricorderà per secoli questa partita, ne siamo certi. Ma intanto, mestamente, i doriani sono in B.