Qui Tuttosport - Xavier Jacobelli: "Ronaldo in stato di grazia, dubbi sull'età: altro che 35 anni! La Juve ha lavorato bene nella sosta, sul campo e sul mercato. La strategia concordata con Sarri. Il recupero di Emre Can e il (non) caso de Lig..."

07.01.2020 14:25 di Xavier Jacobelli Twitter:    Vedi letture
Qui Tuttosport - Xavier Jacobelli: "Ronaldo in stato di grazia, dubbi sull'età: altro che 35 anni! La Juve ha lavorato bene nella sosta, sul campo e sul mercato. La strategia concordata con Sarri. Il recupero di Emre Can e il (non) caso de Lig..."

Ogni lunedì la redazione di Tuttojuve.com analizza i temi caldi del nostro calcio con una delle firme più autorevoli del giornalismo sportivo italiano, Xavier Jacobelli, direttore di Tuttosport. Ecco il suo intervento:

"Se il 2020 si vede dalla prima giornata del nuovo anno, la lotta per lo scudetto è destinata a rivelarsi sempre più entusiasmante a mano a mano ci inoltreremo nel giorne di ritorno. La Juve demolisce il Cagliari con quattro gol, tre dei quali di Ronaldo, alla prima tripletta in Serie A. L’Inter risponde alla grande in serata, andando a vincere a Napoli per la prima volta dopo ventidue anni e due mesi, esaltando una volta di più la vena di Lukaku che appone la sua doppia firma sull’ottava vittoria esterna dei nerazzurri. La Lazio tallona la Juve e l’Inter, forte del record di nove vittorie consecutive e della partita da recuperare con il Verona il 5 febbraio, fermo restando lo splendido campionato degli scaligeri guidati da Juric, sempre più sulle orme di Gasperini. 

In casa Juve, sugli scudi c’è Ronaldo, il quasi trentacinquenne Ronaldo (compleanno il 5 febbraio) che, in realtà, ha dieci anni di meno e in corpo lo scatenato entusiasmo di un ragazzino. Per qualità sarriana e quantità della prestazione dei bianconeri, la prova della Juve è stata la migliore della stagione, contro il Cagliari che, in campionato, non vince dal 2 dicembre e a Torino si è arreso dopo una prestazione molto orgogliosa, ma povera di sostanza. Sugli scudi c’è Cristiano: per la prima volta il fuoriclasse portoghese ha segnato in cinque gare consecutive di Serie A e ha infranto anche il tabù Cagliari, l’unica squadra di questo campionato alla quale non aveva mai segnato. Eppure, sarebbe troppo semplice circoscrivere la prestazione dei bianconeri nell’esclusivo ambito ronaldiano. La verità è che, all’inizio di un ciclo alquanto impegnativo fra corsa scudetto, Coppa Italia e Champions League, questa Juve ha lavorato bene durante la sosta, leccandosi le ferite di Riad e ripartendo con il piede pigiato sull’acceleratore.

In campo  e sul mercato dove, con l’operazione Kulusevski, ha bruciato sul tempo la concorrenza piazzando un colpo magistrale, considerati l’età, il talento e la bravura del diciannovenne svedese. Lo stato di grazia di Ronaldo, il recupero atletico di Ramsey e Douglas Costa, gli innegabili progressi di Rabiot, l’energia di Demiral alla quinta, consecutiva partita da titolare, la maggiore protezione che il centrocampo ha assicurato alla difesa: da qui Sarri ha ricominciato la corsa, forte anche di una strategia concordata con la società circa la sessione invernale di mercato.

La conferma di Emre Can e il suo inserimento nella prossima lista Champions sono due mosse azzeccate, sia per il valore assoluto del centrocampista sia per i positivi riflessi psicologici sullo stesso giocatore che, nella prima parte della stagione, ha pagato un pesante pedaggio all’esclusione dalla fase a gironi del massimo torneo continentale. Paratici ha dichiarato che, in questo gennaio, la Juve non farà altri movimenti di rilievo, resistendo alle lucrose offerte provenienti dalla Premier per Demiral e consapevole che, a cavallo tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, Chiellini tornerà al centro della difesa.

A proposito: bene ha fatto Sarri a rimarcare come non esista un problema de Ligt. Intoccabile Bonucci, in questo momento Demiral è più in forma rispetto all’olandese, ma la stagione è talmente lunga che l’olandese avrà tempo e modo per riprendersi una maglia da titolare. Il suo valore e la sua classe non possono essere messi in discussione".