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Bonacini su Giuntoli: "Al telefono lo sento combattivo e battagliero, è realista davanti alle telecamere. Il suo vero lavoro comincerà la prossima stagione"

19.03.2024 11:30 di Mirko Di Natale Twitter:    vedi letture
ESCLUSIVA TJ - Bonacini su Giuntoli: "Al telefono lo sento combattivo e battagliero, è realista davanti alle telecamere. Il suo vero lavoro comincerà la prossima stagione"
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La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'ex presidente del Carpi in cui ha lavorato Cristiano Giuntoli dal 2009 al 2015, Stefano Bonacini, per parlare approfonditamente del Football Director della Juventus e non solo:

Come stai giudicando il lavoro del tuo amico Cristiano?

"Il lavoro di Cristiano, quello importante, partirà dalla prossima stagione. Quest'anno è arrivato un po' tardi, ha fatto un anno di esperienza in una società nuova e ha avuto modo di vedere un po' di cose. Ora è pronto da qui ai prossimi quattro anni".

Weah, la scorsa estate, è stato acquistato prima del suo arrivo ufficiale, ma il mercato invernale lo ha gestito lui.

"Il mercato invernale, in pratica, non c'è stato, perché la squadra stava facendo dei risultati importanti e probabilmente non volevano rompere il giocattolo che stava andando bene in quel momento. Per me la decisione è stata questa. Sono arrivati due giovani come Djalo e Alcaraz, di sicuro non di riferimento importante come è solita fare la Juve, ma evidentemente potevano operare solo in quel modo".

A tuo parere, per come lo conosci, Cristiano Giuntoli che pubblicamente parla di quarto posto e di riconferma dell'allenatore sta bluffando o dice la verità?

"Secondo me è realista, dice che la squadra deve raggiungere il piazzamento Champions ed è stato premonitore del fatto che qualche appannamento sarebbe potuto arrivare. E così è stato. E' un discorso intelligente, corretto perché il quarto posto è la posizione in classifica che probabilmente la società ha chiesto a Cristiano o all'allenatore. Se poi dovessero arrivare altri risultati, tanto di guadagnato". 

Premettendo che a Carpi, ovviamente, lo spazio mediatico era di gran lunga inferiore, ma Cristiano Giuntoli era esattamente così come oggi?

"Ha sempre sminuito, ma questo fa parte un po' del lavoro del direttore sportivo. Tutti i suoi colleghi, più o meno, a livello di interviste tendono ad essere molto cauti. Quasi nessuno, pubblicamente, ammette qualcosa. Posso dire che la dimensione di Carpi o di Napoli è differente da quella di oggi, quindi tutto ciò che fa è quasi sempre amplificato. Non gli è mai piaciuto stare sotto le luci dei riflettori".

Lo stai sentendo?

"Ci sentiamo abbastanza, almeno una volta ogni 10/15 giorni, il rapporto tra di noi è sempre ottimo. Cristiano non è in difficoltà, lo sento sempre combattivo ed è battagliero come suo solito. Dovevo andare a Torino a vedere la supersfida con l'Inter, ma poi mi sono ammalato e non ci sono più andato. Devo ancora andare allo 'Stadium a vederlo dal vivo". 

Che idea ti sei fatto su quello che potrebbe essere il rapporto con mister Allegri?

"Da quel che so è un rapporto buono, non ci sono discussioni. Sono due professionisti pagati per portare a casa i risultati, il periodo è un po' appannato ma sono convinto che la squadra inizierà di nuovo a macinare come all'andata. Sinceramente, per quel che mi riguarda, non mi soffermerei molto sull'allenatore, fino ad un mese fa era in scia all'Inter ed è stato fatto un passo falso. Anche perché ha un contratto che scade nel 2025".

Giovanni Galeone, persona molto vicina al mister, in un'intervista a Gazzetta parlando di Cristiano Giuntoli ha detto che lo riconferma pubblicamente ma in privato non gli ha ancora detto niente. In base anche alla tua esperienza nel mondo del calcio, è una situazione normale?

"Noi agivamo e ragionavamo in una maniera diversa da quelli che sono i canoni della Juventus, non si può paragonare quel che facevamo a Carpi rispetto a quanto fatto qui. C'è un contratto, come dicevo, e per me aspetteranno la fine della stagione per capire il da farsi. Non penso che ad oggi sia questo il principale problema".

Si ringrazia Stefano Bonacini per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.