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Bia (Ag. Anghelè): "Gol iniezione di fiducia, si è meritato la chiamata in anticipo della NG. Per fisicità e movenze, con le dovute proporzioni, ricorda Havertz"

13.02.2024 13:30 di Mirko Di Natale Twitter:    vedi letture
ESCLUSIVA TJ - Bia (Ag. Anghelè): "Gol iniezione di fiducia, si è meritato la chiamata in anticipo della NG. Per fisicità e movenze, con le dovute proporzioni, ricorda Havertz"
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© foto di Alessio Alaimo

La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'agente di Lorenzo Anghelé (che rappresenta anche Andrea Cambiaso), Giovanni Bia, per parlare approfonditamente del primo gol tra i professionisti del suo assistito e non solo:

Quale è stata la sua reazione dopo il match con la Torres di sabato pomeriggio?

"L'ho sentito assolutamente dopo la partita, come è nostra consuetudine, ed era molto contento del gol che aveva appena realizzato. E' il primo tra i professionisti con la Next Gen, è stata sicuramente una bella iniezione di fiducia".

Come è stato il passaggio dalla Primavera alla Next Gen?

"E' stato un passaggio importantissimo, ma anche una grande fiducia nei suoi confronti. E' stato messo nella condizione di potersi confrontare con avversari più esperti, smaliziati, e questo è un aiuto prezioso nel loro percorso di crescita. Ed è così che riescono a vivere i veri momenti di difficoltà, poiché il risultato della domenica diventa più importante rispetto a quello della Primavera. Possono crescere molto più in fretta".

La chiamata da parte di mister Brambilla faceva già parte della strada tracciata per lui da parte del club?

"Sì, c'era già l'idea di abbreviare il percorso e di avvicinarlo il prima possibile alla Next Gen. In Juventus lo ritengono un prospetto molto importante. E il salto è stato poi anticipato, ma il ragazzo è stato molto bravo a guadagnarsi sul campo la chiamata di mister Brambilla".

Mister Montero, un po' di tempo fa, diceva che doveva crederci solo lui nelle sue potenzialità. Ed è così, ad oggi?

"Sì, ma la Juventus lo sta aiutando tantissimo nel suo percorso di crescita. Ha conosciuto, da mister Grabbi fino ad arrivare a Paolo Montero, degli allenatori di grande spessore e valore nel suo percorso a Torino, e anche i dirigenti come Scaglia gli sono stati molto vicini. Lui è un ragazzo introverso, che magari rispetto ad altri ci mette un po' di più a prender confidenza e a credere nelle sue potenzialità. Crediamo sia un ragazzo con delle qualità molto importanti, è solo all'inizio del percorso qui alla Juve".

Quali sono i suoi obiettivi da qui a fine stagione?

"L'obiettivo è quello di migliorarsi costantemente, lui è molto consapevole perfettamente di questo e vuole confermarsi all'interno della Next Gen. Non bisogna porsi limiti, ci sono tantissimi esempi lì davanti che sono riusciti ad arrivare ad esordire con la prima squadra. I sogni possono realizzarsi, ma per farlo occorrerà lavorare molto sodo".

Ci puoi raccontare come è arrivato alla Juventus?

"Lui era alla Sampdoria, poi nel 2019 è arrivato alla Juventus che lo aveva sempre seguito e la sua esperienza è cominciata con l'U15. A 14 anni, all'epoca, si poteva scegliere di firmare con una squadra piuttosto che con un'altra. C'era ancora il vincolo sportivo, che è cambiato proprio di recente. Alla Samp c'era molta stima sulle sue capacità, ma ha deciso di cogliere l'opportunità di giocare per un settore giovanile molto importante. Senza nulla togliere ai blucerchiati, che è una società gloriosa, il salto deciso da Lorenzo ha fin qui prodotto dei risultati importanti".

Ha un idolo calcistico?

"Si ispira a Lionel Messi, che è il suo calciatore preferito, ma gli piacciono tantissimo anche Alessandro Del Piero e Paulo Dybala".

Lui è un trequartista, ma fondamentalmente può giocare anche in altri ruoli offensivi. Per te si affermerà proprio in quella posizione di campo?

"E' un giocatore eclettico, può ricoprire più ruoli: ha giocato come prima e seconda punta, oltre a dietro i due attaccanti. Lorenzo ha un fisico importante e un'ottima tecnica, ma è ancora in via di sviluppo. Magari tra un anno e mezzo può arrivare a consacrarsi in un ruolo piuttosto che in un altro. A chi assomiglia? Con le dovute proporzioni, per fisicità e movenze ricorda molto Havertz. L'unica differenza è che il tedesco calcia col sinistro".

Si ringrazia Giovanni Bia per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.