Zazzaroni: "Il calcio genera fiducia e guiderà la ripresa. Ora abbiamo bisogno di speranza"

30.03.2020 15:00 di Rosa Doro Twitter:    Vedi letture
© foto di Lorenzo Marucci
Zazzaroni: "Il calcio genera fiducia e guiderà la ripresa. Ora abbiamo bisogno di speranza"

Nel suo editoriale per il Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni ha parlato della possibile ripresa del campionato: "C’è il tempo della paura e c’è il tempo della speranza. La prima, senza la seconda, fa più vittime di chi o cosa la causa. Abbiamo dato fin troppo spazio alla paura, la nostra anima si è rattrappita. Reclamare almeno la speranza dell’”evasione” è un diritto di chi sopravvive nella segregazione e nel panico. Incoraggiarla, un dovere di chi può darla, rispettando tutte le regole del caso. Quando speranza e paura camminano a braccetto, l’uomo ha il dovere di allontanare il tempo della fine sperando, appunto, che non arrivi. Capisco perciò Gabriele Gravina, al di là di qualche comprensibile sbandamento e aggiustamento: ha ben presente ciò che sta succedendo, in particolare ciò che accadrà dopo. Non sta tirando le date come fossero dadi, né giocando con la salute degli atleti e del prossimo: non accetta la resa immediata al virus poiché sa che presto o tardi ci sarà un dopo e che quel dopo potrebbe non appartenere a molti dei protagonisti della stagione pre-pandemia. Gravina, che in questo preciso momento non ha interessi elettorali, è uomo di cultura e anche di scommesse culturali (ha prodotto una rilettura in chiave moderna della Divina Commedia), conosce i numeri, è assistito da fior di analisti, è un accumulatore di pressioni esterne e interne, ma prima di ogni altra cosa è convinto, come noi, che il calcio, e più in generale lo sport, sia uno straordinario generatore di fiducia e un irrinunciabile propellente dei mercati. Il calcio, lo sport, sarà chiamato a celebrare la ripresa, non ha, né avrà, tempi tutti suoi, ma chi lo governa ha l’obbligo di ipotizzare la ripartenza e il dovere di pianificarla anche in progress. Il calcio - lo ripeto - intercetterà la ripresa, canalizzerà uomini, risorse, energie ma non cerca nuove scorciatoie: solo meno burocrazia per svolgere il suo ruolo propulsivo. Il nuovo welfare che chiedono 60 milioni di italiani chiusi in casa da settimane è fatto di positività, ambizione e salute che solo lo sport può assicurare. Per il calcio è il momento dell’unità, non quello dei particolarismi: un’industria che ha un giro d’affari multimiliardario e che garantisce ricche imposte sta rischiando il suo futuro".