L'attore D'Amore rivela: "Al gol di Raspadori mi hanno cacciato dal ristorante"

04.03.2024 22:30 di Alessandra Stefanelli   vedi letture
L'attore D'Amore rivela: "Al gol di Raspadori mi hanno cacciato dal ristorante"
TuttoJuve.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Marco D’Amore, attore e regista italiano, è intervenuto ai microfoni di TVPlay a presentare il film e commentare Napoli-Juve: le sue parole.

⁠ “CARACAS E’ UN FILM VISIONARIO, CON UNA GRAMMATICA RARA NEL NOSTRO PAESE” – “Il film Caracas sta ricevendo un bellissima accoglienza da parte del pubblico. Forse peccherò di vanità, aldilà dei gusti e del giudizio personale, si esprime attraverso una grammatica che è difficilmente ritrovare nel nostro paese. E’ un film visionario che demanda più al sogno che alla cronaca della vita attraverso i messaggi e le emozioni che veicola. Parte da una storia realmente accaduta a un gigante della letteratura napoletana  – Ermanno Rea – che racconta questa bizzarra e particolare amicizia con questo Caracas, il quale è stato di estrema destra, ma a un certo punto della vita si converte all’Islam”.

“SONO MALATO DI NAPOLI, CACCIATO DUE VOLTE DAL RISTORANTE DURANTE LE PARTITE” – “Sono malato del Napoli. Ieri sera siamo andati ad Ancona e Jesi per fare il saluto in sala e poi siamo corsi in un ristorante ma ci hanno cacciato, perché quando ha segnato Raspadori ci siamo scatenati. Mi vergogno di me stesso, una signora si è girata e ha detto di mandarci via perché non ne potevano più, ma avevo già un precedente. All’epoca del primo film fatto con Servillo “Una vita tranquilla” ero in Germania ed era il giorno del famoso 3-2 a Torino con la doppietta di Hamsik e il ristoratore mi ha tirato i piatti dietro. Ho fatto saltare il tavolo e mi sono buttato a terra dopo il gol di Datolo”.

“HO PIANTO PER LO SCUDETTO, RIVISSUTO RICORDI DELL’INFANZIA” – “L’anno scorso dopo la partita con l’Udinese ho esultato piangendo: idealmente vincere lo scudetto ha significato rivivere la festa con mio nonno e mio padre quando avevo nove anni. I caroselli in strada, quella gioia che da troppo tempo non sentivo e il Napoli riesce a far vivere legando anche certi ricordi”.

“DI LORENZO E’ STATO IL SIMBOLO DELLA STAGIONE, UN ESEMPIO PER I GIOVANI” – “So che gli MVP sono stati tanti in questa squadra, ma scelgo il capitano Di Lorenzo perché è un esempio importante anche come messaggio ai più giovani. Un ragazzo che viene dalla provincia che non godeva di grandi rispetto ma col lavoro, determinazione e sacrificio, che a volte sono più del talento, ha dato una dimostrazione incredibile non solo d’appartenenza alla squadra ma di crescita impressionante. Ho sofferto molto quando l’ho visto triste aldilà che non riusciva a esprimersi più a grandi livelli, per me è una persona eccezionale”.