Gli eroi in bianconero: Giovanni GIACONE

Pionieri, capitani coraggiosi, protagonisti, meteore, delusioni; tutti i calciatori che hanno indossato la nostra gloriosa maglia
 di Stefano Bedeschi  articolo letto 1455 volte
Gli eroi in bianconero: Giovanni GIACONE

È stato il primo portiere della Juventus che abbia vestito la maglia della Nazionale. Nato e cresciuto nelle squadre giovanili torinesi, salì rapidamente alla ribalta del calcio italiano. Giacone non aveva ancora diciotto anni quando ebbe l’onore di esordire nella prima squadra dell’Unione Sportiva Torinese, per poi passare al Pastore, squadra che a quell’epoca era di primo rango. Fu proprio in un memorabile incontro disputato a Bologna fra la gloriosa squadra rossoblu dei fratelli Badini e il Pastore, che il portiere fu notato dai dirigenti juventini, che lo fecero diventare un giocatore bianconero. Il necessario apprendistato alla Juventus durò pochissimo, poiché Giacone aveva tutti i numeri per far carriera e si conquistò il posto di titolare molto presto. Il suo debutto ufficiale in maglia bianconera avvenne nella stagione 1919-20, il primo campionato nazionale all’indomani della Grande Guerra e che sarebbe stato vinto dall’Internazionale, dopo una lunga lotta contro la Juventus, che si dimostrò la più degna rivale della compagine milanese. La difesa juventina imperniata su Giacone, Bruna e Novo si impose subito all’attenzione, inaugurando la felice tradizione delle retroguardie juventine e in particolare si cementò l’intesa di questo trio, antesignano dei più famosi Combi, Rosetta, Caligaris e Zoff, Gentile, Cabrini. Nel maggio del 1920 Giacone partecipò, insieme con un altro prestigioso portiere di quell’epoca, Campelli dell’Inter, alle Olimpiadi di Anversa, dopo aver esordito in campo internazionale nelle due gare di preparazione olimpionica contro la Svizzera e contro l’Olanda. Fu proprio l’allenatore della Nazionale, il famoso vercellese Milano I, a caldeggiare alla commissione tecnica, formata dall’avvocato Mauro, da Pasteur, da Terzuolo e da Varisco, la candidatura del portiere juventino alla maglia azzurra. Giacone giocò poi ancora nella Juventus per altri due anni, tornando in seguito all’Unione Sportiva Torinese da cui la Juventus lo scambiò con il portiere Barucco. Ebbe dunque una carriera rapida, intensa, relativamente breve ma sufficiente per entrare nella storia dei grandi portieri juventini.

“HURRÀ JUVENTUS” LUGLIO 1997
Se pensate che i portieri del periodo eroico fossero tutti marcantoni dotati di un fisico eccezionale, beh, dovete eliminare da questa categoria Giovanni Giacone, numero uno della Juventus dal 1919 al 1921. Giacone, infatti, era gracile e faceva dell’agilità una delle sue doti migliori. Anche la tecnica era raffinata e raramente sbagliava il tempo nelle uscite e la presa aerea. Tra i pali dava però il meglio di sé facendo sfoggio di grande agilità e di un ottimo colpo d’occhio. Non per questo, comunque, si tirava indietro e nelle mischie in area aveva quasi sempre la meglio grazie al tempismo e il coraggio nelle uscite. Il fisico leggerino, però, gli costerà il posto in azzurro, dove gioca quattro partite, con unanimi consensi, al posto dell’infortunato titolare Campelli. Il suo esordio in azzurro è in qualche modo storico per la Juventus perché è proprio Giacone il primo bianconero in Nazionale: colui, quindi, che apre una storia destinata a diventare ricca di pagine gloriose. Campelli, dopo quelle quattro gare, gli sarà preferito solo per la stazza (anche se nelle rare foto ufficiali che ci sono pervenute di quella preistorica Juventus, il fisico di Giacone non sembra poi così inferiore a quello dei compagni), perché quanto a tecnica, eleganza e agilità, Giovanni Giacone non era secondo a nessuno. Con lui, anzi, inizia l’epoca dei portieri moderni in bianconero lui, sempre elegante, con l’immancabile cappello a visiera e la giacca con i bottoni.