ESCLUSIVA TJ - Michele Padovano: "Giovani e arbitri. La linea giusta è quella di Luis Enrique"

ESCLUSIVA TJ - Michele Padovano: "Giovani e arbitri. La linea giusta è quella di Luis Enrique"TuttoJuve.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
martedì 21 febbraio 2012, 12:20Le esclusive di TJ
di Gaetano Mocciaro

L'ex bomber bianconero Michele Padovano, in esclusiva per TuttoJuve.com ci dice la sua sul momento attuale dei bianconeri, del settore giovanile italiano e sulle ultime polemiche arbitrali.

Michele Padovano, la Primavera della Juventus ha vinto il Viareggio. Un segnale importante che sottolinea la bontà del lavoro fatto dalla Società sul settore giovanile

"Io penso che sia importante per il futuro per squadre di un certo tipo puntare sul settore giovanile, come d'altronde fa il Barcellona. Mi auguro che finalmente si facciano esordire 17-18enni senza paura né preoccupazione. Il punto, purtroppo, è che manca il coraggio di mettere in campo uno appena maggiorenne, perché c'è la cultura di farlo giocare in C e B. Bisogna prendere esempio da Luis Enrique che in barba all'anagrafe i ragazzi, se bravi, li butta nella mischia".

Tu stesso hai fatto tanta gavetta per arrivare a una grande: Asti, Cosenza, Pisa, prima del Napoli campione d'Italia

"Ho lottato molto, fatto la C, la B e poi la A e in queste esperienze mi sono migliorato, ma se avessi avuto la possibilità di giocare subito nel massimo campionato avrei dato di tutto e di più. Sono dell'idea che il ragazzo giovane deve avere da subito l'opportunità, perché è nei migliori anni".

C'è il rischio in Italia di bruciare i giovani, proprio per le troppe pressioni che si creano attorno ai pochi lanciati.

"Lì serve anche un lavoro di gestione del ragazzo, sapere che può sbagliare e per questo non pressarlo, altrimenti lo bruci".

Venendo alla Prima squadra, che impressioni ti sta facendo questa Juventus?

"Una squadra che merita i complimenti. L'allenatore è il valore aggiunto, i risultati sono frutto del suo lavoro. Speriamo che da qui si possa iniziare un ciclo vincente".

Magari a partire da questa stagione

"Direi che la squadra ha dimostrato di potersela giocare contro chiunque. I ragazzi hanno l'obbligo di provarci in tutte e due le competizioni, manca poco al traguardo e hanno tutte le carte in regola per dimostrare il loro valore. D'altronde l'hanno dimostrato proprio col Milan andando a vincere a San Siro".

La sfida di sabato sarà decisiva?

"Non dico fondamentale ma importante si. Certo che se la Juve vincesse potrebbe dare una mazzata non indifferente".

Da ex attaccante come giudichi la poca incisività dell'attacco bianconero?

"Se la Juve avesse avuto un attaccante da 20-25 gol avrebbe ammazzato il campionato. Penso alle partite con Bologna e Genoa, dove non si è andato oltre il pari.  Il grande giocatore quelle partite te le faceva vincere e a quest'ora avevi 7-8 punti sulla seconda".

Giuste secondo te le polemiche sugli arbitraggi?

"Sono dell'idea che avrebbero dovuto tacere tutti. Non è stato così e non vorrei che la Juve la pagasse. Ad esempio la linea che conduce Luis Enrique, che non commenta mai gli arbitri, mi piace molto. Mi piacerebbe che questa cultura arrivasse a tutte le squadre perché l'arbitro sbaglia come sbaglia il giocatore".