ESCLUSIVA TJ - Franco Neri: "La mia Juve? Come le arti marziali..."

ESCLUSIVA TJ - Franco Neri: "La mia Juve? Come le arti marziali..."
venerdì 17 febbraio 2012, 19:30Le esclusive di TJ
di Gaetano Mocciaro

Il noto cabarettista Franco Neri in esclusiva per TuttoJuve.com ci parla per la sua passione per la Vecchia Signora.

Franco Neri, da cosa nasce questa passione per la Juventus?

“Ho la passione per la Juventus sin da bambino, quando facevamo la collezione delle figurine e mi mancava sempre quella di Causio! Poi mi ha sempre affascinato lo stile Juve, che è un po’ quello delle arti marziali, ossia con grande disciplina. Senza dimenticare che da buon calabrese di origine ho nel cuore anche la Reggina”.

Chi è stato il tuo idolo assoluto?

“Ce ne sono stati tanti. Penso a Furino che è stato un gradissimo calciatore, lo stesso Causio che ha dato grandissimo lustro, fino ai grandissimi Platini e Baggio. La Juve poi ha avuto il merito di rendere dei talenti magari  al 98% fino al 100%, basti vedere Alessandro Del Piero, Zidane, Nedved”.

Sei anche tu uno dei tifosi romantici, legato al calcio di una volta?

“Un po’ si. Una volta andavi per le strade di domenica e vedevi quelli che non potendo essere allo stadio avevano la radiolina all’orecchio. Ricordo quando ero bambino e giocavo al parco che vedevo queste persone e chiedevo i risultati. Succedesse adesso mi manderebbero a quel paese dicendomi: “non vedi che sono al telefono con mia moglie?”. Ora ci sono tanti mezzi di diffusione soprattutto grazie ad Internet. I tempi comunque cambiano e bisogna adeguarsi”. 

Che tipo di tifoso sei?

“Sono soprattutto un tifoso dello sport. Anche quando vado allo stadio non inveisco sulla squadra avversaria”.

Come giudichi questo momento della Juve?

“Il campionato è ancora lungo, ci sono partite da fare e i risultati li vedremo all’ultima partita. Io mi auguro di essere sul podio, però l’importante è che quello che facciamo adesso lo facciamo bene. Quest’anno devo dire che ci stiamo togliendo elle soddisfazioni e anche andare allo stadio, in questo nuovo impianto che è un gioiello, è un piacere anche quando fa freddo”.

Nella tua carriera quanto ha inciso il calcio? Hai avuto modo di coinvolgere persone appartenenti a questo mondo nei tuoi spettacoli?

“È successo in alcune serate di beneficienza, dove erano coinvolti in prima persona dei giocatori e devo dire che è una cosa lodevole vedere questi ragazzi che si mettono a disposizione per cause nobili”.

Come il calciatore anche il comico è sottoposto a forte stress. Immaginiamo non sia facilissimo far ridere la gente

“Il calciatore fatica di più fisicamente ma anche il comico non scherza, soprattutto mentalmente. E non è facile per noi rinnovarci. Diciamo che prima di tutto per essere un buon comico devi essere un grande osservatore, al di la dei tic delle persone proprio vedere le cose in un’altra ottica. Ad esempio basti pensare alla neve che è scesa a Torino, che ci ha fatto sembrare fosse una cosa incredibile quando ci sono città abituate a questo clima. Per non parlare di Roma, dove proprio per la neve invece si è bloccato tutto!”