SOTTOBOSCO - Il Palazzo è sordo e il disastro si sta avvicinando. Focus centrocampo Juve, possibile rivoluzione: rischiano in quattro. Pronta la lista dei sostituti...

Andrea Bosco ha lavorato al “Guerin Sportivo“, alla “Gazzetta dello Sport“, al “Corriere d'Informazione”, ai Periodici Rizzoli, al “Giornale“, alla Rai e al Corriere della Sera.
13.04.2020 00:09 di Andrea Bosco   Vedi letture
SOTTOBOSCO - Il Palazzo è sordo e il disastro si sta avvicinando. Focus centrocampo Juve, possibile rivoluzione: rischiano in quattro. Pronta la lista dei sostituti...

 La proposta di riforma del calcio italiano, ipotizzata da Carlo Tavecchio è caduta nel più assordante dei silenzi. Il Palazzo calcistico è sordo a qualsiasi suggerimento che contempli il buon senso. Vorrei che i colleghi esperti in calcio e finanza, spiegassero (io non sono in grado) in quale stato versi il mondo del pallone nostrano. Vorrei analizzassero i bilanci delle società. Facendo qualche proiezione .

Il problema è che il calcio italiano non sembra avere la percezione del disastro che si sta avvicinando. E' un calcio simile all'Impero Romano avviato alla catastrofe. Sto rileggendo il saggio di Michel De Jaghere. I romani si ritenevano al sicuro. Avevano l'esercito, avevano la finanza, il diritto: avevano la civiltà. I barbari avevano solo forza militare. Ma soprattutto non avevano “riserve“. Non avevano un codice etico. Gli errori dei Romani furono innumerevoli: in tutti campi. L'Impero implose, vittima delle sue “certezze“ .

C'è una vulgata nel calcio italiano: troppo mastodontico per poter “fallire  E' quello che pensavano anche certe banche di Wall Street prima del default che distrusse i risparmi di milioni di americani investiti in titoli “spazzatura“ .

Sono stato definito una “Cassandra“. Mi hanno dato dell'irresponsabile. Mi hanno dipinto come uno jettatore. Ma il problema non sono io. Il problema è un calcio che si rifiuta di prendere i necessari provvedimenti per salvare almeno una parte dell'equipaggio e dei passeggeri della grande nave.

Fine della predica. Non scriverò altro, sull'argomento. E spero, davvero, di sbagliarmi. Ma ditemi, di grazia: sto sbagliando?

Le notizie di mercato si rincorrono. Come il denaro, anche il calciomercato “dorme mai“. Io non so prevedere che tipo di mercato farà la Juventus. Le variabili sono tante: economiche e tecniche. Quindi mi permetto solo qualche riflessione. Su quanto a mio parere sarebbe necessario per migliorare la qualità di una rosa, peraltro già eccellente e competitiva. Inizio dal centrocampo.

Non è in discussione la qualità dei singoli, attualmente sotto contratto. E' l'attitudine al gioco che mi fa ipotizzare dei cambiamenti. Alcuni dei centrocampisti della Juve risultano “lenti“. Di pensiero, qualcuno anche di piede. Khedira è veloce di pensiero, ma lento nei movimenti. Sa giocare al calcio come pochi e sa inserirsi. Ma è afflitto da troppi infortuni. Rabiot è lento nei movimenti e nel pensiero. E ha un piede solo, il sinistro. Idem Matuidi: veloce a correre ma con il solo sinistro a calciare. E' lento anche Pjanic. Che nel tempo si è involuto, in un ruolo, quello di regista basso, che probabilmente patisce. Bernardeschi è un progetto di interno. Mancino che non soffre a giocare a destra. Ma che patisce gli spazi stretti. Sarri ha più di una responsabilità per la cocciutaggine nel volerlo impiegare da trequartista, salvo, dopo mezza stagione, arrendersi all'evidenza: Bernardeschi non è un trequartista. Bentancur è la certezza: da regista o da interno il suo rendimento è stato di costante crescita. Ramsey è un interno, per troppo tempo martirizzato da Sarri in quel ruolo, “ trequartista”, che piace tanto all'allenatore e assai poco ai suoi giocatori. Immagino che qualcuno tra i primi quattro citati possa fare, tra qualche mese, i bagagli . Come sostituirli? Tonali è il giocatore da non farsi sfuggire. Mi fanno ridere quelli che lo “consigliano” di andare in una società dove avrebbe il posto da titolare garantito. Tonali lo avrebbe anche alla Juve. Da regista o da interno, ma l'avrebbe.

Si parla di Castrovilli, ma immagino che non avendo necessità di vendere, il patron Commisso se lo terrà stretto per poter monetizzare tra una stagione. Pogba servirebbe alla Juventus: molto Ma l'operazione si presenta complicata: economicamente e strutturalmente. Pogba ama Torino e ha mantenuto ottimi rapporti con l'ambiente bianconero. Il suo procuratore è Raiola. Tutti elementi a favore. A sfavore il prezzo del suo cartellino e soprattutto un ingaggio pesante. Non è la concorrenza del Real Madrid o dell'Inter che deve preoccupare. Sono quei 15 milioni a stagione dell'ingaggio di Pogba ad essere un macigno complicato da rimuovere. Impossibile trattativa? Diciamo difficile. Non credo alla pista Milinkovic Savic: Lotito se lo terrà per almeno un'altra stagione. Mi sembra più verosimile la pista Ceballos in un'ottica di svecchiamento della rosa. Non credete a chi vi parla di Rakitc e prendete con le molle Tolisso. E' uscito anche il nome di Kantè: se Matuidi saluterà potrebbe essere da considerare . Io terrei piuttosto le antenne dritte su Ryan Gravenberch, stellina dell'Ajax, gestito da Raiola. Potrebbe essere l'alternativa a Tonali se per il suo giocatore Cellino dovesse pretendere la luna . E' giovane, è 1.90 e gioca da regista basso. E' stato paragonato a Pogba. Ma Pogba è un interno, Ryan un centrale .

E in attacco direte? E in difesa? E sugli esterni? E in porta? Cari lettori: una cosa alla volta. Nelle prossime puntate conto di darvi un quadro della situazione anche in questi reparti. Spero abbiate trascorso una Pasqua di speranza. A casa, ma con la determinazione di non mollare.