L'IMBOSCATA - C'è chi non vede tg e bare, ma pensa solo a giocare: siamo oltre il disgusto. Il "voto" del ministro, il cavallo di Lotito e un calendario a ostacoli. C'è uno scenario possibile....

20.03.2020 00:22 di Andrea Bosco   Vedi letture
L'IMBOSCATA - C'è chi non vede tg e bare, ma pensa solo a giocare: siamo oltre il disgusto. Il "voto" del ministro, il cavallo di Lotito e un calendario a ostacoli. C'è uno scenario possibile....

Probabilmente non guarda i telegiornali. Probabilmente ignora che la gente in Italia sta morendo a  centinaia ogni giorno. Probabilmente non ha visto le bare che nottetempo scortate dall'esercito escono da Bergamo per essere avviate alla cremazione. Probabilmente ignora che non c'è più posto negli ospedali. Che non c'è più posto nei cimiteri. Lui, probabilmente reputa che il contagio dalle sue parti non arriverà. Lui vuole “riprendere“: al più presto.

Non è un brutto film: sta accadendo, davvero. Ma i pupari del Palazzo non vogliono sentire, né vedere. 

Disgusto, non rende completamente  l'idea.

Il Palazzo ipotizza, redige, pensa a nuove regole. Tutto pur di non fermarsi: in barba alla salute.  La vita?  “Fatta di fango e di marmo“ spiegava Hawthorne ne “La casa dei sette frontoni“ .

C'è il ministro che ipotizza si possa riprendere a giocare a  inizio maggio. Poi c'è un presidente (federale) che sembra ormai un'anatra nel petrolio.

 Nel caso, spiega, si giochi a porte chiuse. Il campionato slitti  fino a luglio: l'imperativo è quello di   “completare“ la stagione. Play off e play out. Play off a due: no, a tre. Più probabilmente ad otto. Gare secche in Europa e in Coppa Italia. Ideona : prossima stagione con 22 società iscritte al campionato. L'emergenza giustifica ogni decisione. Tranne quella più logica: cancellazione della stagione. Impossibile: un vincitore ci vuole. Anche delle retrocesse, ci vogliono, perché poi ci sono i diritti di chi ha guadagnato la promozione. Ma la matematica ancora nulla ha “assegnato“, si potrebbe obiettare.

Fa niente: “bisogna“ terminare. Anche con il terrore che i ricorsi al Tar ti azzannino alla giugulare

Cerco di scrivere con misura, perché l'istinto mi porterebbe a farlo pesantemente . 

Primo: nessuno sa quando la pandemia finirà. Secondo: quando finirà, ci vorranno ulteriori mesi per poter tornare ad una vita normale. Siamo in una tempesta perfetta. Ma quando il maremoto si attenuerà il pericolo è quello del “virus di ritorno”. Perché il virus è un grandissimo figlio di mignotta: si adatta, si evolve: diventa diverso. Fino a quando non ci sarà un vaccino tutti saremo   potenzialmente esposti al contagio. Quindi il signor ministro che ipotizza una ripresa del campionato a maggio esprime un “voto“. Non ha la sfera di cristallo, il ministro. E neppure competenze sanitarie per “ipotizzare “ . Un bel silenzio sarebbe stato opportuno .

Terzo: ci sono divieti governativi relativi ai movimenti delle persone. Ma Claudio Lotito, pretende che dal giorno 23 di marzo la sua Lazio torni ad allenarsi. Quindi: i calciatori dovrebbero mettersi in automobile. Dovrebbero violare le disposizioni governative e quelle della sindaca di Roma, Raggi. Dovrebbero, non essendo in condizioni di “necessità“ commettere un reato, per il quale si arrischiano fino a 12 anni di reclusione. Da settimane ti spiegano di “restare a casa“, di evitare gli assembramenti e i contatti. Ma Lotito li vuole a Formello i giocatori forse  a “misurarsi la temperatura“. Moria di termometri alla Lazio?

Lotito, peraltro è in gran compagnia. Secondo  i media ci sono altre società a pensarla come la Lazio.

La cosa non può essere commentata educatamente. Ma mettiamo pure che il virus venga contenuto e che a maggio si possa giocare. Qualcuno ha dato un'occhiata al “possibile“ calendario? Come recitava quel  film? “Non si ammazzano così anche i cavalli?“.  Certo, il “cavallo” di Lotito avrebbe percorsi ridotti rispetto a quelli (al momento)  di Juventus, Inter, Napoli , Roma, Atalanta. Per non veder “morire“ gli atleti, bisognerebbe augurarsi che tutte le italiane “uscissero“ dalla coppe . E immagino che Gravina, la chiamerebbe (dopo essere stata completata) “stagione regolare“ .

Ma mettiamo (ipotesi) che i calciatori possano reggere a quel ritmo serrato di impegni. Mettiamo che in Italia per quelle date il virus risulti in fase calante . Che garanzie ci sarebbero, di andare a giocare in Nazioni “sane“, considerato che molti paesi hanno adottato misure sanitarie restrittive molte settimane dopo l'Italia?

Direbbero a Roma: ci fate o ci siete ?

Tutti ci auguriamo finisca presto l'incubo. Ma lo scenario possibile è che salti tutto: campionato, Coppe, Europeo (già rinviato), la Dea non voglia anche Mondiali e Olimpiadi.

 Lo chiedo ai lettori: ho bisogno del vostro sostegno. Darlo a me significa fare gli interessi di tutti. Lo so: questo è un sito che parla di calcio. Per me sarebbe facile, parlare di Rugani e Matuidi colpiti dal virus. Parlare del rinnovo del contratto di Dybala o dei movimenti di Paratici su Tonali . Ricordarvi che otto mesi fa il sottoscritto, aveva anticipato quanto la “Bild“, (non proprio un giornaletto), ha scritto sulla Juve fortemente interessata ad Alaba, il cui contratto con il Bayern scade nel 2021.

 Ma per ogni cosa c'è un momento. E il calciomercato, al momento, passa in secondo piano   Secondo Esiodo “ la scelta giusta del momento , è in tutte le cose, il fattore più importate  .

Oggi il “momento” è focalizzato su un consiglio, una disposizione. E se sarà necessario un ordine:  STIAMO TUTTI A CASA . Fatelo, per favore.