SOTTOBOSCO - Juventus-Napoli, due cortocircuiti e una rogna inestricabile. Se la Figc dovesse inginocchiarsi al Tar spunterebbe un grosso problema. Arriva Chiesa, vuol dire che Pirlo...

Andrea Bosco ha lavorato al “Guerin Sportivo“, alla “Gazzetta dello Sport“, al “Corriere d'Informazione”, ai Periodici Rizzoli, al “Giornale“, alla Rai e al Corriere della Sera.
05.10.2020 01:24 di Andrea Bosco   Vedi letture
SOTTOBOSCO - Juventus-Napoli, due cortocircuiti e una rogna inestricabile. Se la Figc dovesse  inginocchiarsi al Tar spunterebbe un grosso problema. Arriva Chiesa, vuol dire che Pirlo...

Una brutta storia. Juventus – Napoli che diventa l'ennesimo casus belli di un calcio che proprio non riesce a trovare pace.

Dunque: il Genoa va giocare a Napoli nonostante prima della gara un suo giocatore fosse risultato positivo. Ci va perché il protocollo siglato dalla Lega (vale a dire tutte le società di serie A) prevede che se tu hai almeno 13 giocatori non positivi, devi giocare. Il Genoa gioca, ne becca sei dal Napoli, torna e la pandemia dilaga tra le sue fila: tutti positivi. Al punto che Torino-Genoa viene rinviata. Al Napoli la tensione è alta, al pari della preoccupazione. Fanno i tamponi e positivo risulta il solo Zieliski, in un primo momento. Mentre la squadra sta per salire sul bus rotta aeroporto la notizia di una nuova positività. E quasi in contemporanea  quella che una Asl di Napoli ha bloccato il viaggio dei partenopei a Torino. Il comunicato della Asl in realtà  è ambiguo: si parla di Zielinski ma non si fa espresso divieto al club di partire. Del resto la Asl (la stessa?) non aveva fatto un plisset per la trasferta della Salernitana con due positivi a Verona. Del resto altre Asl in altre regioni non  si erano occupate di Ibra o Toloi o dei giocatori del Torino. 

Morale: il Napoli sabato non parte, Domenica non fa alcun tampone. Da lunedì sarà in isolamento (ma potrà allenarsi). La Juve sabato sera con un comunicato di poche righe fa sapere che domenica sarà regolarmente all'Allianz, pronta a giocare. Del resto la Juventus non può fare diversamente. Se non si presenta arrischia di perdere la gara a tavolino. In una ruvida nota la Lega infatti comunica che la gara si deve regolarmente disputare. Visto che il Napoli non si presenta, alle 21,31 di domenica  l'arbitro Doveri fischia la fine delle ostilità  che sul campo non sono mai iniziate. Ma,  che nei tribunali, nei giorni a venire, divamperanno.

Da regolamento se una squadra non si presenta perde la gara per 3-0  e  becca un punto di penalizzazione. Il Napoli qualche ora prima aveva invocato la forza maggiore. Una seconda Asl di Napoli (diversa dalla prima) stavolta aveva chiarito: causa emergenza pandemia il Napoli non può spostarsi.  La Regione Campania risulta nell'ultima settimana, quella  con il maggior numero di contagi giornalieri

Ovviamente il caso fa divampare il web diviso tra complottisti dell'una e dell'altra parte. Uno scrittore partenopeo di chiara fama ironizza sulla “lealtà sportiva della Juventus“ . Un giornalista della Rai sbrocca  contro “certi juventini“.  L'avvocato del Napoli fa il giro delle sette chiese televisive parlando di “indispensabile tutela della salute“.  Il Ministro della Sanità  dopo un comunicato che appare un capolavoro di cerchio-bottismo invita a parlare di "scuola  piuttosto che di calcio“.  Dimenticando che il calcio è la quarta azienda del paese. E che se la scuola è, socialmente, importante,  il calcio (economicamente ) lo è di più . E che il calcio paga allo Stato annualmente, una valanga di tasse.  

Dal canto loro gli aficionados della Juventus hanno una sola certezza: pacco, paccotto, contropacco. De Laurentiis aveva telefonato ad Andrea Agnelli auspicando un rinvio. Trovandone  - come ha spiegato Andrea Agnelli a Sky – il diniego. Oltre a Zieliski - considerazione “gobba“  - il Napoli ha anche Insigne infortunato. E' il tifo, bellezze! Pensieri  poco commendevoli  che non possono essere provati. Ma eventualmente anche azioni poco commendevoli, là dove dovessero mai essere provate. Certamente non ha giovato  a  De Laurentiis, presso il pueblo bianconero, essersi prima delle ultime elezioni regionali dichiarato, coram populo, a favore del Presidente della Regione Campania, De Luca . In un paese dove vige il mantra Andreotti, i sospetti si inseguono, si sovrappongono e diventano letali .

In soldoni: ci sono due cortocircuiti. Quello tra il ministero della salute (che ha sottoscritto con la Federazione il protocollo ) e le Asl. Che dipendono dal Ministero pur avendo autonomia discrezionale. C'è stata nella vicenda, par di capire, anche una responsabilità del Napoli. Che dopo i tamponi invece di isolarsi in una “bolla“ ( come prevede il protocollo ) ha mandato (e per due volte) i suoi giocatori  a casa.  Da qui, forse, la presa di posizione della Asl . Forse.

Secondo possibile cortocircuito: una Federazione che smentisse la Lega, accogliendo il ricorso (che inevitabilmente ci sarà) del Napoli. Sarebbe la fine del calcio in Italia. Un precedente che vedesse i vertici del Palazzo calcistico uno opposto all'altro, sarebbe letale. Oltre che un  precedente che consegnerebbe il campionato di calcio alle Asl. 

Per conto mio: la salute prima di ogni altra cosa. Ma non bisogna essere ipocriti. Con il virus fino a quando non ci sarà un vaccino si dovrà convivere. E fino a quel momento si dovrà contemporaneamente “vivere". Con tutti i rischi del caso, ovviamente . Secondo: a me non piacciano i risultati ottenuti a tavolino. La penso come Andrea Agnelli. Storicamente sono “altri“ che dei risultati a tavolino si sono avvalsi o avrebbero preteso di avvalersi. Le sanzioni contro il Napoli prefigurano un campionato con delle ombre. Ma  la controindicazione è evidente: se tutti fanno come gli pare, se ogni Asl può intervenire, se il protocollo non viene rispettato, il campionato è finito. 

In tutto questo il silenzio della Federazione appare tombale. Il calcio italiano con questa vicenda realizza l'ennesima pessima figura a livello mondiale.

Ora la rogna appare inestricabile. E non solo perché sarà difficile trovare uno slot per un (eventuale) recupero . A livello di giustizia sportiva il problema non si dovrebbe porre: 3-0 per la Juve. Vedremo se il Napoli si disporrà nel ricorso per i tre gradi della giustizia sportiva o se andrà direttamente al Tar a quella ordinaria. Ci sarebbe voluto buon senso. Ma il calcio nazionale è andato troppo oltre. Le fazioni hanno incancrenito il sistema . Fino a farlo diventare una polveriera . E non sto parlando dei tifosi. Sto parlando di “loro“, dei gattopardi: incapaci di programmare, di fare le riforme, di essere etici nei comportamenti .

Dovesse la Federazione inginocchiarsi al Tar (Carraro lo fece) sentiti auguri a chi dovrà trovare uno slot per il recupero. C'è la Nazionale, ci sono le Coppe Europee, c'è la programmazione (a panino) televisiva. Ci sarà la Coppa Italia.

Auguri: e complimenti al Palazzo calcistico e al Governo  per l'indecente spettacolo offerto al paese. 

Ah: c' è anche il mercato. Definita l'acquisizione di Federico Chiesa. Dopo che sono usciti Costa e De Sciglio.  Significa  che Pirlo giocherà a tre in difesa e che gli esterni di centrocampo (Sandro, Bernardeschi, Kulusevski, Caudrado, magari appunto Chiesa ) avrebbero precise caratteristiche offensive.

Khedira? Domanda di riserva: la pretendo .  .