Ricordate quel giorno? SPAL-JUVENTUS

La rivisitazione di alcune partite giocate dalla Juventus; storie di vittorie e di sconfitte per riassaporare e rivivere antiche emozioni
13.04.2019 10:32 di Stefano Bedeschi   Vedi letture
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Ricordate quel giorno? SPAL-JUVENTUS

9 ottobre 1960 – Stadio Comunale di Ferrara
SPAL–JUVENTUS 1–2
Spal: Matteucci; Riva e Valadè; Ganzer, Catalani e Scappi; Novelli, Corelli, Montenovo, Carpanesi e Morbello. Allenatore: Ferrero.
Juventus: Vavassori; Burelli e Sarti; Cervato, Leoncini e Colombo; Nicolè, Boniperti, Charles, Lojodice e Stacchini. Allenatore: Parola.
Arbitro: Francescon di Padova.
Marcatori: Corelli al 6’, Boniperti al 35’, Nicolè al 52’.

“STAMPA SERA”

Le prime gocce di pioggia sono cominciate a cadere un’ora prima che si iniziasse la partita. Grigio il tempo e grigia anche la partita della Juventus. Se la minaccia della pioggia non è riuscita a tener lontana la folla che ha esaurito tutti i posti del campo, ha però influito sul gioco e, nella ripresa, particolarmente su quello della Juventus quando l’acqua ha preso a cadere senza interruzione rendendo il terreno pressoché simile a un patinoire.

Ma non ci sembra comunque che siano da tirar fuori attenuanti. La Juventus non è stata certamente all’altezza di altre prove, si è scatenata quando, sorpresa da un goal segnato dopo appena sei minuti dagli avversari, ha dovuto impegnarsi per colmare lo svantaggio, ma, raggiunto il pareggio prima del riposo e andata a sua volta in vantaggio dopo appena pochi minuti dall’inizio della ripresa, su questo secondo goal si è letteralmente seduta, svolgendo un gioco pigro e disarticolato, assolutamente senza ritmo, spesso addirittura fermo, senza mordente, come di rado accade di vedere nella Juventus.

La vittoria premia quindi la classe e trascura il giuoco, ma chi ha assistito alla partita ne ha riportato un’impressione di disordine, di movimenti confusi, di iniziative sbagliate, di manovra sommaria che non sono abitualmente nello stile inventino. Tutto il secondo tempo ha avuto questa caratteristica di gioco malamente abbozzato, di azioni continuamente attardate da pentimenti e da incertezze. Malgrado la sua superiorità evidente di palleggio non si può certo dire che la Juventus si trovasse troppo sicura del suo vantaggio, perché la minaccia del pareggio è sempre aleggiata sul campo, poteva bastare lo scivolone di un difensore a rimettere in dubbio la vittoria, come poi è avvenuto al 22’ della ripresa quando un provvidenziale fuorigioco veniva fischiato dall’arbitro un attimo prima che Burelli, in un fallito tentativo di rinvio, rimettesse in gioco Novelli che era già scattato alle spalle di Cervato. È stato questo il momento del brivido. Senza dubbio i juventini ci ripensano ancora.

Torniamo indietro al goal degli spallini. L’episodio si verificava al 6’ quando la partita era ancora ai primi abbozzi di gioco. Un fallo di Colombo quasi al punto del corner sulla destra dell’attacco ferrarese, veniva sanzionato dall’arbitro con un calcio di punizione. Lo tirava Morbello a traiettoria molto tesa, il pallone attraversava tutta la porta e giungeva a Corelli che si trovava a una dozzina di metri dai pali. Il mezzo destro avversario scattava e colpiva di testa la palla la quale, cogliendo in contropiede Vavassori che si era portato contro il montante alla sua destra, andava ad adagiarsi con lenta parabola nella rete, presso il montante di sinistro.

Sorpresa a freddo da questo goal, la Juventus attaccò immediatamente, intensificando la sua offensiva per più di mezz’ora. È stato questo il periodo migliore della squadra, il più nutrito di gioco, il più ricco di iniziative, il più avvincente per continuità di ritmo. In questa mezz’ora, raramente gli avversari hanno avuto la possibilità di contrattaccare. Si può dire che la Juventus in tutto il primo tempo è rimasta all’offensiva per una quarantina di minuti circa e la sola cosa che stupiva era che tardasse tanto a segnare.

Le occasioni, in verità, non sono mancate. Ne fallì una Stacchini, da pochi passi, al nono minuto. Lojodice prima e Leoncini venivano poi atterrati nella fase conclusiva quando già erano entrati in area, Matteucci compì salvataggi stupendi di fronte a quell’assalto che incalzava sempre più, cinque calci d’angolo venivano battuti contro la porta ferrarese nello spazio di due minuti, dall’11’ al 13’ un vero assedio. L’offensiva juventina aveva richiamato indietro tutta la squadra avversaria, davanti stava il solo Morbello appostato contro Cervato a mezzo campo per tentare la fuga isolata, nonostante la ressa e il continuo corpo a corpo la Juventus trovava modo di inserire nel gioco alcune azioni di felice impostazione tattica e pregevoli per manovra tecnica che fatalmente però si spegnevano nella baraonda creata al limite dell’area di rigore.

Il pareggio giungeva finalmente al 35’ su un’azione condotta da Nicole sulla sinistra dell’attacco. Il juventino si spostava molto a lato per sfuggire alla marcatura e centrava a mezza altezza, la palla toccata nella mischia di testa giungeva a Boniperti che al volo scagliava nella rete da due o tre passi. Raggiunto il pareggio, la Juventus non rallentò il ritmo, cercava forse sullo slancio della sua offensiva di mettere a segno anche il secondo goal che avrebbe potuto subito decidere le sorti della partita, ma la porta ferrarese restò salva.

Quando le squadre rientravano negli spogliatoi, si poteva trarre un bilancio del gioco largamente favorevole ai bianconeri. Tutta la squadra aveva giocato con un impeto agonistico ammirevole sotto la perfetta regia di Boniperti. Pronti sempre i suoi ricuperi dopo i tentativi di contrattacco avversario, sicuro il palleggio, vario di tessitura e sempre robusto il gioco. Cesarini aveva spostato già fin dall’inizio Leoncini a sinistra, lasciando il più esperto Colombo a sorvegliare la zona dove operava Morbello, ritenuto il più pericoloso attaccante avversario. Leoncini ha condotto tutto il primo tempo con slancio, sicuro sulla palla, mai avventato nelle sue incursioni sul fronte dell’attacco, pronto sempre nei ripiegamenti. Accanto a lui sono pure da segnalare Colombo che ha svolto un lavoro massacrante, Burelli che ha disputato la sua più bella partita della stagione, Stacchini apparso enormemente migliorato in appena otto giorni, Cervato che ha avuto il compito più difficile contro lo scaltro e veloce Morbello sempre sul filo del fuorigioco.

Al ritorno delle squadre in campo la pioggia cadeva a dirotto. Passavano appena otto minuti e Lojodice, che aveva scambiato di posto con Nicolé trasferendosi all’ala destra, iniziava una serrata schermaglia contro il terzino Valadè nei pressi del corner. È stata un’azione tutta impostata sull’abilità tecnica personale. Dopo una serie di finte e di tocchi, Valadè investiva duramente Lojodice che stava sfuggendogli, dopo un’ennesima finta, lungo la linea di fondo. L’arbitro fischiava il fallo e concedeva la punizione quasi nello stesso punto in cui Morbello aveva battuto la punizione del primo tempo. L’esecuzione del tiro veniva affidata a Boniperti e la palla filava con bassa parabola sulla mischia, saggiamente tenuta fuori da ogni possibilità di intervento di Matteucci. Charles, benché strettamente marcato, riusciva a toccarla di testa deviandola verso Nicolé appostato a pochi metri dai pali, e quest’ultimo, con un definitivo colpo di testa la deponeva nella rete. Un tentativo in extremis di Scappi sulla linea della porta non riusciva a evitare il goal.

Questa seconda, rete dava la vittoria alla Juventus e ne addormentava il gioco. Si verificò quello a cui abbiamo già accennato sopra. L’azione juventina si smorzò, i passaggi si infittivano ma senza fare un passo avanti, in certi momenti si giocava quasi da fermo. Rari i tentativi di allungo e quasi sempre a sproposito. La Spal, incoraggiata a gran voce dalla folla, stava sempre all’agguato per scoccare il contrattacco di sorpresa. Ne effettuò diversi, ma quasi sempre impostati su un uomo solo. Se avesse avuto un attaccante in grado di affiancarsi a Morbello il colpo avrebbe potuto riuscire, ma l’azione ricca di energia era però troppo fragile tecnicamente, l’assalto difettava di possibilità tecniche.

Il pericolo ferrarese si fece grave a cinque minuti dalla fine, in seguito ad una punizione battuta da Ganzer a un metro da fondo, sulla sinistra e a circa quindici dalla porta. Mentre Colombo interveniva di testa per liberare, usciva Vavassori per respingere di pugno e il portiere riusciva bensì ad allontanare la palla, ma si prendeva sullo zigomo sinistro una violenta gomitata dal compagno. Nella confusione Burelli, che non perde mai la calma riusciva finalmente a liberare e i juventini dopo essersela vista brutta potevano riprendere la loro lenta manovra verso la porta avversaria mentre già la gente cominciava a sfollare, fra fischi e imprecazioni. La Spal, che forse non sperava tanto, si trovò alla fine delusa perché riteneva di poter pretendere di più. La squadra non ha più l’inquadratura e la solidità di quella dell’anno scorso, ma è un pozzo di vitalità. Può senza dubbio migliorare e aprirsi la via verso zone più tranquille della classifica.