Ricordate quel giorno? SALERNITANA-JUVENTUS

La rivisitazione di alcune partite giocate dalla Juventus; storie di vittorie e di sconfitte per riassaporare e rivivere antiche emozioni
30.11.2021 10:21 di Stefano Bedeschi   vedi letture

2 maggio 1999 – Stadio Arechi di Salerno
SALERNITANA-JUVENTUS 1-0
Salernitana: Balli; Brolic, Fresi, Monaco (dall’89’ Tosto) e Del Grosso; Gattuso, Bernardini e Tedesco; Di Michele (dal 54’ Vannucchi), Di Vaio e Giampaolo (dall’84’ Ametrano). In panchina: Ivan, Kristic, Kolousec e Chianese. Allenatore: Oddo.
Juventus: Peruzzi; Mirkovic, Iuliano, Montero e Pessotto; Conte (dal 62’ Di Livio), Deschamps, Davids e Henry (dal 52’ Fonseca); Zidane; Inzaghi (dall’81’ Amoruso). In panchina: Birindelli, Ferrara e Tacchinardi. Allenatore: Ancelotti.
Arbitro: Borriello di Mantova.
Marcatore: Di Vaio al 37’.

Per la prima volta dopo tanti anni, la Juventus cambia allenatore a metà stagione (non accadeva dai tempi di Armando Picchi): dopo il capitombolo interno contro il Parma, Lippi rassegna le dimissioni e viene sostituito da Ancelotti, ex allenatore proprio degli emiliani. Zinedine Zidane è reduce dai trionfi del Mondiale casalingo con la nazionale francese, grazie ai quali vince il Pallone d'oro di France Football, e vive una stagione non esaltante. Persa la Supercoppa Italiana per opera della Lazio, all’ottava giornata Del Piero si infortuna in maniera gravissima sul campo di Udine e rimane assente per il resto della stagione. Priva del suo fuoriclasse, la squadra fatica a trovarsi e rimane nel limbo della mediocrità, raggiungendo un misero sesto posto che la costringe allo spareggio con l’Udinese per la qualificazione alla Coppa Uefa. Due pareggi (senza reti in Friuli e 1-1 in Piemonte) condanneranno la compagine juventina a disputare l’Intertoto l’anno successivo. In Europa, il cammino prosegue spedito sino alla semifinale di Coppa dei Campioni, ma l'ostacolo Manchester United si rivela fatale: dopo l’1-1 esterno, la Juve va sul 2-0 in casa, ma la riscossa degli inglesi (futuri campioni) è veemente e porta al 3-2 finale.

FABIO VERGNANO, DA “LA STAMPA” DEL 3 MAGGIO 1999
Aveva ragione Ancelotti a temere questa trasferta. Carletto sentiva che la fregatura era dietro l’angolo e l’aveva proclamato ad alta voce. È andata esattamente come temeva e ora la Juventus si allontana dalla zona Champions League, mentre la Salernitana riveduta e corretta da Oddo conserva dopo cinque partite con il nuovo tecnico la porta inviolata e aggancia il Piacenza dando corpo alle proprie speranze di salvezza.
Nulla da dire: vittoria meritata quella dei granata, che hanno messo da parte gli svolazzi per un sano pragmatismo più adatto a chi deve uscire dalla zona calda della classifica. Brava e astuta la squadra di Oddo: poteva aggredire la Juve come Ancelotti aveva previsto e sperato andando subito all’arrembaggio, invece ha adottato una proficua tattica di attesa, ha chiuso ogni varco ed è ripartita in contropiede con le volate di Di Michele e Di Vaio, due attaccanti che hanno agilità, inventiva e vedono la porta. L’errore macroscopico della Juve è stato quello di adattarsi a questa situazione, senza provare a prendere la partita in pugno, senza alzare il ritmo del gioco. Una Juve che Ancelotti ha mandato in campo con una punta soltanto (Inzaghi), votando così la sfiducia a Fonseca e Amoruso e rinunciando in partenza ad avere più peso offensivo (Zidane attaccante non è), a vantaggio di un maggior equilibrio generale.
Tutto bene. Ma Carletto non aveva fatto i conti con la mollezza della sua Juve in versione Signora Grandi Sprechi, ovvero incapace di dare corpo alle ambizioni europee che tanto stanno a cuore ai suoi dirigenti (Girando, Moggi e Bettega delusi a fine partita), nonché ovviamente al popolo dei tifosi. Così la piccola Salernitana ha preso coraggio, ha fatto tesoro delle debolezze degli avversari e si è impossessata della partita minuto dopo minuto, cucinando a fuoco lento la Juve e colpendola al cuore con una sventola da ko dopo 38 minuti di gioco. Troppo facile per Di Michele aggirare gli storditi Mirkovic e Iuliano, uno scherzo per Di Vaio fucilare Peruzzi con una botta a colpo sicuro. Poteva essere un campanello d’allarme, un invito a reagire da Juve. Invece quel gol quando ancora mancava quasi un’ora di gioco è diventato già una condanna. La Juve, che fino a quel momento era stata pericolosa soltanto con una bordata di Zidane (35’) rimbalzata sulla traversa, ha annaspato senza disincagliarsi dal pantano in cui si era cacciata. Inferiore a centrocampo, pasticciona in difesa dove anche Montero, a corto di condizione, non è riuscito a dare il consueto contributo, la Juve ha fatto soltanto il solletico alla Salernitana, che aveva un Gattuso gigante e in Fresi un baluardo insuperabile.
Ancelotti è corso ai ripari nella ripresa togliendo l’irritante Henry e offrendo a Inzaghi l’aiuto di Fonseca. Con due attaccanti i bianconeri sono riusciti a sfiorare il pareggio, ma non a migliorare il livello della loro prestazione. E hanno pure rischiato di subire il raddoppio nella seconda parte della ripresa. Per evitare il gol prima Mirkovic (28’), poi Iuliano (41’) hanno fermato Vannucchi e Di Vaio con falli plateali e sono stati cacciati dal campo. Il primo con un «rosso» immediato, il secondo, prima soltanto ammonito, ha deciso di seguire il compagno protestando e dando una spinta all’arbitro Borriello.
Così il quadro era completo. In nove la Juve ha comunque sfiorato il pareggio con una capocciata di Zidane (44’ st), deviata da Balli, ma è stato un sussulto, un episodio isolato affogato in un nulla senza fine. Sconfitta pesantissima e con tre squalificati (l’altro è Davids ammonito e già diffidato), affrontare il Milan diventa un’impresa. Eppure per puntare ancora all’ingresso in Europa dalla porta principale servono nove punti nelle ultime tre partite. Li otterrà una Juve così remissiva?

MICHEL CAPONE, DA “LA STAMPA” DEL 3 MAGGIO 1999
Perché la Juve ha perso? Ancelotti risponde così: «In alcuni frangenti le motivazioni superano la qualità». Ancora più chiaro l’allenatore della Salernitana, Oddo: «Eravamo entrambi motivati, noi anche disperati». Una partita che Ancelotti cerca in qualche modo di salvare: «Non è tutta da buttare». L’umore, si vede benissimo, è nero. Cerca di non farlo apparire, ma Ancelotti è deluso. La Juve non ha fatto molto, neppure i cambi in corsa sono serviti. «Si corre ai ripari quando si può, difficile ribaltare partite così con i cambi, ci abbiamo provato ma non è servito».
Tornando alla partita il tecnico bianconero si è detto sorpreso dal comportamento della Salernitana: «Ci attendevamo una partenza lanciata, invece ci hanno aspettato, poi con lo svantaggio è aumentata la difficoltà». Ma cosa ha cambiato in senso negativo la partita? «La mancanza di velocità, il gioco è stato lento e questo ci ha sfavorito. È’ stato un errore che ha consentito loro di andare in contropiede». Champions League sempre più difficile da raggiungere? «Si allontana, ma non in modo definitivo, abbiamo tre partite da giocare, e dobbiamo vincerle tutte».
Dovrà rivedere lo schieramento? «Non è un problema di formula, ma di velocità del gioco», risponde Ancelotti. Il caldo può essere tra le cause della cattiva prestazione? «No, la condizione è buona, abbiamo tenuto fino al termine».
Domenica mancheranno Mirkovic e Iuliano espulsi (oltre a Davids che è stato ammonito e che era tra i diffidati). La Juve di Salerno è stata troppo cattiva? Ancelotti sbuffa un po’, cerca di esprimersi in maniera misurata: «Queste decisioni dell’arbitro aggravano il bilancio della partita, sembra che la Salernitana sia stata buona e la Juve cattiva, l’arbitro ha esagerato in alcune sue decisioni».
Capitan Conte, appoggiato a un muro della sala stampa, commenta la partita con calma, senza però risparmiare critiche all’operato dell’arbitro: «C’era un nervosismo strano, qualcosa non è andato per il verso giusto. C’è rammarico perché con il Milan mancheranno tre giocatori. Pare che la Juve sia stata cattiva, invece credo che l’arbitro abbia un po’ esagerato, con un po’ di buonsenso si potevano evitare alcune decisioni. Gli arbitri ci chiedono comprensione, sarebbe giusto che anche loro usassero buonsenso nei nostri confronti, non è giusto penalizzare una squadra non solo nella partita della domenica, ma anche per quella successiva». Champions League lontana, ma Conte assicura: «Non ci arrendiamo, cercheremo di non perdere questo treno, ce la metteremo tutta».
Il centrocampista Di Livio afferma: «È stata una partita non bella, ha influito anche un gran caldo, abbiamo tre partite da giocare e daremo il massimo a cominciare da domenica, anche se mancheranno tre giocatori».
Riagganciato il Piacenza, la Salernitana rivede la salvezza. Oddo non si fa illusioni: «Abbiamo tre scontri diretti da giocare, tutto il nostro campionato si racchiuderà in queste tre partite».