Ricordate quel giorno? JUVENTUS-SASSUOLO

La rivisitazione di alcune partite giocate dalla Juventus; storie di vittorie e di sconfitte per riassaporare e rivivere antiche emozioni
10.01.2021 10:32 di Stefano Bedeschi   Vedi letture
Ricordate quel giorno? JUVENTUS-SASSUOLO
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© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

15 dicembre 2013 - Juventus Stadium di Torino
JUVENTUS-SASSUOLO 4-0
Juventus: Buffon; Barzagli, Bonucci e Chiellini; Isla, Vidal (dal 75' Padoin), Pogba, Asamoah e Peluso (dal 56’ De Ceglie); Llorente e Tévez (dal 60’ Quagliarella). In panchina: Storari, Rubinho, Cáceres, Ogbonna, Giovinco, Motta, Lichtsteiner. Allenatore: Conte.
Sassuolo: Pegolo; Antei, Bianco e Marzorati; Gazzola, Marrone, Magnanelli (dal 61’ Chibsah), Kurtic (dal 51’ Zaza), Longhi e Missiroli; Floro Flores (dal 75' Masucci). In panchina: Pomini, Pucino, Alexe, Valeri, Laribi, Rossini, Schelotto, Farias, Zeigler. Allenatore: Di Francesco.
Arbitro: Bergonzi di Genova.
Marcatori Tévez al 15' al 45’ e al 68’, Peluso al 28'.

REPUBBLICA.IT
La Juve cancella nel migliore dei modi la due giorni da incubo di Istanbul travolgendo per 4-0 il Sassuolo. Una vittoria importante perché mette ulteriore pressione alla Roma, scivolata per ora a -6 in attesa della sfida di lunedì sera a San Siro con il Milan, e perché contribuisce a far tornare il morale in seno ad una squadra uscita, inevitabilmente, con il morale sotto i tacchi dalla Champions. Oltre ai tre punti, Conte si gode la solidità di una difesa giunta a 730’ di imbattibilità, la buona prova sugli esterni di Isla e Peluso e, soprattutto, l’interessante esperimento di Asamoah intermedio. Il ghanese con la sua corsa ha sempre fornito buone varianti di gioco a Pogba e Vidal con i suoi inserimenti. In quel ruolo potrà decisamente essere riproposto. Il Sassuolo, invece, torna a casa con le ossa rotte. Troppa la differenza tra le due squadre per reggere il confronto. L’impresa riuscita contro Napoli e Roma non è stata ripetuta. E non tanto perché è mancata la voglia di riproporsi, quando perché in effetti, la Juve ha dimostrato di essere di ben altro spessore. E questo fa capire anche che differenza c’è tra i bianconeri e le loro prime inseguitrici.
Conte ha dato quasi una prova di appello alla squadra battuta a Istanbul cambiando solo due pedine: Peluso al posto dello squalificato Marchisio, con Asamoah promosso interno di centrocampo, e Isla preferito a Lichtsteiner sull’out di destra. Di Francesco ha riposto cambiando modulo, nella speranza di contenere gli avversari. Niente 3-4-3 ma un ben più accorto 3-5-1-1, pronto all’occorrenza a trasformarsi in un 5-4-1 per mantenere una costante superiorità numerica nella zona nevralgica. Tutto vano, perché la Juve, sorpresa solo da un affondo di Longhi in avvio (sinistro di poco a lato su cross di Gazzola), ha dominato in lungo e largo la scena. E dopo essere stata fermata per tre volte in extremis dalla retroguardia neroverde, ha rotto gli argini: tutto merito di Llorente e Vidal che hanno confezionato un bel duetto in area con conseguente tiro del cileno respinto da Pegolo sui piedi di Tévez che da due passi ha insaccato.
Il Sassuolo non ha cambiato né modulo né atteggiamento tattico e la Juve, allora, ha insistito, raddoppiando al 28’: su una punizione-cross dalla destra di Vidal, Peluso ha anticipato di testa Antei e ha infilato il pallone sotto l’incrocio. La squadra di Di Francesco ha sbandato e, prima della fine del tempo, ha finito anche per regalare il 3-0: Marzorati ha sbagliato la misura del retropassaggio a Pegolo consentendo a Tévez di segnare a porta vuota.
Nella ripresa il Sassuolo ha provato per qualche minuto ad approfittare di un atteggiamento più lascivo dei bianconeri prendendo il possesso del centrocampo. Ma l’illusione è durata poco. Appena la Juve ha rialzato i ritmi ha raddoppiato (73’) con un’azione corale perfetta nata dai piedi di un ottimo Vidal che ha allargato a destra per Isla che ha servito a Tévez la palla per mettere a tacere anche le voci maligne di chi lo giudica un perdente in Europa visto che non segna nelle coppe da quattro anni. La gara in pratica è finita qui. Il Sassuolo ha tentato di segnare almeno il goal della bandiera con i subentrati Masucci e Zaza ma non ha trovato il modo di impensierire Buffon che, così, può godersi un’altra settimana da record prima di pensare a come fermare anche l’Atalanta di Denis.