Ricordate quel giorno? CROTONE-JUVENTUS

La rivisitazione di alcune partite giocate dalla Juventus; storie di vittorie e di sconfitte per riassaporare e rivivere antiche emozioni
17.10.2020 10:30 di Stefano Bedeschi   Vedi letture
© foto di Federico Gaetano
Ricordate quel giorno? CROTONE-JUVENTUS

18 aprile 2018 – Stadio Scida di Crotone
CROTONE-JUVENTUS 1-1
Crotone: Cordaz; Faraoni, Ceccherini, Capuano e Martella; Barberis, Mandragora; Rohdén (dall’82’ Ajeti) e Diaby (dal 53’ Trotta); Simy e Stoian (dal 77’ Sampirisi). In panchina: Festa, Pavlović, Simić, Crociata, Izco, Nalini, Ricci, Zanellato e Tumminello. Allenatore: Zenga.
Juventus: Szczesny; Lichtsteiner, Benatia, Rugani e Alex Sandro; Matuidi, Marchisio (dal 54’ Bentancur) e Sturaro (dal 68’ Cuadrado); Douglas Costa, Higuaín e Dybala (dall’87’ Bernardeschi). In panchina: Buffon, Pinsoglio, Barzagli, Chiellini, Höwedes, Asamoah e Khedira. Allenatore: Allegri.
Arbitro: Fabbri di Ravenna.
Marcatori: Alex Sandro al 17’, Simy al 65’.

SPORTSKY.IT DEL 18 APRILE 2018
Dal possibile match point Scudetto da giocarsi in casa contro il Napoli con un vantaggio di 9 punti, a un campionato che resta aperto con un distacco di 4 punti dalla squadra di Sarri. La serata della Juventus a Crotone è oscillata tra queste due possibilità che si sono avvicendate in pochi minuti, contro un avversario in piena lotta retrocessione e che ha trovato il pareggio nella ripresa con Simy. E non un gol qualunque quello del 25enne nigeriano, ma una rovesciata come quella di Cristiano Ronaldo che allo Stadium di Torino ha condizionato, e non poco, il cammino dei bianconeri in Champions. Un incubo, sì, ma che la squadra di Allegri ha contribuito a far materializzare in terra calabrese giocando una partita sotto tono e con poca, pochissima grinta. Non da Juve, insomma.   
Allegri sceglie il 4-3-3 per la Juventus che, in vista del big-match del prossimo fine settimana col Napoli, fa riposare qualcuno dei suoi “titolarissimi” ma senza stravolgere la squadra. In porta Szczesny (28 anni oggi) prende il posto di Buffon, mentre in difesa riposa Chiellini, con conferma per Rugani; ci sono Benatia, Lichtsteiner e Alex Sandro. Out Pjanic dopo il problema muscolare accusato contro la Sampdoria, sarà Marchisio a giostrare in cabina di regia, affiancato da Sturaro e Matuidi, mentre in attacco riposa Mandzukic e saranno Higuain (diffidato), Dybala e Douglas Costa a suonare la carica per i bianconeri. Zenga non rinuncia al 4-3-3, ma in attacco è confermato Simy, con Trotta e Ricci in panchina e Diaby a destra. A centrocampo, invece, Barberis la spunta su Ajeti per affiancare Stoian e Mandragora. L’allenatore rossoblù sceglie di coprirsi con un modulo che diventa un 4-5-1 in fase di non possesso con Rodhen in campo.
Buona personalità in avvio dei calabresi, mentre la Juventus punta soprattutto sulla circolazione di palla per trovare il varco giusto e colpire. A destra interessante la sfida tra due giocatori piuttosto veloci come Diaby (classe 1999) e Matuidi, sull’altro fronte, è una questione più di muscoli tra Martella e Sturaro.
Il risultato lo sbloccano gli ospiti al 17’ con Alex Sandro, colpo di testa da posizione decentrata sulla sinistra e palla spedita nell’angolino in basso a destra. L’assist, tanto per cambiare, è di Douglas Costa con un cross da calcio d’angolo. Per Alex Sandro è il 4° gol stagionale, per l’ex Bayern l’11° passaggio vincente (10° in Serie A). Il gol, però, non serve ad incrementare il ritmo di una partita non particolarmente bella. La squadra di Allegri, pur impeccabile in fase di palleggio, non è sempre precisa in fase di copertura, cosa che consente al Crotone di riorganizzarsi con una certa facilità. Al 33’ Benatia anticipa di testa anche Szczesny per evitare il colpo di testa di Simy che sarebbe stato a botta sicura. Bianconeri, inoltre, troppo distratti, come quando al 33’ Martella vince il duello con Lichtsteiner sulla corsia di sinistra, entra in area ma non è preciso nel servire Simy. Non solo: al 44’ percussione di Diaby in area di rigore e, dopo un rimpallo, Simy rientra sul sinistro e piazza rasoterra sul secondo palo con Szczesny che si distende e fa suo il pallone. Si va negli spogliatoi con il vantaggio bianconero e la rabbia di Allegri non soddisfatto dalla sua Juve che chiude con il 23% di possesso palla.
Si ricomincia da dove la partita si era interrotta per il break. Juve che ragiona, anche troppo, calabresi “sfacciati” e che sulla catena di sinistra continuano a mettere in difficoltà gli avversari. Sturaro va puntualmente in affanno contro Martella che ha tempi buoni e velocità sufficiente per il numero 27 juventino. Al 48’ è proprio Martella, servito da Simy, a liberare il sinistro dalla lunga distanza e che va di poco a lato. Un potenziale pericolo per gli ospiti al 57’, dopo un presunto retropassaggio di Benatia al portiere e una punizione a due che non porta altro se non a un po’ di confusione in area. Cominciano i primi cambi: nel Crotone entra Trotta per Diaby e Bentancur al posto di Marchisio. Ma la Juve persevera con un atteggiamento troppo morbido e al 65’ viene punita. Lo Scida si trasforma nello Stadium e riappare come nel peggiore degli incubi lo spettro di CR7, con Simy che s’inventa una rovesciata pazzesca dall’interno dell’area e mette il pallone dove Szczesny non arriva.
Il pareggio scuote la squadra di Allegri dall’inconsueto e pericoloso torpore. Cuadrado prende il posto di Sturato, ma a suonare la carica ci prova Matuidi, che scarica un sinistro terrificante dalla distanza: Cordaz toglie la palla dall’incrocio dei pali e devia in corner. Poco dopo Bentancur spedisce il pallone all’altezza del dischetto per Higuain, con l’attaccante argentino che calcia di destro a botta sicura. Cordaz, con i piedi, respinge in angolo. I bianconeri attaccano a testa bassa, il Crotone si chiude e mette da parte un punto che può pesare come un macigno. Per la lotta retrocessione, ma anche sulla testa di una Juve che non perdeva punti dallo 0-0 del 17 marzo contro la Spal e che deve ritrovarsi alla svelta. Tra quattro giorni, infatti, a Torino arriverà il Napoli; quattro, come i punti di vantaggio sugli azzurri e che a un certo punto erano diventati nove. Poi tutto svanito per colpa di Cristiano Ronaldo, stavolta con la maglia rossoblù numero 99. 

Max Allegri: “Un mese e mezzo fa avrei messo la firma per arrivare a +4 allo scontro diretto. Domenica sarà una sfida fondamentale. Nessun effetto Madrid, oggi abbiamo fatto una partita non bella che andava vinta. Le partite brutte, sporche, sono quelle più difficili, loro hanno fatto una gran partita. Per il finale di stagione mancano ancora tante partite e lo scontro diretto. Non eravamo in serata, ci giochiamo molto allo scontro diretto. La partita della Juventus può essere analizzata dal modo di difendere non ordinato; avremmo dovuto fare il secondo gol e invece l’abbiamo subito. Stasera non c’è stata compattezza, quello ci ha influenzato. Condizionati dal risultato del Napoli? No, a maggior ragione avremmo dovuto essere più cattivi. Non firmerei per il pareggio domenica, dobbiamo vincere per poter allungare, così come loro verranno per vincere. Higuain fuori forma? Gonzalo sta bene e domenica ci darà una mano importante. Stasera era una partita da scudetto. Domenica gioca Buffon. Pjanic recuperabile? Vediamo in questi giorni. Non sono preoccupato, so che possiamo vincere”.
Walter Zenga: “Tra il gol di Insigne e quello di Simy? Scelgo quello di Simy. Ovviamente abbiamo fatto delle prove per questo gol (ride, ndr). Impensabile non soffrire la qualità della Juve, una squadra organizzata benissimo. Noi dobbiamo giocare così perché ce la giocheremo fino all’ultimo minuto con questa intensità. Continuiamo testardi. Il nostro grande pregio è che siamo ancora in corsa nonostante tutto. Siamo vivi, giochiamo a calcio, siamo ottimisti: vogliamo restare in Serie A. Scida da elogiare? Assolutamente sì”.