A DOMANDA RISPONDE - Kean, il ragazzo di cui Raiola dice: "Mai visto alla sua età un fenomeno del genere". Strategia Juve è la migliore garanzia per il futuro, ma Moises potrebbe andare un anno in prestito. Premio per Marchisio. E su Totti...

29.05.2017 01:30 di Xavier Jacobelli Twitter:   articolo letto 44908 volte
A DOMANDA RISPONDE - Kean, il ragazzo di cui Raiola dice: "Mai visto alla sua età un fenomeno del genere". Strategia Juve è la migliore garanzia per il futuro, ma Moises potrebbe andare un anno  in prestito. Premio per Marchisio. E su Totti...

Ogni lunedì la redazione di Tuttojuve.com analizza i temi caldi del nostro calcio con una delle firme più autorevoli del giornalismo sportivo italiano, Xavier Jacobelli, editorialista del Corriere dello Sport-Stadio.

 

Il gol segnato a Bologna ha prepotentemente lanciato alla ribalta Kean: che cosa pensa del diciassettenne attaccante della Juve?
“Penso che la strategia Juve di puntare sui giovani sia la migliore garanzia per il futuro. Di Kean, il suo agente Raiola dice: “Non ho mai visto alla sua età un fenomeno di simile precocità agonistica. Colpiscono non soltanto la potenza del giocatore e la disinvoltura con la quale si è calato nella realtà della prima squadra, anche perché Allegri lo sta inserendo con intelligenza e acume. Ma, esiste, fondata, la possibilità che Kean possa andare a giocare per un anno in prestito, qualora nella prossima stagione dovesse ancora pencolare fra la prima squadra e la Primavera. Per continuare a progredire, Kean ha bisogno di giocare con continuità in  prima squadra. Potrebbe anche essere straniera. Magari olandese e il riferimento non è casuale perché Raiola conosce bene la realtà dell’Eredivisie e le offerte non gli mancano. La decisione verrà presa di comune accordo fra la società e il giocatore".
 

Marchisio torna in Nazionale: dal 5 giugno sarà a disposizione di Ventura, Qual è il significato di questa scelta?
“E’ un premio alla grandezza dell’uomo Marchisio, prima ancora del calciatore Marchisio. Rammento come, al rientro dopo il grave infortunio che l’aveva costretto a una lunga e forzata inattività, il centrocampista fosse stato criticato in modo ingiusto e ingeneroso. Come se l'esperienza che si era lasciato alle spalle, fosse stata un’inezia. Il nostro calcio, spesso, è malato di dopoismo, se il neologismo è permesso: si pensa sempre in fretta a quello che verrà dopo, dimenticando ciò che è successo prima. Soprattutto, trascurando i meriti di un campione come Marchisio e il suo attaccamento alla maglia della Juventus. A 31 anni, con presenze 368 partite ufficiali nella Juve e 54 in Nazionale, Marchisio si candida a una seconda fase della sua carriera che si annuncia grande come la prima. E il suo contributo al sesto scudetto consecutivo è stato all’altezza della sua fama”.

Ieri Totti ha giocato la sua ultima partita con la maglia della Roma. Come ha vissuto questo ultimo atto del Capitano giallorosso?
“Con grande partecipazione emotiva. La stessa, per intenderci, respirata quando Del Piero diede l’addio alla Juve. Anche se ciò che è accaduto ieri allo stadio Olimpico di Roma, culminato nello struggente messaggio finale letto da Totti davanti ai suoi 70 mila tifosi, è stato qualcosa di unico. Personalmente non  avevo mai visto una cosa del genere.  Le lacrime di Totti, le lacrime di uno stadio intero, il sentimento e la passione sparsi a piene mani,  hanno reso indimenticabile una domenica ad altissima intensità. Ma la società Roma e l’allenatore Spallletti hanno sbagliato tutto nella gestione del rapporto con un’autentica leggenda vivente del calcio mondiale. Quando si ha la fortuna di avere in squadra uno come Totti, non gli si concedono manciate di minuti e basta. Non si trattano così i Miti. E nemmeno il sabato prima dell’ultima partita si fa la conta dei rigori sbagliati da Totti undici anni fa (Spalletti) o dopo l’ultima partita, si risponde in malo modo a chi domanda che cosa accadrà ora (Pallotta). I tifosi hanno occhi per vedere e orecchie per sentire. Spalletti andrà all’Inter, Pallotta resta a Roma, almeno sino al 2020, come ha garantito lo stesso presidente. Ma i romanisti non dimenticheranno mai ciò che accaduto all’Olimpico il 28 maggio 2017. Mai”.