Spalletti a Sky: “Bisogna avere il carattere per giocare nella Juve. Servono giocatori di personalità. Decisione assurda di vietare il bianconero allo stadio, aspettiamo notizie sul tifoso che è stato ferito”

Spalletti a Sky: “Bisogna avere il carattere per giocare nella Juve. Servono giocatori di personalità. Decisione assurda di vietare il bianconero allo stadio, aspettiamo notizie sul tifoso che è stato ferito”TuttoJuve.com
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di Benedetta Demichelis
Luciano Spalletti ha parlato dopo il pareggio della Juventus per 2-2 contro il Torino: “Dobbiamo crescere”

Luciano Spalletti ha parlato ai microfoni di Sky Sport dopo la gara contro il Torino: 

Clima surreale per la partita, è iniziata un'ora dopo, quanto ha inciso nel secondo tempo anche il fatto di sapere i risultati delle altre?

"Io sono sempre l'allenatore che deve analizzare quello che è successo. È chiaro che può avere influito perché poi parlavano e chiedevano tutti quello quando sono rientrati negli spogliatoi. Però poi questo non toglie che ormai la partita l'avevamo in mano e la dovevamo concludere così. È proprio in queste partite qui che si vede il carattere delle persone, che si vede come siamo fatti dentro. È quando è tutto lì a disposizione, tu non ti accontenti di te stesso, vai a cercare qualcosa di diverso, vai a cercare qualcosa di più non è la stessa cosa avere due punti in piu o due in meno. Non è neanche la stessa cosa diventare differenti perché si riceve un risultato da un'altra parte, per cui è una crescita che dobbiamo assolutamente fare". 
 

Comolli ha detto che costruiranno una grande Juventus con Spalletti alla guida...

"È quello che ci si aspettava tutti, che è corretto in questa maniera. Perché poi noi abbiamo questo obbligo qui, noi abbiamo l'imposizione di creare i presupposti per giocare con chiunque a testa alta che poi voglia dire andare a lottare per vincere o lì vicino, va fatta per forza una squadra di livello, nel tentativo di colmare queste lacune che ci sono e che abbiamo visto un po' in questi 6-7 mesi, anche se la squadra secondo me ha lavorato molto bene".

È una questione di carattere o di obiettività che non ti ha permesso di arrivare all'obiettivo?
"Secondo me la differenza la fa sempre il carattere delle persone. La personalità a volte cambia, a volte si mette d'accordo, le personalità a volte si mettono d'accordo, Ci sono dei ragionamenti per sistemarsi. Il carattere è quello che non vuole ascoltare niente nessuno e sa quello che deve essere il suo obiettivo sempre, è una cosa differente e il carattere fa la differenza. Cioè il carattere è una di quelle qualità che contano quanto la forza fisica, quanto la tecnica, la testa del calciatore che non si lascia turbare, che non si deforma in dei momenti su dei campi contro degli avversari. Poi può perdere o vincere però si fa sempre allo stesso modo, perché se la gioca fino in fondo, perché gli episodi ti possono venire contro e ti possono dare ragione. Poi naturalmente ci sono I dubbi, tutti abbiamo dei dubbi. Tutti quando si entra in campo e hanno dei dubbi su quello che sarà la partita, su quello che sarà la prestazione che uno riuscirà a fare. Quando si rimane troppo dentro a questi dubbi, poi si diventa quello dubbioso per forza. Ad un certo punto bisogna venire fuori dal dubbio perché bisogna scegliere di fare delle cose. E far vedere quello che si sceglie, perché quella lì è la soluzione, Uno lì dentro ha dei dubbi, ma i dubbi li hanno tutti. Poi esce io e si va, Se vai tutte le volte ad avere dei dubbi su quello che ti succede, non hai carattere e non si può giocare nella Juventus perché quello è ciò che fa la differenza. No Il carattere difficilissimo da insegnare, si insegna la tecnica, si insegna la tattica ma il carattere è una qualità che hai. Poi ci sono dei calciatori che hanno quella roba lì addosso e gli si nota. Secondo me è difficile insegnarlo, è un po' quello che abbiamo pagato durante queste partite qui. Questi up & down sono presi da alcuni momenti ed alcune interpretazioni. Sono discorsi che con Comolli e con la società abbiamo già fatto, siamo tutti d’accordo nell’andare a inserire qualche calciatore che alzi il livello caratteriale della squadra, così da non dipendere da quei momenti in cui siamo un po’ in difficoltà e non riusciamo a reagire, non riusciamo a essere sempre gli stessi. Perché poi questi momenti ci sono stati, anche se non moltissimi. Però esistono e sono la motivazione del perché, per certi periodi, abbiamo giocato un grande calcio e poi, a volte, ci siamo affogati in un bicchiere d’acqua. Abbiamo avuto anche sfortuna, perché abbiamo sbagliato dei rigori in momenti determinanti. Faccio un esempio: l’anno scorso si va in Champions grazie a un rigore segnato contro il Venezia, se non ricordo male. Locatelli tira e fa gol, quel rigore ci permette di andare avanti in classifica e via dicendo. Quest’anno si è sbagliato qualcosa, perché si è sbagliata qualche partita, ma non tante. Poi, in alcune occasioni, non abbiamo fatto risultato, ma la squadra si è allenata bene e ha fatto le cose nel modo giusto. Anche questa settimana, nonostante tutto quello che veniva detto, cioè che sarebbe stato un fallimento e che sarebbe finita così, la squadra si è allenata bene e ha fatto le cose giuste. Abbiamo valutato di lasciarli a casa per farli riposare e abbiamo fatto la scelta corretta perché, dentro tutte queste partite, queste emozioni e queste tensioni, ogni tanto bisogna farli sentire liberi. Poi magari ci pensano comunque, però anche venire qui senza allenarsi significava ritornare nel nostro ambiente, rivedere sempre le stesse cose. Siccome sono tante le emozioni, tante le partite e tante le pressioni che subiscono questi ragazzi, per fargli fare meno fatica e meno male possibile io non trovo altra soluzione che farli recuperare e non farli allenare. Abbiamo fatto bene a prendere questa decisione, perché non li abbiamo portati in ritiro e sono tante ore. Bisogna trattarli da persone mature, o perlomeno io li tratto sempre da persone mature, anche perché, come ho detto ieri, io parlo degli uomini. E poi parlo a dei giornalisti che sono uomini. Oppure si tira fuori il concetto del fallimento e basta, senza dargli un corpo, senza dargli una spiegazione, senza dargli un percorso e senza fare un ragionamento”.

Luciano Spalletti prende poi la parola per mandare un messaggio al tifoso ferito prima del derby: “Siamo tutti ad aspettare notizie di questo ragazzo che sta male in ospedale, al quale auguriamo, io, tutta la squadra e tutta la società, di riprendersi il prima possibile. Però, se il giorno prima si fanno dei comunicati assurdi, dove non si vogliono il bianco e il nero in tribuna e non si combattono queste cose qui, poi va a finire che il problema non sono i colori, ma quelli che vogliono escludere dei colori. Bisogna mettere a posto queste situazioni, perché poi ci facciamo del male. È una cosa assurda, soprattutto con tutti gli sforzi che stiamo facendo per migliorare il calcio e creare situazioni positive, perché questo è uno sport bellissimo. Anche stasera c’erano centinaia di bambini a vedere la partita e sentire dire che un bambino non può mettere una sciarpa bianconera in un settore dello stadio è una roba assurda che dobbiamo combattere e dire chiaramente che non va bene”.