SARRI CONOSCE LA MINACCIA ATALANTA, MA NON PARLATEGLI DI...

11.07.2020 00:05 di Massimo Pavan Twitter:    Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
SARRI CONOSCE LA MINACCIA ATALANTA, MA NON PARLATEGLI DI...

Maurizio Sarri è carico in vista della sfida con l'Atalanta, il tecnico dei bianconeri conosce benissimo la minaccia Atalanta: "in questo momento va considerata una realtà: sta facendo benissimo e ha numeri di grandissimo livello soprattutto in trasferta. Quindi è un avversario difficilissimo ma ormai lo è da diverso tempo. La più bella definizione dell’Atalanta penso sia quella di Guardiola: è come andare dal dentista, ne puoi uscire anche ma il male lo senti”.

La speranza per i bianconeri è quella di aver preso l'antidolorifico giusto, per andare dal dentista ed uscirne indenni.

La minaccia orobica rende consapvole Sarri del fatto che  l’Atalanta ti fa rischiare dal punto di vista tattico perché è una squadra aggressiva che viene a prenderti nella costruzione dell’azione e ha ripartenze di grandissimo livello. Il rischio tattico è insito nella partita. Dal punto di vista fisico hanno accelerazioni importanti. È una partita difficile sotto tutti i punti di vista anche se secondo me tutte le squadre hanno qualcosa in meno rispetto ai momenti migliori della stagione.

NON PARLATEGLI DI...  - a Maurizio Sarri non bisogna parlare, però di alcune cose, dalla Champions, al blackout, per finire con la panchina lunga.

Per Maurizio Sarri la Champions in questo momento non è la priorità e non ne vuol sentire parlare: “No lasciamo perdere, non mi interessa. In questo momento abbiamo un solo obiettivo che è il campionato e poi penseremo al Lione. È talmente lontano dai nostri pensieri che non ci dobbiamo perdere neanche la minima energia”.

In questo momento non vuol sentir parlare delle cause della crisi di martedì: “Nello sport e nella vita in generale è questione di priorità. Penso che se questo fosse accaduto nella prima parte della stagione la priorità era andare alla ricerca della cause del blackout, siccome è avvenuto nella seconda parte della stagione e non ci sono tempi lunghi la priorità diventa fare in modo che incida in maniera negativa il meno possibile. Quindi bisogna subito guardare avanti e non indietro”.

Argomento da non trattare nemmeno quello della panchina, dove in effetti c'è un briciolo di verità: “La panchina lunga mi sembra un luogo comune, ultimamente era abbastanza corta. I numeri della prestazione fisica di Milano sono i migliori del post sosta in termini di qualità e quantità di corsa e di metri in accelerazione. Quando la squadra passa da 10 a 0 in due minuti non si può parlare di decadimento fisico perché questo è graduale. Noi ci siamo paralizzati su un rigore, non penso che il nostro problema sia di quel carattere in questo momento. Cambi vediamo. Siamo usciti con qualche acciaccato, quasi tutto recuperabile però vediamo nell'allenamento di oggi che è l'unico che facciamo tra una partita e l'altra".

Il tecnico bianconero è consapevole che il match contro i nerazzurri bergamaschi è fondamentale, vincere vorrebbe dire quasi scudetto, perdere riaprire tutto anche con l'Atalanta, pareggiare potrebbe essere un compromesso rischioso, in base a cosa farà la Lazio con il Sassuolo.

I bianconeri, però se vogliono dare un segnale forte devono vincere e possibilmente ottenere anche una buona prestazione, per migliorare la propria consapevolezza anche in chiave Champions.

Clicca qui, segui Massimo Pavan su twitter per interagire con Massimo sulle ultime di mercato e sulla Juve