BUFFON: "Calciopoli mi ha fatto malissimo. Futuro? Un calciatore non smetterebbe mai, ma non vorrei diventare un peso"

 di Edoardo Siddi Twitter:   articolo letto 14509 volte
BUFFON: "Calciopoli mi ha fatto malissimo. Futuro? Un calciatore non smetterebbe mai, ma non vorrei diventare un peso"

Gianluigi Buffon, domani sera, sarà ospite di Maurizio Costanzo a L'Intervista e come sempre accade la chiacchierata diventa un'occasione per guardarsi dentro, ricordando i momenti del passato e dando un inevitabile sguardo al futuro. Su quel che sarà, Buffon non si sbilancia: "Non posso creare false aspettative o dire bugie. La verità è che con il presidente abbiamo fatto un patto tra gentiluomini prima della fine del campionato e devo incontrarmi con lui. Lì faremo il punto della situazione e prenderemo la scelta definitiva. Un giocatore non smetterebbe mai di giocare...". 

A proposito di futuro, Buffon viene incalzato anche sul suo erede: "Per doti e inizio carriera Gigio Donnarumma è senza dubbio il portiere che in questo momento è sulla bocca di tutti in maniera meritata. Ci sono, però, anche due o tre ragazzi che secondo me sono partiti un anno due più indietro rispetto a lui ma sono di grande prospettiva".

E il passato, invece? Si toccano due argomenti dolorosi: l'eliminazione dal Mondiale 2018 e Calciopoli. Sul primo: "Sono stati giorni difficili. Volevo chiudere la mia carriera con il Mondiale, mi sembrava il modo migliore, sarebbe stata una passerella finale perfetta. Purtroppo non è andata così però penso anche che a 40 anni io debba fare determinate dichiarazioni perché è giusto fare un passo indietro, è anche una questione di sensibilità visto che sono sempre stato un punto di forza delle mie squadre e non vorrei mai diventare un peso. A 40 anni non lo devi più dire tu, ma tocca agli altri".

Su Calciopoli emerge tutta l'amarezza: "Mi ha fatto male. Non tanto, tantissimo. Perché sono stato gratuitamente infangato non una volta ma ben due volte e su un aspetto che per me è fondamentale, ossia la lealtà sportiva. Su quello non transigo. La cosa che mi ha fatto soffrire di più è il calcioscommesse, senza ombra di dubbio. Sono state due vigliaccate mirate a uno sportivo e a un uomo che non se le meritava. Non porto rancore nei confronti di nessuno, però se dovessi rivedere certe persone un pochino mi innervosirei...".

Lì è arrivata anche la depressione: "Ci sono snodi nella vita, probabilmente nel momento in cui passi da giovane e superficiale a una dimensione di uomo un po' più maturo, in cui devi fare i conti con dei buchi neri che fino a quel momento non avevi mai nemmeno preso in considerazione. E può capitare che queste valutazioni ti facciano cadere in un limbo, in un'apatia che può sfociare nella depressione. Una cosa molto brutta, poi soprattutto per un carattere esuberante e gioioso come il mio. Il non riconoscersi penso sia la peggiore delle cose...". Fortunatamente, tutto questo appartiene al passato.

Si tocca la vita privata, quindi, anche quella sentimentale. Belle parole per Alena Seredova: "È una persona che ringrazierò perché alla fine ho passato dieci anni veramente belli con lei e lei me li ha dedicati come penso di averglieli dedicati io. Poi abbiamo fatto due figli stupendi, molto educati e di quello gran parte del merito va a lei. Però penso che alla fine come in tutte le cose c'è un dare e un avere e io ho ricevuto tanto da lei, penso di aver dato tanto... e poi basta". 

Ora nella vita del capitano c'è Ilaria D'Amico: "È veramente una donna speciale e secondo me il nostro rapporto è straordinario e proprio per questo immagino che ci sarà una evoluzione in futuro. Penso anche che durerà fino a che la morte non ci separerà".