ESCLUSIVA TJ - da Pinzolo parla il coordinatore regionale degli JC siciliani Lillo Rizza: " La Juve? Una grande passione!"
I microfoni di Tuttojuve.com, sono andati direttamente a Pinzolo, per il ritiro bianconero, ad occuparsi stavolta di chi vive di Juve e lavora per tanti tifosi: sono i Club Doc Juventus. In particolare abbiamo incontrato Lillo Rizza, presidente dello Juventus Club Doc “Michelangelo Rampulla” di Caltanissetta, nonché coordinatore regionale degli club bianconeri della Sicilia.
Presidente, come e quando nasce il suo Club?
"Il Club nasce esattamente nel 2003, dopo aver visto a Torino con un gruppo di amici, Juve-Real Madrid di Champions, nonostante l’acquisto dei biglietti a costo elevato. Proprio da questo evento, abbiamo pensato e poi deciso di formare un Club Doc con lo scopo iniziale di stare più vicini alla squadra ed assistere a molte più partite della Juve nonostante la nostra lontananza. Da quel momento il lavoro è stato particolarmente intenso, con varie Conventions, per capire la vera affluenza di tifosi bianconeri a Caltanissetta e zone limitrofe, con la priorità di raggiungere 150 soci per essere un Club Doc e ci siamo riusciti in pochissimo tempo".
Perché avete intitolato il vostro Club a Michelangelo Rampulla?
"Perché Rampulla è stato colui che ha ideato i Club Doc insieme all’attuale Presidente onorario Mariella Scirea. A mio avviso, Michelangelo ha dato un valore aggiunto alla Juve di quel periodo, in quanto è stato un giocatore importante per i bianconeri, oltre ad essere un siciliano doc ovviamente".
Quanto sono i vostri iscritti?
"Siamo partiti con 180 iscritti il primo anno, per passare dalla serie B con più di 250 adesioni. Adesso siamo in tutto 320 e siamo fieri ed onorati dei nostri soci che rappresentano il nostro Club".
In Sicilia, i Club Doc aumentano di giorno in giorno grazie al suo prezioso lavoro di coordinatore regionale, quanti siete in tutto?
"All’apertura del nostro Club eravamo in 4, adesso siamo 19, con due new entry, il Club Doc di Ragusa e quello di S.Biagio Platani".
Nonostante la vostra lontananza da Torino, come vengono organizzate le vostre trasferte?
"Chiaramente non siamo presenti ogni domenica a Torino, ma la nostra partecipazione annuale è sempre costante in vari periodi della stagione. Infatti fin adesso, siamo riusciti ad organizzare diverse trasferte in piccoli gruppi, a causa della scarsa disponibilità di posti dell’Olimpico di Torino, oltre ovviamente al fattore economico non indifferente per organizzare una trasferta di 1.600 chilometri".
Andrea Agnelli e Beppe Marotta, sono gli uomini giusti per il rilancio definitivo dei bianconeri?
"Sono stato uno dei tanti che in un'intervista al Corriere dello Sport, ha votato per Marotta. Andrea Agnelli non si discute, è giovane, ma rappresenta l’uomo giusto per la Juve del futuro".
Cosa pensa del nuovo allenatore Gigi Del Neri?
"Del Neri rappresenta una sfida non soltanto per tutti noi tifosi bianconeri, ma anche una sfida con se stesso, per far ricredere soprattutto i più scettici che non credono nelle sue capacità di allenare una grande squadra. Personalmente credo che farà bene ma non si potrà vincere subito".
Lei che è da un po’ di giorni che segue la squadra direttamente da Pinzolo, che impressioni si è fatto?
"Del Neri attua un lavoro duro e faticoso. Credo che sia una preparazione mirata per essere in condizioni ottimali per il preliminare di Europa League del 29 Luglio. Bene soprattutto Motta e alcuni giovani in questa prima fase di allenamenti".
Che idea si è fatto sull’ultima stagione bianconera? Secondo lei cosa è mancato davvero alla Juve? E’ soddisfatto della campagna acquisti fatta fin adesso?
"Parlo da uomo di calcio dato che ho anche giocato ed allenato diverse squadre. Il settimo posto è stato per tutti una totale delusione, nonostante un grosso potenziale iniziale e con gli ottimi acquisti fatti dalla società. A mio avviso uno degli errori più evidenti, è stato la non chiarezza iniziale di Ferrara, che non ha parlato in maniera esplicita con i suoi amici giocatori ed ex compagni di squadra. Un altro fattore fondamentale sottovalutato è stato l’entusiasmo iniziale delle prime gare, pensando di fare un campionato chiamandosi Juve, senza aggredire gli avversari e con poca lucidità e determinazione. La nuova stagione è caratterizzata dal nuovo assetto societario. Gli acquisti fatti fin adesso sono certamente mirati per fare una stagione senza pretese iniziali. La Juve a mio avviso dovrà essere una squadra operaia senza aspirazioni dichiarate. Soltanto alla fine si tireranno le somme".
Quali sono secondo lei le esigenze di mercato e soprattutto in quali settori la Juve dovrebbe rinforzarsi?
"Le esigenze di mercato si basano sull’aspetto economico. Bisogna vedere che tipo di badget la Juve possiede. Credo che comunque ci sia la necessità di avere due difensori di fascia bassi, un altro centrale,un mediano o un trequartista che detti i tempi alla squadra e che manca da tanto tempo alla Juve. Charamente se dovesse andar via Trezeguet servirà un altro attaccante, magari Dzeko".
Come si può definire il rapporto che lega i Club Doc ed in particolare il suo con la Juventus?
"I Club Doc sono una fonte importante per la Juventus. Quest’anno a mio avviso, sia Marotta che il Centro Coordinamento, dovranno programmare degli incontri e contatti settimanali presso il centro di Vinovo, anche perché per i soci dei Club, l’obiettivo prioritario è quello di avere dei contatti almeno con qualche giocatore".
Lei che è anche coordinatore regionale per la Sicilia, quali sono i vostri progetti e le vostre iniziative sull’apertura del nuovo stadio di Torino previsto per Luglio 2011?
"Credo che tutti i nostri Club Doc siciliani hanno già in mente di sottoscrivere due abbonamenti per ogni Club, in maniera tale da poter portare ogni qualvolta che la Juve giochi in casa un gruppo ben nutrito di tifosi dalla nostra Sicilia, terra e feudo juventino da sempre".
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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